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Area Infanzia

Media Education e consapevolezza digitale per abitare l’Onlife

Valentina Piccoli e Suor Julia Chan Chuc presentano il Dizionario della Media Education, con definizioni ed esempi pratici di questo approccio educativo.

Tempo di lettura: 3 minuti

julia chucMaria Julia Chan Chuc valentina piccoloValentina Piccoli
media education onlife

Oggi non “entriamo” più in rete: ci viviamo. Come teorizzato da Luciano Floridi, viviamo in un paradigma Onlife, dove l’esperienza quotidiana è un «ibrido ininterrotto di reale e virtuale». Questa condizione ha trasformato radicalmente il nostro modo di apprendere, comunicare e relazionarci. In questo ambiente, l’innovazione didattica dovrebbe andare oltre la semplice messa a disposizione di strumenti e dispositivi: la Media Education non è più, quindi, una semplice materia tecnica, ma deve abbracciare una solida postura educativa, un modo critico e consapevole di abitare lo spazio pubblico digitale. Sono molte le tecniche e i concetti chiave della Media Education, e non è sempre semplice affrontarli. 

Navigare nel Post-digitale richiede nuove bussole. Non basta saper usare un tablet, occorre sviluppare una multiliteracy (multialfabetizzazione) che permetta di decodificare il linguaggio audio-visivo e padroneggiare la transmedialità. Dalla narrazione creativa del Digital Storytelling alla logica del Coding Unplugged, l’obiettivo è rendere i bambini e le bambine, poi adolescenti e adulti, autori responsabili e non semplici fruitori passivi dei contenuti mediali. 

In questo contesto, il ruolo dell’educatore evolve, abbracciando il Media Scaffolding. Mutuando il concetto di Jerome Bruner, l’insegnante fornisce a chi studia impalcature che lo sostengono nell’esplorazione del medium senza sostituirsi a lui. Un esempio interessante in questo senso è il Coding Unplugged, grazie al quale i bambini imparano a programmare, senza usare schermi, ma utilizzando tappeti direzionali o percorsi motori. In questo modo, i più piccoli sviluppano il pensiero computazionale senza essere esposti troppo presto alle tecnologie, mantenendo un equilibrio tra stimoli sensoriali diretti e mediazioni tecnologiche, fondamentali per la crescita e lo sviluppo psico-motorio. 

Tuttavia, la sfida è anche relazionale. Fenomeni come la Technoference (l’interferenza dei dispositivi nei legami affettivi) e lo Sharenting (l’esposizione online dei minori da parte dei genitori) richiedono una profonda riflessione sulla nostra dieta mediale

Per rispondere a queste sfide, è essenziale che le scuole dell’infanzia e i nidi promuovano un Patto di Corresponsabilità Digitale. Non si tratta di un elenco di divieti, ma di un’alleanza educativa in cui docenti e genitori concordano buone pratiche per abitare l’ambiente Onlife in modo etico. Innovare lo zero-sei significa trasformare il digitale in un’opportunità per ripensare la partecipazione e la costruzione della cittadinanza fin dai primi anni di vita. 

Per supportare docenti, educatori e genitori in questo percorso, abbiamo realizzato un Dizionario della Media Education, con definizioni estese ed esempi pratici per comprendere a pieno questo approccio educativo. 

Scaricando il Dizionario della Media Education, troverai: 

  • definizioni dettagliate per ognuno dei 12 termini chiave; 
  • esempi pratici per applicare i concetti in classe o a casa; 
  • bibliografia e sitografia di riferimento per ulteriori approfondimenti. 

4 Marzo 2026

Risorse utili

  • Dizionario della Media Education: abitare l’Onlife

    Infanzia

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