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Online il report INDIRE sull’impatto della pandemia nelle scuole italiane

INDIRE ha pubblicato la prima parte di uno studio riferito all’anno scolastico 2020/21 sugli effetti della pandemia nella didattica e dell’organizzazione delle scuole.

Tempo di lettura: 3 minuti

logo redazioneRedazione
Online il report INDIRE sull’impatto della pandemia nelle scuole italiane

L’analisi di INDIRE sull’andamento della didattica nel corso delle varie fasi della pandemia, caratterizzata da momenti di chiusura forzata e da un numero rilevante di studenti e docenti in quarantena, ha prodotto un primo report dal titolo Impatto della pandemia sulle pratiche didattiche e organizzative delle scuole italiane nell’anno scolastico 2020/21, ora consultabile online: la ricerca avrà ulteriori sviluppi, da cui poter far emergere delle riflessioni sulle soluzioni adottabili in futuro.

Il periodo preso in esame dal report si riferisce all’anno scolastico 2020/21, in cui si è affermata la didattica digitale integrata (DDI) come modalità complementare e non alternativa alla presenza: una prima differenza del primo lockdown della primavera 2020, in cui la chiusura totale delle scuole ha condotto all’attivazione della didattica a distanza (DaD) come unica soluzione possibile. Tra le dimensioni osservate nell’indagine INDIRE ci sono l’uso della tecnologia, gli spazi anche non convenzionali adottati per la didattica, i contenuti affrontati e la loro valutazione, l’organizzazionedei ruoli e la leadership scolastica nella gestione della crisi pandemica, la collaborazione con altre scuole.

L’indagine è stata condotta attraverso un questionario online rivolto a un campione selezionato di2.546 docenti a tempo indeterminato e non di sostegno. Nel corso dell’a.s. 2020/21 c’è stato un tentativo di ritornare alla normalità, con la didattica in presenza che si attesta al 72,1%. Emerge, tuttavia, anche la portata del cambiamento “forzato” del modo di fare scuola che ha condotto la maggioranza degli insegnanti italiani a sperimentare con frequenza la didattica a distanza (68,6%), mentre quasi la metà ha optato per la didattica ibrida e quella alternata.

Sono state anche adottate metodologie didattiche innovative e interattive, raccomandate nelle Linee Guida del Ministero e talvolta già in uso anche prima della pandemia: ad esempio il Project-Based Learning, la Flipped classroom, il Debate, l’Apprendimento cooperativo, la Didattica breve. L’indagine ha approfondito anche le dinamiche relative all’uso della telecameraaccesa nei vari momenti dell’attività didattica e alle strategie per il coinvolgimento e la motivazione degli studenti nelle lezioni a distanza.

Infine, in merito alla frequenza di utilizzo e ai supporti delle risorse didattiche la pandemia sembra non aver intaccato il primato del libro di testo, confermato nelle scuole di ogni ordine e grado. Il libro è però affiancato da altre tipologie di strumenti: tra le risorse impiegate nella scuola primaria dalla maggioranza dei docenti ci sono anche espansioni digitali dei libri di testo, contenuti scansionati da altri libri scolastici o da fonti informali, contenuti digitali autoprodotti per le lezioni o provenienti da spunti educativi offerti da webinar o altre iniziative di formazione.

3 Febbraio 2022

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