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Area Secondaria I grado

Pari Merito: la parità economica e sociale inizia in classe

Veronica Siragusano, referente del Gruppo Scuola di Pari Merito, ci porta a scoprire le attività di sensibilizzazione che associazione porta dentro e fuori le aule.

Tempo di lettura: 4 minuti

Veronica Siragusano
Facciamo i conti parità

Pari Merito APS è un’associazione di promozione sociale composta da attiviste e attivisti, uniti/e dall’obiettivo comune di promuovere la parità di genere in ambito economico, affrontando temi come disoccupazione femminile, conciliazione famiglia-lavoro, welfare e servizi per l’infanzia. Come si sensibilizza la società su questi temi, partendo da luoghi di scambio e di educazione alla consapevolezza come le nostre scuole? Ce ne parla Veronica Siragusano, referente del Gruppo Scuola di Pari Merito.

Come è nata Pari Merito e con quali prospettive?

La nostra associazione nasce durante la pandemia, un periodo decisivo nel mettere in luce la disparità sociale ed economica tra uomini e donne nella nostra società, soprattutto in relazione al lavoro e al carico di cura. Nel 2020, con la nascita del piano NextGenerationEU e del movimento internazionale #halfofit, in Italia prende forma la campagna “Il Giusto Mezzo”: un movimento dal basso che chiede di destinare parte dei fondi del PNRR a interventi strutturali per l’occupazione femminile, la riduzione del gender pay gap e il potenziamento dei servizi di cura.

Da quell’esperienza, costruita grazie alla partecipazione di centinaia di persone con competenze e percorsi diversi, nasce la volontà di proseguire in modo stabile e organizzato. Così, nel 2022, a Bologna viene fondata ufficialmente Pari Merito APS. Da allora l’associazione è cresciuta, si è strutturata in gruppi di lavoro tematici e territoriali e porta avanti progetti, campagne e iniziative di sensibilizzazione per contribuire concretamente a rendere la parità economica una realtà.

Quali sono le attività dell’associazione e come si declinano in proposte di sensibilizzazione per le scuole?

Per poter comprendere realmente le disuguaglianze di genere cerchiamo di studiare il più possibile, quindi partendo dai dati: analizziamo numeri, statistiche e tendenze, produciamo ricerche, report e approfondimenti, con l’obiettivo di rendere visibili i meccanismi che producono il divario retributivo e la disoccupazione femminile. In questi anni abbiamo pubblicato tre position paper dedicati alla parità salariale, ai congedi di maternità e paternità e ai servizi per la prima infanzia. A partire da queste analisi, cerchiamo di elaborare proposte concrete per promuovere politiche pubbliche orientate alla parità.

parimerito logo

Accanto al lavoro di ricerca e proposta, portiamo avanti attività di divulgazione e sensibilizzazione: cerchiamo di raccontare questi temi con un linguaggio accessibile, promuoviamo campagne pubbliche e organizziamo momenti di incontro nei territori, come banchetti informativi e iniziative nelle piazze, per confrontarci direttamente con cittadine e cittadini e raccogliere esperienze reali. In particolare, abbiamo dialogato con molte famiglie e neo-genitori sulle difficoltà legate alla gestione del lavoro di cura e alla conciliazione tra vita e lavoro, che ancora oggi ricade soprattutto sulle donne. Partecipiamo inoltre a eventi e tavoli di confronto con associazioni, enti, aziende e istituzioni, portando i nostri temi all’interno di spazi pubblici di discussione e contribuendo a costruire alleanze. 

In questo percorso, la scuola rappresenta un luogo centrale, in quanto è proprio all’interno di essa che si concretizzano e prendono forma immaginari e aspettative. Per questo motivo abbiamo ideato il progetto “Facciamo i Conti”, un percorso di sensibilizzazione sulla parità di genere in ambito economico rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il nostro obiettivo è quello di accompagnare ragazze e ragazzi in una riflessione sull’influenza che stereotipi e pregiudizi esercitano sulle scelte di studio e di lavoro e più in generale sui percorsi di vita, favorendo anche un interesse verso l’educazione finanziaria.

Nella vostra esperienza, cosa è cambiato negli anni e su cosa invece si deve ancora lavorare in particolare?

Negli ultimi anni sono stati compiuti passi in avanti sul fronte del lavoro femminile e della consapevolezza del divario di genere, anche grazie a una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Tuttavia, le disuguaglianze restano evidenti, sia sul piano territoriale — tra Nord e Sud, tra centri urbani e periferie — sia su quello strutturale, con stipendi mediamente più bassi, una maggiore concentrazione in settori “femminilizzati” e difficoltà ancora significative nell’accesso ai ruoli apicali.

Un punto centrale del nostro lavoro è ribadire che temi come parità salariale, welfare e conciliazione vita-lavoro non riguardano solo le donne o solo chi ha figli, ma coinvolgono l’intera società e incidono direttamente sul benessere collettivo.

Un segnale positivo che osserviamo nel lavoro nelle scuole è la crescente sensibilità di ragazze e ragazzi verso questi argomenti. Durante i laboratori emergono riflessioni molto mature sull’indipendenza economica e sul futuro: si parla di risparmio per la pensione, della possibilità di sostenere spese mediche, o di accendere un mutuo per la casa. Concetti che fino a qualche anno fa non sarebbero stati così immediati o spontanei, a conferma del ruolo fondamentale della scuola come spazio di cambiamento. Proprio per questo, crediamo che ci sia ancora molto da fare, sia sul piano politico sia su quello educativo e culturale.

17 Febbraio 2026

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