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Area Primaria

Scrivere al PC in classe prima: il nostro percorso digitale 

Kosmè De Maria, ideatrice del metodo “Alfabit Cooperative Class”, ci parla di come metterlo in pratica in una classe prima della Scuola primaria.

Tempo di lettura: 6 minuti

Kosme De MariaKosmè De Maria
Scrivere al PC in classe prima: il nostro percorso digitale

Oggi il computer non è più uno strumento opzionale: è parte della vita quotidiana e del modo in cui comunichiamo, produciamo testi, studiamo. I bambini lo sanno usare “a modo loro”, spesso per giocare o guardare video, ma questo non significa avere una reale competenza digitale. Per questo, nella nostra classe prima abbiamo avviato un percorso strutturato che affiancasse la scrittura manuale alla scrittura al PC, permettendo ai bambini di sviluppare abilità graduali, sicure e consapevoli

Due alfabeti per imparare: quando analogico e digitale si incontrano 

Per avviare il percorso, era fondamentale far comprendere ai bambini che il passaggio dal quaderno alla tastiera non è immediato. Prima di “scrivere al computer” bisogna sapere come orientarsi su di esso. Ecco perché ogni alunno aveva sul banco una tastiera QWERTY plastificata, una sorta di mappa permanente su cui esplorare il mondo della scrittura digitale. Questa scelta ci ha permesso di introdurre un concetto nuovo: l’esistenza di due alfabeti

  1. L’alfabeto fonetico, quello tradizionale, legato ai suoni e all’ordine alfabetico. 
  1. L’alfabeto della tastiera, organizzato in modo completamente diverso, perché progettato non per i suoni ma per la digitazione. 
Alfabit articolo 2 immagine 1
Immagine fornita dall’autrice

Partendo dall’alfabeto che già conoscevano, i bambini hanno potuto avvicinarsi con naturalezza a quello digitale, scoprendo le affinità e le differenze e comprendendo che entrambi servono per comunicare, seppur in modi diversi. 

Dal quaderno al Portale Magico: un allenamento quotidiano 

Per rendere l’esercizio motivante e costante, abbiamo inserito tutto dentro una cornice narrativa: quella del Mago Silente, che ogni mattina inviava un indovinello alla classe. La soluzione del messaggio era la password da digitare per aprire il Portale Magico, una schermata interattiva realizzata su Canva e proiettata alla LIM. All’inizio erano singole lettere o numeri, poi vere e proprie parole. La fase di digitazione rappresentava un lavoro di: 

  • ricerca delle lettere sulla tastiera, 
  • coordinazione, 
  • collaborazione tra compagni, 
  • attesa del momento giusto per digitare insieme. 

Alla fine di ogni sessione di digitazione, accadeva sempre qualcosa di speciale. 

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Immagine fornita dall’autrice

Quando i bambini riuscivano a inserire la password corretta, il Mago Silente inviava tramite Edwige, la nostra civetta di peluche e messaggera ufficiale della classe, un attestato magico

Gli attestati erano diversi ogni volta e servivano a celebrare impegno, concentrazione e progressi nella scoperta della tastiera. Questo piccolo rito quotidiano ha reso la tastiera un oggetto familiare, affascinante e vissuto con entusiasmo

L’arrivo dei PC: dal simbolico allo strumento reale 

Dopo aver lavorato a lungo sulla tastiera “di carta”, a gennaio abbiamo introdotto i veri PC portatili. Questo passaggio non è stato improvviso: i bambini avevano già maturato un’idea concreta di come fosse organizzata una tastiera e di quali movimenti fossero necessari. 

L’introduzione del PC è stata accompagnata da una nuova fase di apprendimento: quella delle regole d’uso

Prima di accendere il computer, infatti, i bambini hanno imparato a: 

  • lavarsi le mani, 
  • controllare mouse e tappetino, 
  • verificare la carica, 
  • sistemare la postura corretta. 

