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Area Primaria

Gallucci Editore: Ermanno Detti, Roberto Innocenti

Storia di Leda

Una storia in cui la Resistenza viene vista dall’interno, da occhi che condannano la violenza, anche quella “a fin di bene”.

10 Aprile 2026

logo redazioneRedazione
Storia di Leda

Leda è rimasta Leda, zio Vanni non le aveva cambiato nome come aveva fatto con Rufo, e un po’ le dispiaceva. Rufo, chissà dov’era finito quel ragazzo di 13 anni che prima di lei portava le uova attraverso la foresta. Non che le uova fossero davvero la preoccupazione principale, ma erano un buon diversivo per consegnare messaggi, munizioni, a volte armi e tutto quello che poteva tornare utile alla Resistenza.

Leda non ricordava altro che la guerra, del periodo prima della pace e dei suoi genitori, scomparsi sotto i bombardamenti, le era rimasta solo un’immagine sbiadita, lontanissima; da quando riesce a ricordare vive nel villaggio, con Rufo e con gli zii, che non erano davvero loro zii, e nessuno di loro era davvero parente.

È il maggio 1944, i partigiani sulle montagne dell’Appennino toscano si sono organizzati per cacciare i tedeschi, che da terribili alleati dell’Italia fascista sono diventati nemici, trascinando in una guerra logorante un paese già allo strenuo.

Leda non voleva certo i tedeschi, né tanto meno i fascisti, voleva solo tornare nel paese in riva al mare di cui conservava il ricordo; lì, sperava, la guerra non ci sarebbe più stata e avrebbe conosciuto la pace. Più di tutto, Leda non capiva perché al male inflitto da fasciti e nazisti, si dovesse rispondere con altrettanto male, violenza e guerra.

Ma Leda ha 10 anni, e davanti alla richiesta di zio Vanni di portare le uova attraverso la foresta riesce solo a chiedersi perché non lo faccia Rufo, perché non sia ancora tornato… e poi come mai questa volta il cestino della bicicletta è così leggero?

Non ci sono munizioni, pistole o esplosivo, c’è una lettera, scritta in un codice cifrato ma non per questo impossibile da decrittare: Leda deve portare il cestino con la lettera ai piedi di un vecchio castagno alle pendici della montagna, e lasciarlo lì, nascosto tra le felci.

Le sembra un compito facile, sfrecciare sulle pendici del monte Amiata tra stradine secondarie per evitare pattuglie tedesche, lasciare il cesto a destinazione e tornare al villaggio, eppure questa volta gli zii si erano raccomandati tanto…

La bambina non aveva mai incontrato i tedeschi, e se non fosse stato per la preoccupazione degli zii, soprattutto della zia che quella mattina l’aveva messa in guardia sull’incrocio delle Quattro strade, alla vista della camionetta in fondo alla strada sarebbe andata avanti come niente, a pedalare con il suo cestino di uova. 

Ma qualcosa la agita, qualcosa non va; decide di tornare indietro a cambiare strada ma i tedeschi cominciano a urlare e ordinare di fermarsi. Leda non ascolta, si lancia verso il bosco mentre sente alle sue spalle il rombo di un motore che si accende. Lascia la bicicletta, abbandona il cesto tra i rami e nasconde la lettera cifrata in seno. 

Corre Leda, corre sulla montagna in cerca di riparo ma la sua corsa non è abbastanza veloce, un soldato la intercetta: cosa farà, ora, la piccola staffetta con un messaggio che non può cadere in mano ai tedeschi e il nemico alle calcagna?

Leda si salverà, come, lo si può scoprire sfogliando le commoventi illustrazioni di Roberto Innocenti che accompagnano passo passo le parole di Ermanno Detti.

La storia di Leda, pubblicato da Gallucci, porta lettori e lettrici all’interno della guerra partigiana vista dagli occhi di una bambina, cresciuta con il suono delle battaglie e consapevole dell’importanza del suo solo apparentemente marginale ruolo di staffetta.

È infatti grazie a tante bambine e ragazze come Leda che donne e uomini della Resistenza sono riusciti a ottenere armi per combattere e informazioni per salvarsi. La storia di questa piccola bambina tra le montagne della Toscanaparla a tutte e tutti i suoi coetanei della Scuola primaria offrendo loro una visione interna e realistica su cosa significasse cercare di riconquistare la libertà lottando con le sole proprie forze contro nemici organizzati e pronti a una guerra senza sosta.

La storia di Leda può essere letta come un libro di avventura, amicizia e crescita, umana e civile; bambine e bambini possono immedesimarsi nelle scelte di Leda e provare a immaginare delle storie parallele e alternative, dei finali diversi, sei “cosa sarebbe successo se Leda avesse fatto in un altro modo?”. 

Una lettura da portare in classe in vista del 25 aprile sia per introdurre in modo delicato l’argomento, sia per proporre un’attività che punta ad allenare l’immaginazione e l’emotività.

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