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Area Primaria

Compiti per le vacanze: alcuni esempi di compiti co-costruiti

Maria Grazie Paglialunga propone alcune idee operative di compiti per le vacanze co-costruiti per la scuola primaria e secondaria.

Tempo di lettura: 10 minuti

Autrice genericaMaria Grazia Paglialunga
bambina al mare

Compiti per le vacanze per la Scuola primaria e secondaria di I grado

L’obiettivo dei compiti co-costruiti è proporre attività che mantengano attive le competenze senza invadere il tempo libero, valorizzando la dimensione esperienziale dell’estate e la partecipazione delle famiglie come alleate, non come esecutrici.

Per conoscere meglio i presupposti teorici è online il primo articolo dell’autrice.

1. Compiti di realtà e micro-esplorazioni quotidiane

Attività che trasformano la vita quotidiana in un laboratorio di apprendimento.

Primaria

  • Osservare un luogo naturale (parco, giardino, spiaggia) e descrivere tre cambiamenti notati nel tempo. Disegnare con le tecniche apprese e narrare in una lettera o in una locandina per pubblicizzare il luogo.
  • Preparare una ricetta semplice con un adulto e annotare passaggi, quantità, difficoltà (testo regolativo).
  • Fare una piccola indagine in famiglia: “Qual era il tuo gioco preferito da bambino?”. Scrivere un breve saggio ricavato dall’intervista ai vari elementi della famiglia.

Secondaria

  • Documentare un’esperienza reale (un viaggio, una gita, un evento) con foto e un breve testo riflessivo. Creare un podcast o una gallery tour digitale da condividere a inizio anno.
  • Tenere un piccolo diario delle spese personali estive per riflettere su consumo e responsabilità.
  • Osservare un fenomeno naturale (maree, fasi lunari, ombre) e descriverne l’andamento. Approfondire con una ricerca.

2. Letture libere e narrative personali

Non liste obbligatorie, ma percorsi di lettura personalizzabili.

Primaria

  • Scegliere un libro a piacere e creare un “biglietto da visita” del protagonista.
  • Leggere un albo illustrato e disegnare la scena preferita.
  • Ascoltare una storia letta da un adulto e raccontarla con parole proprie: audio-registrarsi e inserire in chiavetta l’audio.

Secondaria

  • Leggere un romanzo e selezionare tre frasi che rappresentano il proprio vissuto estivo.
  • Creare una playlist di letture brevi (articoli, racconti, fumetti) e motivare le scelte.
  • Scrivere una recensione in 10 righe da condividere a settembre.

3. Compiti creativi e artistici

Per mantenere attive l’immaginazione, la manualità e il pensiero divergente.

Primaria

  • Realizzare un quaderno delle meraviglie con disegni, foglie, biglietti, fotografie.
  • Inventare un personaggio estivo e descriverne poteri, abitudini, amici.
  • Creare una piccola scultura con materiali naturali o di recupero.

Secondaria

  • Produrre un breve video (max 1 minuto) che racconti un luogo significativo dell’estate.
  • Creare un fumetto che rappresenti un episodio realmente accaduto con applicativi digitali da condividere con la classe e pubblicare sul sito della scuola in settembre con tutte le autorizzazioni necessarie.
  • Sperimentare una tecnica artistica nuova e documentarne il processo.

4. Allenamenti cognitivi brevi e significativi

Non esercizi ripetitivi, ma micro-attività che mantengono attive le competenze.

Primaria

  • 15 minuti di calcoli veloci una volta a settimana scegliendo tra gli amici chi sfidare.
  • Giochi di parole: acrostici, rime, indovinelli, parole crociate.
  • Piccoli problemi matematici legati alla vita reale (orari, distanze, quantità).

Secondaria

  • Brevi esercizi di logica o enigmistica.
  • Mini-ripassi tematici (individuare 5 domande per disciplina e svilupparle in relazione a un aspetto della realtà vissuta).
  • Inventare un problema matematico “di realtà” a settimana o al mese, da risolvere in autonomia evidenziando tutti i passaggi.

5. Compiti di cittadinanza e cura

Per sviluppare responsabilità, empatia e partecipazione.

Primaria

  • Aiutare in una piccola attività domestica e raccontare come ci si è sentiti.
  • Fare un gesto gentile per qualcuno e descriverlo.
  • Raccogliere dei rifiuti in un luogo pubblico e riflettere sull’esperienza.

Secondaria

  • Scegliere una causa ambientale o sociale e informarsi con fonti affidabili.
  • Partecipare a un’attività di volontariato o cura del territorio.
  • Tenere un diario delle “buone azioni” estive.

6. Compiti di esplorazione culturale

Per ampliare lo sguardo sul mondo.

Primaria

  • Visitare un museo o un luogo storico e disegnare, descrivere e narrare ciò che ha colpito di più.
  • Ascoltare una canzone di un altro Paese e descrivere le emozioni.
  • Guardare un film per bambini e raccontare il messaggio principale.

