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Area Secondaria II grado

La scuola come palestra di futuro: il ruolo dei docenti 

A Edufest 2026, lo scrittore e insegnante Marco Erba ha parlato di scuola come luogo in cui mettersi in gioco, per affrontare le sfide educative più urgenti del nostro presente.

Tempo di lettura: 3 minuti

logo redazioneRedazione
La scuola come palestra di futuro: il ruolo dei docenti

I confini, quelli vecchi da scardinare e quelli nuovi da costruire insieme, sono stati al centro della quinta edizione di Edufest, il Festival dell’educazione, che si è svolta a Cinisello Balsamo (MI) dal 5 al 7 giugno. Nella mattinata del 6 giugno, psicoterapeuti, insegnanti e altri professionisti si sono confrontati in una tavola rotonda dal titolo “Punti di rottura e punti di vista: quando il confine diventa ponte”, in cui si è ragionato sulle scuole e i confini. Marco Erba, scrittore e docente di Lettere alla Scuola secondaria di II grado, ha condiviso con noi un contributo legato al suo intervento in questa sessione di lavoro. 

La scuola come palestra di futuro 

Confini che diventano occasioni, ponti che diventano muri: anche di questo ha trattato Edufest 2026. Temi forti e urgenti, rispetto ai quali anche noi insegnanti siamo chiamati a metterci in gioco in prima persona. In un mondo complesso, plurale, ipercompetitivo, la scuola può davvero essere palestra di futuro in molti modi. Provo a indicarne tre.  

La riscoperta dell’unicità dell’essere umano 

Il primo compito dei docenti è far riscoprire a studenti e studentesse l’unicità di ogni essere umano. Le persone vengono prima delle categorie in cui tentiamo di rinchiuderle. La scuola può essere il luogo dove le diversità si incontrano e si raccontano, non per cancellare le identità, ma per scoprire negli altri una ricchezza sorprendente. La scuola è infatti lo spazio del racconto di sé e dell’ascolto degli altri, e ascolto e racconto generano empatia. L’empatia cancella il pregiudizio, poiché porta a scoprire che solo le identità fragili hanno bisogno di un nemico per affermarsi. 

La sconfitta dell’asia 

Un’altra sfida importante è la sconfitta (o almeno il contenimento) dell’ansia, una vera e propria piaga sociale. La scuola è lo spazio in cui i figli, fin da piccoli, trascorrono più ore lontano dalla famiglia. Questo può aiutare i genitori a un sano esercizio: lasciarli andare nel mondo. L’affetto troppo spesso rischia di trasformarsi in controllo, in tutela eccessiva. La cronaca allarma e il mondo fa paura, ma pensare di sottrarre i propri figli all’impatto con la realtà, di crescerli in una condizione di sicurezza totale, è un’illusione pericolosa. La scuola è il luogo in cui si sperimenta che è possibile cavarsela da soli, passo dopo passo, affrontando le proprie sfide e gestendo le proprie difficoltà senza che mamma e papà le affrontino al posto degli studenti e delle studentesse.  

La riscoperta dei valori 

Il terzo punto essenziale è oggi la riscoperta dei valori. «La vita è bella e ricca di significato» scriveva Hetty Hillesum. La scuola è il luogo in cui ogni giorno si può riscoprire la dimensione di valori per cui vale la pena spendersi, è il luogo in cui capire come e dove desideriamo metterci in gioco. A scuola il futuro si schiude e si sconfigge il cinismo. Possiamo essere felici se scopriamo il nostro dono e se scegliamo di donarlo e se incontriamo adulti appassionati che ci testimoniano con la loro vita che ciò è davvero possibile.  

Leggi qui la nostra introduzione alla quinta edizione del festival e qui il contributo di Erica Francesca Poli, psicoterapeuta e medica, a Edufest 2026. 

19 Giugno 2026

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