Skip to content
  • Autori magazine dire fare insegnare

    Autori

    Magazine

    I nostri autori e autrici sono insegnanti, educatori e professionisti: su Dire, fare, insegnare condividono pratiche didattiche, idee e progetti e raccontano le strategie che sperimentano ogni giorno in prima persona dentro e fuori dall’aula.
    Tutti gli autori Magazine
  • Autori books dire fare insegnare

    Autori

    Books

    Alle sfide della scuola di oggi e domani dedicano le loro parole e le loro riflessioni gli autori e autrici delle collane DFI Books: esperti e docenti che ci guidano tra metodologie efficaci e spunti operativi per rinnovare la didattica.
    Tutti gli autori Books

Area Secondaria I grado

Divario generazionale e scuola: un’urgente sfida educativa 

A Edufest, la psicoterapeuta Erica Poli ha parlato di scuola come luogo di incontro tra generazioni profondamente diverse.

Tempo di lettura: 4 minuti

logo redazioneRedazione
Divario generazionale e scuola: un'urgente sfida educativa

Dal 5 al 7 giugno, a Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo (MI) si è tenuta la quinta edizione di Edufest, il Festival dell’educazione, che ha messo al centro i confini: quelli vecchi, da scardinare e lasciarci alle spalle, e quelli nuovi, necessari alle nuove generazioni e per costruire una comunità educativa solida. Nella mattinata del 6 giugno, numerosi professionisti del settore si sono interrogati sulla scuola come luogo in cui mondi diversi si incontrano e si sfidano ogni giorno: una vera e propria frontiera in cui saperi e identità si intrecciano a si ridefiniscono continuamente. Erica Poli, medica e psicoterapeuta, ha partecipato alla mattinata e ha condiviso con noi un contributo sui confini intesi come spazio di relazione.

I confini ci rendono umani

La pelle, dal momento in cui veniamo alla luce, è il nostro primo linguaggio. Prima delle parole, conosciamo il mondo attraverso il contatto. Il nostro Io-pelle, per dirla con Didier Anzieu, è identità che nasce da una superficie viva capace insieme di proteggere e mettere in relazione. La pelle non è un muro: è una soglia sensibile, un organo di traduzione tra interno ed esterno. Così è anche per la membrana delle nostre cellule. Siamo umani, in fondo, nella misura in cui abitiamo un confine che è limite, separazione, varco, desiderio. E la dinamica tra confine e soglia sottende anche i fenomeni del collettivo.

Appare allora sempre più necessario interrogarsi sulla tessitura di questa pelle intergenerazionale: oggi più che mai, la scuola può essere il luogo privilegiato di questa riflessione.

Comprendere il divario generazionale 

Adulti e ragazzi sembrano appartenere a differenti ecosistemi cognitivi ed emotivi. Le neuroscienze mostrano come il cervello sia profondamente plastico: gli ambienti che abitiamo modellano circuiti attentivi, modalità percettive, regolazione emotiva. Una infanzia e adolescenza immerse nella simultaneità digitale, nella stimolazione continua e nell’iperconnessione, sviluppano inevitabilmente forme differenti di attenzione, memoria e relazione rispetto alle generazioni cresciute nella continuità della lettura, dell’attesa e del silenzio, senza contare poi l’impronta che guerre, pandemie, ostilità sociale e impoverimento valoriale lasciano nel loro universo emotivo, diversamente dalle generazioni precedenti.

Un contatto è ancora possibile?

La questione educativa, allora, costringe ad interrogarsi su quali forme di contatto siano oggi ancora possibili.

Perché un cervello non viene raggiunto soltanto dai contenuti, ma dalla qualità relazionale dell’esperienza. Le neuroscienze relazionali mostrano che l’apprendimento profondo avviene quando il sistema nervoso percepisce sicurezza, riconoscimento, risonanza emotiva. Prima ancora della comprensione cognitiva, esiste una sintonizzazione corporea e affettiva.

Forse è qui che la metafora della pelle torna decisiva. Toccare pedagogicamente una generazione non significa invaderla né imitare superficialmente i suoi linguaggi. Significa creare membrane di contatto: variazioni ritmiche della voce capaci di riattivare attenzione, spazi di silenzio che interrompano la saturazione percettiva, narrazioni dense che restituiscano profondità temporale, esperienze corporee e simboliche in grado di trasformare l’informazione in esperienza vissuta.

Un incontro trasformativo

Ogni pelle viva conosce il delicato equilibrio tra permeabilità e confine. Se il contatto invade, produce rigetto; se manca, produce anestesia. Così anche l’educazione. In un tempo saturo di connessioni, ma impoverito di autentica relazione, forse la vera emergenza educativa del nostro tempo non è la perdita delle informazioni, ma la perdita della sensibilità al contatto.

La scuola può diventare uno dei pochi spazi capaci di riattivare esperienze di presenza profonda, in cui differenti soggetti imparano non soltanto a convivere, ma a risuonare.

Non si tratta solo di trasmettere il sapere, ma di rendere possibile un contatto sufficientemente vivo da trasformare entrambi. Ogni incontro autentico lascia infatti una traccia sulla pelle del cervello e sulla memoria emotiva del corpo: non apprendiamo davvero ciò che semplicemente comprendiamo, ma ciò che ci tocca.

Educare significa allora costruire condizioni di risonanza tra sistemi nervosi differenti, affinché il confine tra generazioni non diventi frattura, ma membrana viva di trasformazione.

Se vuoi leggere di più su Edufest, trovi qui il nostro articolo di presentazione della quinta edizione.

12 Giugno 2026

Scopri i nostri libri
Angela SchisaAngela Schisa - DFI Books

Fuori classe: Service Learning nell’era dell’IA generativa

Un viaggio nel Service Learning: una metodologia in cui il sapere esce dall’aula, incontra la comunità e genera cambiamento.
Scopri di più
Fuori Classe - DFI Books
Roberto CastaldoRoberto Castaldo - DFI Books

Pensatori abituali: Make Learning and Thinking Visible nell’era dell’IA generativa

Un viaggio condiviso nella metodologia Making Learning and Thinking Visible (MLTV) per conoscere routine di pensiero semplici e ripetibili, che aiutano a rendere visibili i processi di apprendimento. Un libro pensato per gli insegnanti-eroi che vogliono accettare la chiamata al cambiamento, anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale generativa.
Scopri di più
Libro Pensatori Abituali

Iscriviti a
Didattica Espresso.