Secondaria

  • Visitare un museo e scegliere un’opera da analizzare in 10 righe e creare con i compagni in rete (via mail) una raccolta tipo gallery tour o gallery walk.
  • Guardare un documentario e sintetizzarne tre idee chiave.
  • Intervistare un adulto su un evento storico vissuto in prima persona o su un’idea politica o economica del momento e scrivere un testo informativo storico, culturale, politico.

7. Compiti di relazione e comunicazione

Per valorizzare il dialogo e le competenze socio-emotive.

Primaria

  • Scrivere una cartolina a un compagno o a un familiare.
  • Raccontare un’emozione provata durante l’estate usando una metafora e/o una poesia che può trasformarsi poi in canzone.
  • Preparare una breve presentazione orale su un’esperienza significativa.

Secondaria

  • Tenere un diario delle emozioni estive (anche in forma digitale).
  • Preparare un discorso di 1 minuto su un tema a scelta.
  • Scrivere una lettera a sé stessi da rileggere a fine anno.

La tabella seguente potrebbe servire per orientare i consigli di classe o team docenti:

DisciplinaScuola Primaria – Compiti co‑costruitiSecondaria di I grado – Compiti co‑costruiti
ItalianoCreare un “diario delle scoperte estive” con brevi testi, disegni, parole nuove incontrate.Tenere un taccuino di lettura con 3 citazioni significative da un libro scelto e una breve riflessione personale.
MatematicaRaccogliere situazioni quotidiane che richiedono calcoli (spesa, distanze, orari) e trasformarle in piccoli problemi.Scegliere un fenomeno reale (consumi, spese, distanze di viaggio) e rappresentarlo con un grafico o una tabella.
ScienzeOsservare un elemento naturale (pianta, insetto, cielo) e documentarne i cambiamenti con foto e descrizioni.Realizzare una mini‑indagine su un fenomeno naturale estivo (ombre, fasi lunari, maree) e sintetizzare i risultati.
StoriaIntervistare un familiare su un ricordo d’infanzia e confrontarlo con la propria esperienza.Scegliere un luogo storico visitato e produrre una breve scheda informativa con fonti verificate.
GeografiaCreare una piccola mappa del quartiere o del luogo di vacanza, indicando punti significativi.Documentare un percorso (a piedi, in bici, in viaggio) usando una mappa digitale e descrivendo ciò che si è osservato.
Inglese / LinguePreparare un mini‑glossario di 10 parole incontrate durante l’estate (cartelli, canzoni, giochi).Guardare un breve video o canzone in lingua e scrivere un riassunto di 8–10 righe.
Arte e immagineRealizzare un quaderno delle meraviglie con materiali naturali o di recupero.Creare un reportage fotografico su un tema scelto (colori dell’estate, forme, texture) con breve commento.
MusicaAscoltare una canzone estiva e disegnare ciò che evoca.Creare una playlist tematica e spiegare il criterio di scelta dei brani.
TecnologiaCostruire un piccolo oggetto con materiali di recupero e descrivere i passaggi.Documentare un processo tecnologico osservato (ricarica, funzionamento di un elettrodomestico, meccanismi semplici).
Educazione civicaScegliere un gesto di cura (ambiente, casa, persone) e raccontare come ci si è sentiti.Scegliere un tema di cittadinanza (ambiente, diritti, sicurezza digitale) e preparare una breve presentazione.
Educazione motoriaTenere un “diario del movimento” con giochi, attività all’aperto, percorsi.Progettare un mini‑allenamento personale e monitorare i progressi.

Ripensare i compiti estivi: tra significato pedagogico e vissuti

Il tema dei compiti estivi – e, in particolare, dei cosiddetti libri delle vacanze – merita una riflessione approfondita dal punto di vista pedagogico. Nella pratica scolastica, questi strumenti vengono spesso adottati come soluzione pronta all’uso, capace di alleggerire i docenti dall’incombenza di progettare attività più mirate, contestualizzate e coerenti con i bisogni reali dei bambini. Tuttavia, questa scelta rischia di tradursi in una delega a materiali standardizzati, prevalentemente compilativi ed esecutivi, che raramente attivano processi cognitivi complessi o esperienze significative. Si tratta di attività che, pur nella loro apparente utilità, finiscono per essere sterili, decontestualizzate e spesso fini a se stesse, lontane dalla vita reale dei bambini e dalla dimensione esperienziale dell’estate.

Il vissuto di studenti e studentesse: tra ansia, obbligo e perdita di senso

L’ascolto attento di studenti e studentesse – un ascolto che considero parte integrante della mia pratica professionale – restituisce un quadro chiaro: molti ragazzi e ragazze vivono il libro delle vacanze come un impegno gravoso, carico di ansia e percepito come un dovere da adempiere più che come un’occasione di apprendimento. A questo si aggiunge l’insistenza, spesso inconsapevole, di alcuni genitori che, nel tentativo di non far perdere il ritmo, sollecitano un impegno assiduo e quotidiano. Il risultato è un’esperienza che rischia di trasformarsi in pressione, più che in crescita.

