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Area Secondaria II grado

Citizen science: osservare, capire e tutelare l’ambiente 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, A Sud propone la Scienza partecipata per promuovere la conoscenza e la tutela di risorse ed ecosistemi.

Tempo di lettura: 8 minuti

Ana María Pulido GuerreroAna María Pulido Guerrero
Citizen science: osservare, capire e tutelare l’ambiente

Che cos’è la Citizen science o Scienza partecipata? 

La Citizen science, o scienza partecipata, indica l’attività attraverso cui cittadini e cittadine, su base volontaria, prendono parte attiva a un progetto scientifico. Il contributo dei partecipanti può assumere diversi livelli (come in questi progetti di A Sud): nella forma più comune riguarda la raccolta di dati, mentre nei livelli più avanzati può includere anche la loro analisi e interpretazione. 

Pur coinvolgendo persone prive di una formazione scientifica specifica, la Citizen science non perde il suo carattere propriamente scientifico, elemento che la distingue da altre forme di partecipazione. Mantiene infatti standard di rigorosità e precisione e si basa sul metodo scientifico: dalla formulazione di un’ipotesi alla sua verifica attraverso metodologie replicabili e riconosciute dalla comunità scientifica. In questo processo, sia nella raccolta che nell’analisi dei dati, la figura dello scienziato o della scienziata svolge un ruolo centrale. È infatti responsabile della formazione e della sensibilizzazione dei volontari e delle volontarie su specifici temi, oltre che dell’interpretazione dei risultati, con l’obiettivo di garantire validità e riconoscimento all’interno della comunità scientifica

La partecipazione cittadina offre inoltre un vantaggio significativo per la ricerca scientifica: la possibilità di raccogliere grandi quantità di dati in tempi relativamente brevi. Un numero elevato di dati di alta qualità permette infatti di descrivere e comprendere con maggiore accuratezza i fenomeni naturali. 

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Immagine fornita dall’autrice

Cenni storici sulla Citizen science in Italia e nel mondo 

La Citizen science, pur essendo utilizzata in diverse discipline come la medicina, l’informatica e la geologia, registra una partecipazione volontaria particolarmente ampia nelle scienze naturali. Il fascino di comprendere il funzionamento degli organismi viventi e delle loro dinamiche ha spinto, fin da tempi molto antichi, decine di migliaia di persone a contribuire alla raccolta di dati. 

Tra i molti esempi storici, uno dei casi più emblematici risale alla metà dell’Ottocento e riguarda le ricerche condotte da Charles Darwin. Il naturalista inglese riuscì a coinvolgere una rete di circa 2.000 persone che, per decenni, condivisero con lui osservazioni e informazioni sulle caratteristiche fisiche e comportamentali di diversi animali, tra cui cani e lombrichi da giardino. Grazie a questa ampia raccolta di dati, Darwin ha studiato in modo dettagliato fenomeni che lo incuriosivano, in gran parte legati a concetti che oggi associamo alla genetica e all’evoluzione. 

Nonostante il coinvolgimento di reti di persone capaci di fornire grandi quantità di dati fosse una pratica già diffusa in passato, si è consolidata formalmente solo all’inizio del Novecento negli Stati Uniti. Una data simbolica è quella dell’avvio ufficiale del Christmas Bird Count (CBC), organizzato dalla National Audubon Society. Il progetto di ornitologia fu ideato dal ricercatore Frank M. Chapman come alternativa al “Side Hunt”, una tradizione natalizia basata sulla caccia. Oggi il CBC si svolge tra dicembre e gennaio in diversi paesi delle Americhe e coinvolge una partecipazione molto ampia: nell’edizione 2024–2025 hanno preso parte oltre 80.000 persone. All’interno di aree di osservazione definite, di circa 24 chilometri di diametro, i partecipanti identificano gli uccelli osservati o uditi e registrano il numero di individui per ciascuna specie. I dati raccolti dai cittadini e dalle cittadine risultano fondamentali per comprendere lo stato di salute e le dinamiche delle popolazioni di uccelli, nonché per individuare gli habitat cruciali per la loro sopravvivenza e avviare strategie di conservazione mirate

In Italia il riconoscimento formale della Citizen science è arrivato più tardi. Solo nel 2016 è stato costituito un gruppo informale di ricercatori italiani interessati alla scienza partecipata. L’anno successivo, nel 2017, è stata organizzata presso la sede del CNR di Roma la prima conferenza italiana dedicata alla Citizen Science. Grazie al lavoro costante di questa rete di ricercatori, nel febbraio 2023 è stata infine fondata ufficialmente, presso l’Orto Botanico di Roma, l’Associazione Citizen Science Italia ETS. L’organizzazione opera a livello nazionale e internazionale con l’obiettivo di favorire il dialogo tra scienziati, cittadini e decisori politici. Oggi in Italia sono attivi centinaia di progetti di Citizen science, concentrati in particolare sul monitoraggio della biodiversità, dell’ambiente e del clima

Il monitoraggio ambientale come attività di Citizen science: dalle scuole ai comitati 

Il monitoraggio ambientale partecipato è una delle attività più rappresentative della Citizen scienceCoinvolge persone di tutte le età, dai giovani agli adulti, nella raccolta dati relativi all’acqua, suolo e aria, offrendo al contempo strumenti pratici e didattici per sensibilizzare sulle problematiche ambientali e comprendere meglio il funzionamento degli ecosistemi. 

