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Didattica a distanza in età prescolare: l'esperienza USA

Melanie Muskin è un'educatrice nella scuola dell'infanzia a New York. In questa intervista ci dà alcuni consigli per la didattica a distanza con i bambini in età prescolare.

Esperienze di insegnamento 
06 agosto di: Melanie Muskin
copertina

Melanie Muskin è un'educatrice nella scuola dell'infanzia, a New York. Ha una laurea in leadership educativa presso il Teachers College della Columbia University, dove si è concentrata sulla formazione degli insegnanti. Ecco la sua intervista. 

Può presentarsi e raccontarci qualcosa sulla Brooklyn Schoolhouse, dove lavora?

Mi chiamo Melanie Muskin. Sono un’educatrice e vivo a New York, dove ho lavorato negli ultimi dieci anni come insegnante e coordinatrice con i ragazzi della scuola primaria e i bambini della prima infanzia. Attualmente ricopro il ruolo di Direttrice della formazione presso la Brooklyn Schoolhouse, una piccola scuola materna nel quartiere di Brooklyn. 

Alla Brooklyn Schoolhouse adottiamo una filosofia costruttivista e guidata dai bambini, che si ispira fortemente all'approccio di Reggio Emilia. I nostri insegnanti elaborano un piano didattico basato sugli interessi dei ragazzi e sfruttano l'apprendimento basato sul gioco sia per le attività curriculari che per sviluppare le competenze socio-emotive.

In che modo la Brooklyn Schoolhouse sta organizzando il rientro a scuola per settembre, dopo l’emergenza Covid?

Sembra chiaro che la pandemia non finirà a settembre. Qualsiasi tentativo di tornare a scuola deve tener conto del fatto che il Coronavirus sarà ancora presente nella nostra comunità. Partendo da questo presupposto, prevediamo di adeguare le nostre operazioni quotidiane in linea con le normative federali e statali per garantire la sicurezza di bambini, insegnanti e famiglie. 

Alla Brooklyn Schoolhouse, abbiamo in programma di offrire lezioni in presenza, ma con pochi bambini, in modo da ridurre al minimo le possibilità di diffusione del virus. Saranno organizzati piccoli gruppi di bambini, l’orario di ingresso e di uscita sarà scaglionato il più possibile in modo da evitare assembramenti fuori da scuola, doteremo il nostro personale di dispositivi di protezione individuale. Oltre alla didattica in presenza, prevediamo di offrire una programmazione in digitale, simile a quella che abbiamo offerto questa primavera. Qualsiasi famiglia che non si senta a proprio agio nel mandare i propri figli a scuola in autunno potrà scegliere la didattica a distanza. Continuando la programmazione in digitale, saremmo in grado di affrontare eventuali chiusure successive della scuola il prossimo autunno, nel caso in cui dovessero verificarsi ulteriori focolai nella nostra comunità. 

Quali sono le principali differenze tra la didattica a distanza con i bambini in età prescolare e con gli studenti più grandi?

Gli studenti più grandi possono partecipare in autonomia a lunghe lezioni online. I bambini in età prescolare non riescono a farlo. Per loro, l’ideale sarebbe fornire brevi video, da visualizzare insieme. Nella nostra programmazione virtuale della scorsa primavera, abbiamo capito che l'intervallo di attenzione dei bambini in età prescolare va da 2 a 30 minuti. Abbiamo anche scoperto che, per i bambini in età prescolare, l'apprendimento a distanza è più significativo quando è presente un caregiver, ovvero un genitore, un insegnante o un adulto che si occupi dell’accudimento del bambino. Quando un bambino partecipa a una lezione virtuale sincrona o visualizza un video preregistrato insieme a un caregiver, l'adulto può rafforzare il vocabolario, contestualizzare o modificare le istruzioni e rispondere alle domande che un bambino può porre.

Può darci tre suggerimenti per la didattica a distanza con i bambini in età prescolare?

L'insegnamento e l'apprendimento richiedono un coinvolgimento “umano”. Quando ci connettiamo a una piattaforma digitale, non dobbiamo dimenticare che sono le persone a rendere possibile l'apprendimento. I progetti di didattica a distanza più di successo, quindi, si basano sul coinvolgimento umano

  • Bambini. Aumenta la loro curiosità. Crea insieme a loro i programmi didattici, Ascoltali, parti dai loro interessi per costruire le attività: per esempio, se un bambino fa una domanda sul Sistema Solare, passa la settimana successiva stimolando riflessioni su questo argomento. Seguendo i principi dell’emergent curriculum puoi dimostrare fiducia nelle capacità dei bambini, autorizzandoli a dare un contributo pratico al proprio processo di apprendimento. 
  • Insegnanti. Rispettali e sostienili.Molti insegnanti hanno poca - talvolta nessuna - esperienza con la didattica a distanza. Anche loro stanno imparando. Riconosci i loro sforzi creativi e ricorda loro di non complicare troppo le cose. L'obiettivo non è creare dei video graficamente perfetti, l'obiettivo è quello di mantenere la relazione con i bambini e stimolarli nel gioco, l'atto preliminare all'apprendimento, per i bambini più piccoli. A volte bastano un messaggio ben elaborato o una mail per dare il via a un momento di gioco costruttivo a casa.
  • Caregivers. Collabora con coloro che si prendono cura dei bambini. L'insegnamento è una pratica che si basa anche sul contatto fisico. Gli insegnanti della scuola dell'infanzia usano spesso, per esempio, l'assistenza mano-nella-mano per avviare nuove attività. Con la chiusura delle scuole, questo compito cruciale ora ricade sui genitori, o comunque su chi si prende cura dei bambini a casa: tutori, nonni, fratelli maggiori, babysitter...  È fondamentale capire chi è il caregiver principale per ogni bambino e invitarlo a partecipare il più possibile alla programmazione virtuale. La co-osservazione garantisce che i bambini ricevano il rinforzo e il supporto in presenza per interiorizzare la lezione a distanza. Incoraggia inoltre i caregiver a continuare le attività oltre la lezione a distanza e a condividere foto o video dei giochi fatti dai bambini, in modo da poter monitorare la loro crescita e sviluppo.