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Sperimentare e innovare a scuola. Intervista con Giovanni Biondi

Il programma scientifico di Didacta Italia – Edizione Puglia presenta seminari e workshop immersivi per sperimentare metodologie e tecnologie per la didattica.

Tempo di lettura: 5 minuti

Giovanni BiondiGiovanni Biondi
Sperimentare e innovare a scuola. Intervista con Giovanni Biondi

Manca poco ormai all’appuntamento con Didacta Italia – Edizione Pugliadal 16 al 18 ottobre arriva per la prima volta a Bari, alla Nuova Fiera del Levante, l’evento che chiama docenti, dirigenti, professionisti della scuola e aziende del settore a confrontarsi sui temi caldi della formazione e della didattica. Con Giovanni Biondi, responsabile del programma scientifico di questa edizione, abbiamo approfondito alcuni degli argomenti al centro della scena degli incontri dei tre giorni.

Quali sono le novità di Didacta Italia – Edizione Puglia rispetto al tipo di programma portato nell’edizione nazionale di Firenze?

Dico subito che in realtà i programmi delle edizioni di Didacta cambiano sempre. L’unica cosa che manteniamo è il format delle attività e delle proposte, cioè i seminari e i workshop immersivi. Nel programma di Bari non abbiamo invece previsto convegni, per dare modo agli insegnanti d dedicare il proprio tempo anche alla visita degli stand.

I workshop sono un format efficace perché si tratta di attività formative nelle quali si può sperimentare direttamente una metodologia o l’utilizzo di una tecnologia. L’obiettivo è stato quello di dare a tutte le diverse fasce di insegnanti la possibilità di trovare nel programma delle attività interessanti, da chi lavora nello zero-tre fino a chi lavora negli ITS, differenziando il più possibile la proposta e sfruttando al meglio gli spazi disponibili.

Alla Nuova Fiera del Levante non abbiamo creato dipartimenti tematici come nell’edizione fiorentina, ma ritroveremo l’Aula del Metaverso e l’Aula immersiva, in cui si terranno workshop e seminari appunto sul metaverso e, naturalmente, sull’intelligenza artificiale. L’IAè un tema che incuriosisce molto le scuole, anche per le potenzialità di questo strumento di trasformare il modello scolastico, e che tratteremo nei nostri incontri grazie anche a contributi che vengono dal mondo della ricerca, quindi CNR e istituti di ricerca come l’Istat, ma dalla ricerca applicata che viene direttamente dalle scuole.

Quali altri temi saranno al centro di workshop e seminari?

Abbiamo valorizzato le attività che si fanno a scuola sulle STEM e ci sono incontri promossi dalMinistero in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale della Puglia e delle altre Regioni limitrofe coinvolte in questa edizione, quindi Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria. È comunque un panorama di proposte molto variegato, che è il risultato di un’attenta selezione tra i tantissimi progetti ed esperienze che ci sono stati proposti.

Nella scelta abbiamo privilegiato le attività che hanno alle spalle una base laboratoriale, cioè una applicazione sul campo. Quando parliamo di workshop immersivi intendiamo proprio questo: più che un legame con la tecnologia, una concretezza che viene da una metodologia già verificata. La parte tecnologica a volte c’è è può essere di varia natura, ma non è una componente necessaria. Quello che ci interessa sono gli aspetti innovativi delle proposte, a volte semplicemente metodologiche o linguistiche.

Quanto è importante quindi per la scuola rimanere aggiornati sulle tecnologie, che a volte si sviluppano in tempi molto rapidi?

In realtà se ci pensiamo a scuola usiamo da sempre delle tecnologie: lo sono il libro, il quaderno, la penna, la lavagna. Ci sono tecnologie che si evolvono in maniera più lenta e delle tecnologie molto più veloci, come l’IA in questo periodo. Non penso però che la scuola debba correre per restare aggiornata sulle tecnologie, che sono già inseguite dalle aziende. Io credo che la scuola debba guardare alla tecnologia per vedere se ci sono strumenti che le servono a raggiungere i suoi obiettivi, che invece restano gli stessi: sviluppare le competenze dei suoi studenti e delle studentesse.

Alla scuola per raggiungerli possono servire infatti un insieme di strumenti, dalla tecnologia agli arredi, per cui in tutti i campi deve stare attenta a cosa di utile emerge di volta in volta, senza affannarsi a rincorrere la novità. Didacta serve proprio a questo, è un’occasione per vedere una selezione di ciò che le aziende e la ricerca presentano come utile, dalla robotica applicata alle risorse per le STEM.

Ogni innovazione tecnologica e metodologica, anche del passato come la linea montessoriana, è valida se intercetta dei bisogni dei ragazzi e delle ragazze ed è funzionale a precisi obiettivi. Serve cioè sviluppare un senso critico rispetto agli strumenti, sperimentandoli anche in campo applicativo. La rete e l’Intelligenza Artificiale, lo sappiamo, permettono di lavorare con i testi e le informazioni, ma si deve poi verificare il sapere che passa attraverso questi canali e trasformarlo in competenze attive.

Vuole fare un invito a Didacta Italia – Edizione Puglia un po’ a chi ancora non ha organizzato la visita?

Più di metà dei workshop sono già esauriti, ma ci sono tantissimi altri seminari ed eventi formativi e tutti gli spazi della fiera sono stimolanti da visitare perché costituiscono un “concentrato” di innovazione, dagli arredi alla tecnologia ai libri. L’invito quindi è non perdete l’occasione!

Ci vediamo a Bari, e preparatevi per l’edizione nazionale a Firenze, in cui avremo tante altre sorprese e un anniversario importante.

9 Ottobre 2024

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