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Immagine fornita dall’autrice

Nel caso dell’acqua, le caratteristiche misurabili possono essere chimiche, fisiche e biologiche. Attraverso un’analisi che confronti i valori rilevati con i limiti stabiliti dalla legge, è possibile determinare il tipo e il grado di inquinamento di un corpo idrico, associandolo alle possibili fonti di contaminazione. In questo contesto, la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE rappresenta un importante strumento legislativo europeo volto a tutelare le acque superficiali interne, le acque di transizione, le acque costiere e sotterranee, migliorando la loro qualità e raggiungendo il cosiddetto “buono stato” ecologico e chimico. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il 22 marzo 2026, dedicata alla sensibilizzazione sulle problematiche legate a questa risorsa, la Citizen science si propone come attività che guida il monitoraggio, la valorizzazione e la tutela dell’acqua in linea con la conservazione degli ecosistemi

Per quanto riguarda il suolo, la Citizen science consente di riconoscere le caratteristiche fisiche e chimiche del terreno, misurando la composizione e la disponibilità di nutrienti per identificare la tipologia di terreno ed eventuali criticità associate. 

Anche lo studio dell’aria permette di rilevare criticità attraverso la misurazione del particolato atmosferico. A seconda della concentrazione e della tipologia di inquinanti, è possibile evidenziare la pericolosità delle condizioni atmosferiche in determinati spazi. 

Le attività di monitoraggio ambientale con ragazzi e ragazze si svolgono in stretta sinergia con l’ambiente, a partire da un’osservazione del paesaggio che prende in considerazione fattori come le condizioni climatiche, la vegetazione riparia, le caratteristiche superficiali dell’acqua e la presenza di rifiuti. Da questa prima fase, studenti e studentesse sono guidati a individuare una problematica del contesto e a formulare un’ipotesi da verificare attraverso il monitoraggio, seguendo le basi del metodo scientifico. Con il supporto dell’educatore o dell’educatrice, le valutazioni chimiche consentono di interpretare i risultati in chiave ecologica e sistemica, stimolando riflessioni su fonti di inquinamento, interazioni tra matrici ambientali e ruolo della componente biologica. Il monitoraggio si sviluppa come un’attività condivisa, in cui gli studenti e le studentesse applicano conoscenze di chimica, eseguono gli esperimenti insieme agli educatori ed educatrici e comprendono l’importanza dell’accuratezza nei processi scientifici. Al termine, i dati raccolti vengono interpretati nel loro insieme, offrendo un’indicazione sullo stato di salute della matrice ambientale analizzata e collegando i risultati al contesto attuale e alle problematiche legate alla crisi climatica

Portare la Citizen science dalle scuole ai comitati ha l’obiettivo comune di diffondere la cura del proprio territorio, stimolare la riflessione sulle cause e gli effetti di queste problematiche e, infine, suscitare interesse e curiosità verso queste tematiche. Nelle scuole, il percorso parte da strumenti educativi e laboratori all’aperto, rendendo concreto il concetto di “ecologia”: l’idea che i sistemi naturali siano costituiti da una rete di elementi interconnessi, altamente sensibili alle variazioni esterne, una sensibilità che rende instabile il loro equilibrio. 

Bibliografia 

  • A. Irwin, Citizen Science. A Study of People, Expertise and Sustainable Development, Routledge, London 1995. 
  • C.A. Lepczyk, O.D. Boyle, T.L.V. Vargo, Handbook of Citizen Science in Ecology and Conservation, University of California Press, Oakland 2020. 
  • K. Vohland, A. Land‑Zandstra, L. Ceccaroni, et al., The Science of Citizen Science, Springer International Publishing, Cham 2021. 
  • R. Lukyanenko, A. Wiggins, H.K. Rosser, Citizen Science. An Information Quality Research Frontier, 2019. 
  • National Audubon Society, Christmas Bird Count. Annual bird census project begun in 1900, 1900. Disponibile qui: https://education.nationalgeographic.org/resource/citizen-science-article/ 
  • A. Sforzi, S. Martellos, A. Oggioni, Nasce l’associazione Citizen Science Italia ETS. Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma 2023. Disponibile qui: https://www.cnr.it/it/news/10710/nasce-l-associazione-citizen-science-italia-ets 

20 Marzo 2026

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