Introduzione
Gli ultimi progressi neuroscientifici in educazione, così come i nuovi metodi d’indagine cerebrali, hanno permesso da un po’ di tempo a questa parte di conoscere in modo più approfondito come impara il cervello. Grazie a questi studi, sappiamo che il nostro cervello apprende attraverso l’esperienza e che, grazie alla sua plasticità , può modificarsi durante l’arco di tutta la vita.
Le nuove ricerche confermano, inoltre, che il nostro cervello impara meglio quando ci troviamo in compagnia di altri, che è sociale. Pertanto, nella misura in cui utilizziamo metodologie attive e partecipative,come l’apprendimento cooperativo e l’apprendimento basato su progetti, non solo incoraggiamo le relazioni sociali, ma anche il livello di attenzione e di assimilazione sostenuto. Se per giunta lo facciamo attraverso il gioco, che genera piacere e benessere, otteniamo un impatto diretto sul livello di motivazione degli studenti.
Un altro dato che riceviamo dalle neuroscienze è che, se ci serviamo di canali multisensoriali, offriamo ai nostri alunni la possibilità di manipolare le informazioni per diverse vie, abbattendo così le barriere e contribuendo a costruire un ambiente inclusivo.
Tutte queste informazioni diventano rilevanti in ambito educativo, giacché consentono ai docenti di migliorare la didattica nelle aule e di sviluppare processi di insegnamento e apprendimento più coerenti, genuini e significativi attraverso la neurodidattica.
Una nuova disciplina per un insegnamento più efficace
Prima di tutto, definiamo neurodidattica. Essa è la disciplina che fonde didattica e neuroscienze e che garantisce all’educazione un nuovo orientamento, il cui scopo è progettare strategie didattiche e metodologiche più efficienti, applicando le conoscenze sul funzionamento cerebrale e su come i processi neurobiologici intervengono nell’apprendimento.
Questa si basa su diversi principi, tra cui: “non si può imparare senza entrare in contatto con le emozioni“, perché le emozioni, scatenano una serie di meccanismi che costituiscono pilastri per l’apprendimento, come la produzione di neurotrasmettitori e l’attivazione delle funzioni esecutive.
Ecco alcuni suggerimenti per creare un’aula “cervello compatibile” applicando strategie neurodidattiche:
- Coinvolgimento emotivo: è importante suscitare emozioni in studenti e studentesse durante il processo di apprendimento. Gli insegnanti possono creare un ambiente positivo, stimolante e sicuro che favorisca l’interesse, la motivazione e l’attenzione degli studenti.
- Apprendimento esperienziale: si enfatizza l’apprendimento attraverso l’esperienza pratica e l’interazione con l’ambiente. Si possono utilizzare attività pratiche, simulazioni, giochi di ruolo e progetti per consentire agli studenti di sperimentare ciò che stanno imparando.
- Variazione e stimolazione: la variazione costante del materiale e delle attività didattiche possono aiutare il cervello a rimanere attivo e impegnato.
- Metacognizione: stimolare la capacità di riflettere consapevolmente sul proprio processo di apprendimento incoraggia studenti e studentesse a monitorare il loro pensiero.
- Ripetizione e consolidamento: la ripetizione e il consolidamento delle informazioni sono essenziali per il trasferimento delle conoscenze dalla memoria di lavoro alla memoria a lungo termine. Si possono utilizzare tecniche di revisione periodica e quiz.
- Apprendimento multisensoriale: coinvolgere più sensi nell’apprendimento può migliorare la memoria e la comprensione. È consigliabile scegliere diverse vie sensoriali per aiutare la memoria.
- Adattamento e differenziazione: è importante adattare l’insegnamento alle diverse esigenze e stili di apprendimento di studenti e studentesse. Gli insegnanti possono utilizzare approcci differenziati, materiali didattici e strategie di supporto diversificate per incontrare le diverse esigenze degli studenti.
Strumenti e metodi neurodidattici
Ci sono sempre più fonti che confermano l’importanza delle neuroscienze in ambito scolastico e disponiamo di numerose risorse didattiche per valutare l’efficacia di questi processi in classe. Alcune delle metodologie educative, pensate per arricchire l’esperienza di apprendimento di studenti e studentesse, avallate dalla neurodidattica sono:
- apprendimento basato su progetti: questa metodologia coinvolge studenti e studentesse nella risoluzione di problemi reali e compiti autentici, incoraggiandoli ad applicare le conoscenze e le competenze acquisite in situazioni pratiche. Studenti e studentesse lavorano in gruppi (o individualmente) per identificare soluzioni, sviluppare progetti e presentare risultati. Questo approccio promuove l’autoapprendimento, la collaborazione e lo sviluppo di abilità trasversali, come la risoluzione dei problemi, la creatività  e la comunicazione.
- Flipped classroom: in questo caso, studenti e studentesse studiano i concetti di base a casa attraverso materiali didattici come video, letture o tutorial online. In classe, il tempo viene dedicato all’applicazione pratica dei concetti attraverso discussioni, attività collaborative e progetti. Questo approccio favorisce l’apprendimento attivo, l’interazione tra classe e insegnante e consente agli insegnanti di fornire un supporto personalizzato durante le attività in classe.
- Gamification: consiste nell’introdurre elementi di gioco nell’ambito dell’apprendimento, per esempio, punteggi, livelli, sfide e premi per rendere l’apprendimento più coinvolgente e motivante. Questo approccio sfrutta la naturale propensione di ragazzi e ragazze al gioco e promuove l’interesse, la partecipazione attiva e la competizione positiva.
- Apprendimento basato sulla ricerca: questo approccio mette studenti e e studentesse al centro del processo di apprendimento, incoraggiandoli a esplorare, indagare e condurre ricerche autonome su argomenti di loro interesse. Studenti e studentesse imparano a formulare domande, cercare informazioni, analizzare dati e comunicare i loro risultati. Questo approccio sviluppa abilità di pensiero critico, problem solving e capacità di ricerca autonoma.
- Tecnologie digitali: l’integrazione di tecnologie digitali nell’educazione offre molte opportunità . Per esempio, l’uso di dispositivi mobili, applicazioni educative, simulazioni, realtà virtuale, strumenti di collaborazione online e piattaforme di apprendimento digitale. Le tecnologie digitali possono, se ben integrate, migliorare l’accesso alle risorse, favorire l‘interattività , personalizzare l’apprendimento e sviluppare competenze digitali essenziali per il mondo odierno.
- Peer learning: questo approccio promuove l’apprendimento tra pari, in cui gli studenti collaborano e si insegnano a vicenda. Gli studenti lavorano in gruppi o coppie, condividendo le conoscenze, discutendo idee, risolvendo problemi e fornendosi feedback reciproci. Questo approccio favorisce l’interazione sociale, lo sviluppo delle abilità comunicative e l’apprendimento attraverso la spiegazione e l’elaborazione delle informazioni.
L’implementazione della neurodidattica nell’aula richiede che gli insegnanti siano adeguatamente formati per comprendere i principi di base delle neuroscienze e le loro applicazioni pratiche all’insegnamento.
È importante sottolineare che la neurodidattica è un campo di ricerca in evoluzione e che l’applicazione pratica di queste metodologie richiede valutazioni e riadattamenti continui in base alle esigenze degli studenti e ai risultati delle ricerche più recenti.
Carina Frossasco
Angela Schisa
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