Didacta Italia 2026: educazione ambientale, formazione per l’IA e dialogo con i territori
Francesco Manfredi, presidente di INDIRE, racconta il lavoro svolto con Didacta Italia sul programma scientifico, approfondendo il tema della formazione degli insegnanti per l’uso dell’IA e del dialogo fondamentale fra la scuola e il mondo.
Dall’11 al 13 marzo torna Didacta Italia a Firenze. INDIRE ha lavorato, in collaborazione con il prof. Biondi, al programma scientifico, nel quale troviamo proposte come l’educazione ambientale, l’educazione alimentare attraverso la promozione della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità, le arti e l’innovazione del sistema scolastico nazionale ed europeo. Perché INDIRE ha ritenuto centrali questi temi?
INDIRE partecipa a Didacta in qualità di partner scientifico, in coerenza con la propria missione, che è quella di offrire ai docenti, dirigenti ed operatori scolastici un’offerta formativa di alta qualità. Nel programma abbiamo ritenuto importante collocare temi come l’educazione ambientale, l’educazione alimentare, le arti e l’innovazione educativa, poiché riflettono alcune delle sfide più urgenti che la scuola italiana ed europea è chiamata ad affrontare in questo periodo storico. Innanzitutto, l’educazione ambientale — con un’attenzione specifica alla GreenComp, il quadro europeo delle competenze per la sostenibilità — non è più un’opzione, ma una responsabilità educativa. Su questo, anche in qualità di Agenzia nazionale Erasmus, l’Istituto è impegnato in iniziative a livello internazionale sul tema della sostenibilità ambientale. Allo stesso modo, l’educazione alimentare — qui declinata attraverso la valorizzazione della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità — è un’opportunità per parlare di salute, identità culturale, economia locale e sostenibilità. Attraverso la conoscenza di ciò che mettiamo nel piatto, studenti e studentesse possono comprendere legami tra territorio, biodiversità e scelte responsabili. Infine, porre l’accento sulle arti e sull’innovazione del sistema scolastico significa riaffermare che la creatività e la ricerca sono componenti essenziali dell’apprendimento. Le arti non sono un’aggiunta opzionale ma una lente privilegiata attraverso cui comprendere culture, linguaggi e relazioni, mentre l’innovazione non riguarda tecnologie isolate, ma processi, metodologie e comunità educanti che sanno reinventarsi.
I workshop e i seminari previsti a Didacta rappresentano veri e propri percorsi esperienziali. Tra questi ricordiamo anche altre tematiche, come la parità di genere, l’educazione alle relazioni, la filiera formativa 4+2 e la formazione professionalizzante.
In linea con le precedenti edizioni di Didacta, si continuerà a parlare e fare formazione sull’intelligenza artificiale in ambito scolastico. Qual è l’approccio di queste formazioni? Come si fruiranno le sale tematiche dedicate?
L’approccio di INDIRE alla formazione sull’intelligenza artificiale è profondamente radicato nel concetto di alfabetizzazione critica e pedagogica, più che tecnologica in senso stretto. Non si tratta semplicemente di presentare strumenti, ma di accompagnare docenti, dirigenti e comunità educanti in una comprensione consapevole di che cosa significhi utilizzare, comprendere e co-progettare l’IA nei contesti di apprendimento. L’IA è oggi parte integrante dei processi culturali, comunicativi ed economici; per questo abbiamo organizzato workshop volti allo sviluppo di una capacità critica attiva: capire come funziona, quali sono le sue implicazioni etiche, quali opportunità offre e quali rischi in termini di equità, inclusione e responsabilità.
Le sale tematiche dedicate all’IA saranno dunque spazi interattivi e dialogici: laboratori, dimostrazioni, momenti di confronto con esperti e pratiche didattiche già sperimentate nelle scuole. L’intento è che i partecipanti possano sperimentarla, discuterla e riflettere criticamente su come integrarla nei loro contesti educativi in modo funzionale ai bisogni degli studenti e delle studentesse.
Le connessioni tra scuole, territorio, enti locali e istituzioni nazionali sono messe in luce da questa edizione di Didacta. Gli insegnanti dovranno prepararsi a una scuola sempre più aperta? Quali sono le competenze che sono invitati a far crescere sempre di più, in questo mondo che cambia così rapidamente?
La scuola deve essere sempre più aperta, in continuo dialogo con il territorio, con le istituzioni, con le famiglie e con i vari attori sociali. A questo proposito, INDIRE ha istituito l’Osservatorio Nazionale sui Patti educativi sul territorio nazionale, che raccoglie e analizza le esperienze realizzate sul territorio nazionale, con un focus sulle aree interne, con lo scopo di sostenere nuove forme di scuola aperte al territorio e contribuire, con momenti di formazione e condivisione delle migliori pratiche, alle esperienze di co-progettazione che poggiano sulla sussidiarietà e corresponsabilità educativa.
Per quanto riguarda le competenze per i docenti, in un mondo in rapido cambiamento, alcune risultano particolarmente centrali, come quelle riguardanti la didattica, la sua metodologia e le relazioni; la partecipazione alla vita scolastica e la formazione continua. Oltre a queste, gioca un ruolo sempre più centrale la formazione, non solo dei docenti, ma di tutto il personale scolastico, sulle competenze che riguardano l’educazione al rispetto e alla parità di genere. Una tematica, questa, che incide in modo determinante sulla crescita delle nuove generazioni.
Tutti questi temi potranno essere affrontati durante i tre giorni a Didacta, grazie ad attività formative – svolte dai ricercatori INDIRE – per poter acquisire maggiori competenze per una scuola che guarda al futuro.
Redazione
Roberto Castaldo - DFI Books