Questa dinamica produce un effetto collaterale rilevante: bambini e bambine perdono la possibilità di osservare, stupirsi, raccogliere dettagli, costruire memoria autobiografica. Non è raro che, al rientro a scuola, alla domanda “Dove sei stato? Che cosa hai fatto?”, molti non sappiano raccontare, descrivere, ricordare. È come se l’estate, anziché essere un tempo di esplorazione e narrazione, diventasse uno spazio da riempire di esercizi, sottraendo attenzione alla dimensione esperienziale e percettiva.

Una proposta alternativa: compiti che attivano pensiero, esperienza e autonomia

La mia posizione si orienta verso un modello di compiti estivi leggeri, intenzionali e cognitivamente attivanti, che rispettino il diritto al tempo libero e valorizzino la dimensione esperienziale dell’estate.

1. Attività di pensiero divergente e creativo

In alternativa ai libri delle vacanze, si possono proporre a studenti e studentesse – lasciando loro libertà di scelta – un opuscolo di cruciverba, giochi linguistici ed esercizi di enigmistica adeguati alla loro età. Questi materiali, ampiamente disponibili in commercio, stimolano:

  • pensiero divergente;
  • creatività;
  • capacità inferenziali;
  • problem solving;
  • ricerca autonoma delle risposte.

Sono attività che possono essere svolte in autonomia, in tempi scelti da studenti e studentesse, senza pressione e con un atteggiamento di relax cognitivo, favorendo un apprendimento piacevole e non prescrittivo.

2. Compiti di realtà e narrazione dell’esperienza

Accanto alle attività cognitive, è possibile proporre compiti che valorizzino la dimensione autobiografica e osservativa dell’estate:

  • descrizione scritta e illustrata di un paesaggio visitato, con attenzione ai dettagli percettivi;
  • racconto di un momento significativo, scelto liberamente;
  • piccola ricerca personale su un tema legato alla propria vita, a un interesse, a un’esperienza vissuta;
  • raccolta di fotografie, disegni, parole chiave per costruire a settembre un libro interdisciplinare condiviso come archivio delle scoperte estive.

Queste attività favoriscono:

  • consapevolezza di sé;
  • capacità descrittive e narrative;
  • osservazione del mondo;
  • memoria autobiografica;
  • competenze comunicative e riflessive.

Sono compiti che non invadono il tempo libero, ma lo valorizzano, trasformando l’estate in un’occasione di apprendimento naturale e significativo.

Conclusioni: verso una pedagogia estiva dell’esperienza e del significato

Ripensare i compiti estivi significa ripensare il modo in cui la scuola immagina la continuità dell’apprendimento fuori dall’aula. La riflessione condotta mostra come le pratiche tradizionali – in particolare l’uso dei libri delle vacanze – rispondano più a esigenze organizzative che a una reale intenzionalità pedagogica. La loro natura compilativa, esecutiva e standardizzata si colloca in contrasto con ciò che la ricerca educativa indica come fondamento dell’apprendimento significativo.

L’estate, nella prospettiva di Dewey, è un tempo privilegiato per l’esperienza: un contesto ricco di stimoli, relazioni, osservazioni, che può diventare terreno fertile per un apprendimento autentico. Bruner ci ricorda che studenti e studentesse costruiscono conoscenza attraverso la narrazione e il significato, non attraverso la ripetizione meccanica. Montessori sottolinea l’importanza della libertà, dell’autonomia e del contatto con la realtà come condizioni per un apprendimento vivo. L’approccio autobiografico, infine, valorizza la capacità di bambini e bambine di raccontarsi, di dare forma alla propria esperienza, di costruire identità attraverso la memoria.

Alla luce di questi riferimenti, i compiti estivi non possono essere pensati come un prolungamento artificiale delle routine scolastiche, ma come un ponte morbido tra scuola e vita, tra ciò che si è appreso e ciò che si può ancora scoprire.

Compiti leggeri, esperienziali, narrativi, divergenti, scelti e co‑costruiti con studenti e studentesse non rappresentano una semplificazione, ma una profondità diversa: quella che nasce dal rispetto dei tempi dell’infanzia, dalla fiducia nelle capacità di bambini e bambine, dalla valorizzazione della loro curiosità naturale.

La scuola che sceglie questa strada non rinuncia all’apprendimento estivo: lo trasforma.

Lo rende più umano, più intenzionale, più vicino alla vita reale.

E soprattutto restituisce ai bambini ciò che spesso viene loro sottratto: la possibilità di guardare, ricordare, raccontare, stupirsi. In una parola, di imparare vivendo.

23 Giugno 2026

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