Ammettiamolo: chi, specie alle prime armi, non ha mai provato un po’ di ansia davanti ad una versione di latino? Le ore passate a imparare declinazioni e coniugazioni a memoria e poi, procedendo a ritroso, le difficoltà nell’analizzare gli elementi della frase e riconoscerne le molteplici forme, in un apparato flessivo così ampio e complesso? Ma la tecnologia, se declinata secondo un approccio educativo ben studiato, può venire incontro alle esigenze degli studenti e delle studentesse delle nuove generazioni. In questo articolo voglio raccontare la mia esperienza con latin|era>, un assistente alla traduzione dal latino con un peculiare approccio visuale basato su schede.
Ho scoperto questa applicazione durante la fiera Didacta Trentino 2025, e fin dal primo momento mi è apparsa come un progetto innovativo e promettente. Una proposta che ho voluto subito mettere alla prova, anche perché proprio in quel periodo, presso la Scuola secondaria di I grado G. Mameli di Salorno (BZ), dove insegno, stavo conducendo un laboratorio pomeridiano dal titolo “Missione Latino: primi passi nello studio della lingua latina”. Un’occasione ideale per sperimentare sul campo uno strumento capace di avvicinare gli studenti alla lingua latina in modo diverso e coinvolgente. Soprattutto perché si trattava di un laboratorio orientativo richiesto esplicitamente da alcune alunne, che prima di lasciare la Scuola secondaria di I grado volevano approcciarsi a questa lingua spesso considerata assai “ostica”.
Che cos’è latin|era
Ma vediamo innanzitutto di cosa si tratta: come spiegato nella home page dell’applicazione, latin|era> è un assistente alla traduzione dal latino basato su schede pensato per guidare gli studenti nel processo di analisi morfologica e sintattica degli elementi della frase e aiutarli a organizzare il processo di traduzione in maniera rigorosa ma, allo stesso tempo, semplice ed intuitiva.
È un’applicazione web compatibile con tutti i browser e i dispositivi. Sul sito è anche presente un video-tour che ne mostra brevemente le funzionalità principali.

L’esperienza in classe
L’esperienza laboratoriale è iniziata con una breve presentazione dell’applicazione alle alunne che hanno preso parte al laboratorio utilizzando una lavagna interattiva multimediale (LIM). Le studentesse hanno accolto con entusiasmo la possibilità di lavorare su supporti digitali che rendevano più viva e immediata la verifica delle proprie conoscenze. L’utilizzo del dizionario, sia cartaceo che online, si è reso necessario soprattutto nelle prime fasi del lavoro di analisi, in quanto l’applicazione è strutturata come una comunità (o wiki) nella quale gli utenti inseriscono nuovi lemmi, definizioni e frasi a mano a mano che le incontrano durante le proprie attività. In questo modo, i contributi degli utenti vanno ad arricchire l’applicazione a vantaggio di tutti.

Dopo una fase introduttiva guidata dall’insegnante, le alunne sono state suddivise in piccoli gruppi ed è stata assegnata loro una versione su cui lavorare. Ciascuna di loro ha effettuato l’iscrizione (gratuita) alla piattaforma tramite il proprio indirizzo e-mail, creando un account, così da poter poi lavorare in autonomia anche a casa. Tra l’altro, in fase di registrazione, ciascun nuovo utente riceve un certo numero di crediti gratuiti (ciascuno corrispondente all’analisi e traduzione di una frase latina) in modo da poter provare liberamente l’applicazione.
Fin da subito, il lavoro sulla piattaforma è risultato coinvolgente: le studentesse si sono sostenute a vicenda, discutendo le risposte, riflettendo insieme sulle strutture linguistiche e collaborando tra loro, anche tra gruppi differenti, specie nei passaggi più complessi. L’applicazione ha avuto la funzione di un mediatore capace di alleggerire l’ansia dell’errore trasformando l’apprendimento in un processo continuo di tentativi e correzioni. I riscontri visuali immediati hanno svolto un ruolo fondamentale, consentendo alle alunne di valutare in tempo reale la correttezza delle loro scelte e di individuare le aree su cui focalizzarsi ulteriormente. Trovi qui un video dimostrativo più dettagliato su come usare l’applicazione.
Dal punto di vista dei risultati, l’esperienza si è rivelata assai fruttuosa. Anzitutto, si è osservato un miglioramento significativo nella memorizzazione del lessico: la ripetizione guidata, il rinforzo visivo e il procedere più sicuro nello svolgimento degli esercizi hanno facilitato la fissazione dei vocaboli. Inoltre, le studentesse hanno mostrato nel corso dei vari incontri una crescente abilità nel riconoscere le forme verbali e nominali, grazie all’utilizzo, in latin|era>, di colori specifici e distinti per ciascuna categoria grammaticale (sostantivi, aggettivi, verbi, etc.).

Un ulteriore beneficio è stato l’aumento dell’autonomia nello studio: le studentesse hanno iniziato ad utilizzare l’applicazione anche al di fuori dell’orario scolastico per rafforzare le proprie conoscenze in vista delle successive lezioni del laboratorio.
L’insegnamento del Latino, spesso percepito dagli studenti come una disciplina complessa, può essere supportato dall’introduzione di strumenti digitali capaci di avvicinare i ragazzi e le ragazze a contenuti impegnativi. In questo senso, latin|era> si è rivelata un alleato prezioso, capace di integrare la didattica quotidiana e laboratoriale con modalità nuove, interattive e motivanti. La sua sperimentazione in un gruppo classe eterogeneo – erano presenti studentesse dalla prima alla terza media – rappresenta un esempio significativo di come la tecnologia possa rafforzare l’apprendimento linguistico e stimolare curiosità e autonomia.
Riflessioni conclusive
Tra le riflessioni che sono emerse al termine del laboratorio, una delle più significative riguarda la natura stessa della disciplina. Il Latino, per sua natura, richiede un metodo di studio rigoroso: conoscere le regole, memorizzarle e applicarle. Gli strumenti digitali non devono sostituire questo percorso, ma renderlo meno astratto, più motivante e inclusivo.
In questo senso, l’applicazione consente di visualizzare i progressi effettuati, di affrontare le difficoltà con gradualità, di trasformare l’esercizio in una sfida non solo personale, ma anche con i compagni, con una piccola dose di “gamification” ma sempre mantenendo un approccio educativo rigoroso. Per alcune studentesse, ciò ha significato recuperare fiducia nelle proprie capacità; per altre, approfondire competenze attraverso percorsi personalizzati.
Il ruolo dell’insegnante rimane centrale: guidare, scegliere e adattare l’attività digitale affinché non diventi un semplice passatempo, ma un vero strumento di apprendimento. In questo senso, latin|era> ha dimostrato di poter coniugare perfettamente la didattica tradizionale con quella innovativa, offrendo un supporto agile, flessibile e calibrato sulle esigenze della classe.
In conclusione, l’introduzione di latin|era> nell’insegnamento del latino rappresenta un esempio di come l’innovazione possa dialogare con la tradizione, senza snaturarla. La combinazione di contenuti rigorosi e strumenti interattivi permette agli studenti di affrontare una disciplina complessa con spirito più sereno e motivato. Ciò suggerisce come il futuro dell’insegnamento possa passare anche attraverso strumenti capaci di rendere lo studio non solo più efficace ma anche più vicino ai modi di apprendere delle nuove generazioni.
Chiara Madonia
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