La particolarità di David si nota subito, i suoi capelli non sono biondi, castani, rossi o corvini, non sono ricci, lisci, crespi o mossi, non sono nemmeno corti, lunghi, acconciati in treccine o codine… sono fioriti, letteralmente pieni di fiori!
David ha tanti fiori colorati sulla testa, piace a tutte le persone che incontra, compresa la maestra, la signora Jones, questo perché David è un bambino gentile e dolce, colorato e allegro come i petali che gli ornano la testa.
A descrivere David è il suo migliore amico, a cui l’illustratore e autore Jarvis non da un nome, forse per ricordarci che ciascuno di noi, come David, ha da qualche parte un migliore amico o una migliore amica che ci guarda con gli occhi dell’amicizia.
David e il suo migliore amico passano molto tempo insieme: giocano a saltare nelle pozzanghere, a inventare canzoncine, corrono via dalle api attirate dal profumo della testa di David e si divertono a osservare i fatti buffi che accadono su quella testa fiorita. Una volta, per esempio, una famiglia di uccellini aveva fatto il nido tra i suoi fuori facendone la propria casa per un intero mese.
Un giorno però, mentre sta annaffiando i fiori di David, un petalo resta in mano al bambino; il narratore non ci fa troppo caso, ma gli basta poco tempo per rendersi conto che era il segno di qualcosa di davvero inatteso e preoccupante.
La bella stagione è finita, comincia a fare freddo e bambine e bambini sono tutte e tutti coperti, ecco che quando a scuola la signora Jones dice di togliersi ghiacce, sciarpe e cappelli, tutte le foglie di David cadono per terra, lasciando i rami sulla sua testa nudi e spogli.
Senza un’apparente ragione, tutto cambia: bambine e bambini non vogliono più avvicinarsi a David perché hanno paura di pungersi con i suoi rami, e David diventa triste, silenzioso, grigio… non ha solo perso i suoi petali, ha anche perso i colori e l’allegria.
Ma non c’è nulla che un’amicizia non possa risolvere, nemmeno l’inverno, meteorologico ed emotivo; ecco che il nostro narratore decide di restituire al suo migliore amico i suoi colori e il suo sorriso gentile. Comincia a ritagliare tanti fiori di carta colorati per coprire i rami sulla testa di David… e la sua volontà e il desiderio di rivederlo felice è tanto forte da coinvolgere anche gli altri bambini e bambine che si mettono al lavoro per aiutare il compagno a rifiorire.
Alla fine David non è più triste e spoglio, ma di nuovo colorato e allegro! E pian piano, un giorno, tra i fiori di carta spunta un nuovo vero fiore, e poi tanti altri fino a quando le api non tornano a ronzare sulla sua testa e gli uccellini a cantare per fare il nido.
E se dovesse capitare di nuovo? Il bambino ha una scatola piena di fiori di carta, li ha realizzati nel caso in cui ce ne fosse di nuovo bisogno, “Perché David è il mio migliore amico. E io il suo”.
Il bambino con i fiori nei capelli di Lapis edizioni è un dolce storia di amicizia e cura. David e il suo migliore amico, ma anche gli altri bambini, lasciano a chi legge un insegnamento prezioso sul valore di stare vicino a chi si vuole bene soprattutto nei momenti in cui i colori si spengono, la tristezza avanza e la maggior parte delle persone prendono le distanze.
Dalla lettura di questo albo in una classe di Scuola dell’infanzia possono nascere tante attività per far lavorare bambine e bambini sull’amicizia e sul modo in cui un piccolo cambiamento può modificare drasticamente la nostra visione dell’altro. È anche uno spunto per interrogarsi su cosa potrebbe servire al proprio migliore amico o alla propria migliore amica in una situazione di emergenza; e perché non trasformare il frutto di questa riflessione in un’attività manuale: disegnare, costruire, creare un’immagine del proprio amico a cui restituire l’elemento che lo rende proprio lui o proprio lei, nel caso ce ne fosse bisogno.
Redazione
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