12 anni non sono pochi, ma nemmeno “abbastanza”. Juri è stanco di essere un bambino piccolo, ma non è nemmeno un adulto, è in quella fase di passaggio in cui l’infanzia ormai è troppo stretta e l’adolescenza si prende spazio.
Sofi, la sua compagna di classe dai luminosi capelli neri, gli incendia il cuore ogni volta che i loro sguardi si incrociano… e ultimamente i loro sguardi si incrociano spesso: anche Sofi proverà qualcosa per lui? Non sa dirlo, non sa nemmeno se quel batticuore e il respiro mozzato in gola siano davvero segno che è innamorato. E poi, con una fidanzata, cosa ci si fa? Come si fa a dare un bacio fatto come si deve?
E poi Sofi sembra troppo entusiasta di Hugo, il nuovo affascinante compagno di classe con un giubbotto nero che gli da l’aria un’aria “fichissima”. Anche Juri sembrerebbe più sicuro di sé con un giubbotto così?
Troppe domande, troppi dubbi.
E come se non bastasse, i genitori di Juri sono nel mezzo della separazione: ci sono momenti in cui vorrebbe solo che suo padre tornasse a casa e le cose fossero più semplici.
Prova a parlarne con Evy, la sua migliore amica, ma sembra diversa, sta a casa da scuola qualche giorno, ha un aspetto insolito e sembra infastidita, confusa, arrabbiata, forse? Chi lo sa, non riesce a capirlo, è tutto così caotico.
Senza rendersene conto, Juri è stato catapultato nell’adolescenza, in quella fase della crescita in cui si capisce poco e si ha la sensazione di essere assorbiti da un cambiamento ininterrotto. Le giornate sembrano tutte uguali una con l’altra, ma ogni giorno accade qualcosa, qualcosa di piccolo, qualcosa di impercettibile, che per Juri segna un cambiamento irreversibile.
Non è più certo di quello che prova e nemmeno di quello che provano le persone attorno a lui, vorrebbe prendersi una pausa da questo girone e avere del tempo per analizzare quello che succede e come si sente, ma non c’è abbastanza tempo, lui non è abbastanza freddo e razionale… o forse sì?
Con illustrazioni in bianco e nero asciutte e dirette, Kari Stai parla in modo chiaro e onesto di come ci si sente quando l’adolescenza incede. Quella sensazione di caos interiore ed esteriore e incessante movimento che ci rende irriconoscibili da un giorno all’altro, scandisce le giornate di Juri alle prese con amore, amicizia, rapporti sociali, consapevolezza di sé.
Quando ragazze e ragazzi delle Scuole secondarie di primo grado appaiono confuse o stordite da quello che sta accadendo dentro e attorno, potremmo mostrare loro alcune delle tavole di Felice abbastanza, partire da una delle giornate o degli episodi che capitano a Juri, per ritrovare punti di collegamento con quello che accade alle e agli adolescenti che abbiamo davanti.
Provare a guidare la lettura e una discussione in classe sull’importanza di confrontarsi, condividere e provare a ridimensionare i sentimenti, le emozioni e i pensieri che in questa fase si ingigantiscono, facendoci sentire piccole e piccoli, incapaci di raggiungere la completa felicità, per comprendere che essere “abbastanza” felici, è un ottimo modo per crescere.
Redazione
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