Questa routine aveva lo scopo di far comprendere che il PC è uno strumento da trattare con cura e attenzione, proprio come un quaderno o un libro. 

Imparare a digitare con “Tutore Dattilo”: dal movimento alla tecnica 

Una volta costruite le basi, era il momento di imparare davvero a scrivere con la tastiera. 

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Immagine fornita dall’autrice

Per farlo, abbiamo utilizzato “Tutore Dattilo”, un programma gratuito pensato per l’avviamento alla dattilografia. Il software è diventato un ponte naturale tra il lavoro precedente e la scrittura digitale vera e propria. 

I bambini hanno svolto: 

  • giochi di riconoscimento rapido delle lettere, 
  • esercizi progressivi per trovare i tasti, 
  • attività sulla postura delle mani, 
  • brevi dettati di tasti per sviluppare ritmo e precisione. 

L’attenzione necessaria per scrivere al PC non è minore di quella richiesta dalla scrittura manuale: semplicemente cambia forma. La fatica del tratto diventa fatica mentale, memoria spaziale, coordinazione tra mani e occhi. Grazie alla routine e alla gradualità, i bambini hanno iniziato a digitare sempre più velocemente e in modo sempre più corretto. 

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Immagine fornita dall’autrice

Come scaricare Tutore Dattilo 

Per chi volesse usare lo stesso programma che abbiamo utilizzato in classe, basta andare su Google e scrivere nella barra di ricerca: “Tutore Dattilo Download”. Tra i risultati compare subito il sito ufficiale del programma: è da lì che va scaricato in modo sicuro. Sul sito ci sono diverse versioni, ma la più adatta per quasi tutti è quella per Windows, perché è quella completa e aggiornata. Una volta installato, Tutore Dattilo può essere usato tranquillamente anche senza connessione: tutti gli esercizi sono già al suo interno. In più, il programma occupa pochissimo spazio e funziona anche su computer più vecchi senza alcun problema. 

Un anno per diventare piccoli scrittori digitali 

Il lavoro svolto due volte alla settimana per un totale di due ore ha permesso ai bambini di crescere costantemente e senza sovraccarico. 

Alla fine dell’anno, ogni alunno: 

  • sapeva digitare con entrambe le mani, 
  • conosceva la posizione dei tasti principali, 
  • sapeva mantenere la postura corretta, 
  • rispettava le regole d’uso del proprio dispositivo, 
  • scriveva testi semplici in autonomia. 

Questa base ha reso naturale il passaggio alla classe seconda, dove le attività di scrittura digitale sono diventate più lunghe e strutturate. 

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Immagine fornita dall’autrice

Perché il PC e non il tablet? Un’importante riflessione educativa 

La scelta di lavorare sul PC e non sul tablet non è stata casuale. 

Il tablet è uno strumento che i bambini conoscono già, ma viene usato soprattutto per attività passive: guardare video, scorrere immagini, toccare lo schermo. 

Il PC, invece, richiede: 

  • postura, 
  • ordine, 
  • precisione, 
  • motivazione, 
  • capacità di creare. 

In questo senso, il computer diventa un vero strumento di mediazione cognitiva, che insegna disciplinaautonomia responsabilità. I bambini stessi, a fine percorso, hanno riconosciuto che scrivere su carta richiede tempo e movimento, mentre scrivere al PC richiede velocità mentale e concentrazione, due difficoltà diverse, due abilità complementari. 

Conclusione: un ponte tra analogico e digitale 

Il percorso svolto ha dimostrato che introdurre la scrittura digitale già in classe prima non solo è possibile, ma è estremamente formativo. 

La scrittura al PC e quella manuale non sono alternative: sono strumenti complementari che permettono ai bambini di crescere in modo equilibrato, consapevole e attuale. Attraverso una metodologia graduale, motivante e attentamente progettata, i bambini hanno scoperto che non esiste un solo modo di scrivere: ce ne sono tanti, e tutti possono essere strumenti di espressione, creatività e apprendimento. 

7 Gennaio 2026

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