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Un bilancio di Edufest: intervista al responsabile Alessandro Quattrino

Alessandro Quattrino racconta com’è nato il festival, gli obiettivi raggiunti e le aspettative per il futuro.

Tempo di lettura: 4 minuti

logo redazioneRedazione
Un bilancio di Edufest: intervista al responsabile Alessandro Quattrino

È trascorso un mese dal termine di Edufest, il festival dedicato al mondo dell’educazione, ed è arrivato il momento di fare un bilancio conclusivo dell’esperienza. In questa intervista Alessandro Quattrino, responsabile dell’evento, spiega l’origine di Edufest, i retroscena della sua realizzazione, gli obiettivi della manifestazione e la visione che l’ha ispirata.

Buongiorno Alessandro. Cominciamo con una domanda introduttiva: com’è nata l’idea di Edufest?

L’idea di Edufest è nata nell’ambito di LEELA, un progetto realizzato a Genova dalla cooperativa Progetto A, come misura di contrasto alla marginalità e alla povertà educativa. Al termine di questa esperienza durata due anni, incentrata sul dialogo e sulla comunicazione non violenta, avevamo previsto una festa conclusiva che coinvolgesse i bambini, gli insegnanti e i genitori che vi avevano preso parte. Abbiamo organizzato l’evento in un parco di Genova, abbiamo invitato alcuni ospiti che sapessero dialogare sul tema dell’educazione con un registro divulgativo e accessibile a tutti, abbiamo creato workshop per insegnanti su diversi temi, come la Philosophy for children, le pratiche di mindfulness a scuola, la comunicazione non violenta e, infine, abbiamo organizzato nel parco attività e giochi per coinvolgere e intrattenere i partecipanti.

Un momento di disseminazione presso la cittadinanza del lavoro svolto nel quadro del Progetto LEELA, quindi?

Esattamente, ma con un taglio non specialistico e divulgativo. L’incontro è piaciuto e ha ricevuto una buona esposizione mediatica, così abbiamo provato a replicarlo come festival autonomo, ora slegato rispetto a LEELA, di cui rappresentava in origine una semplice tappa.

Ti ritieni soddisfatto dall’edizione di quest’anno? Com’è andata?

Mi ritengo molto soddisfatto e sono certo, dicendo ciò, di esprimere anche il punto di vista dei miei collaboratori. Abbiamo registrato un aumento significativo dei partecipanti rispetto all’edizione precedente, passando da quasi tremila visitatori a circa ottomila. Chiaramente, il sostegno istituzionale ci ha garantito una visibilità del tutto diversa rispetto all’anno scorso. Abbiamo ospitato il Sottosegretario all’Istruzione, che è venuto a Parco Trotter di persona, abbiamo goduto del patrocinio del Ministro per le disabilità e del sostegno partecipe di Unicef e Fondazione Cariplo. Direi che abbiamo pienamente raggiunto l’obiettivo che ci eravamo fissati: creare un momento di incontro tra la cittadinanza e le istituzioni legate al mondo dell’istruzione, il tutto in una cornice di piacere e convivialità.

E dal punto di vista della partecipazione, quali fasce d’età sono state meglio rappresentate?

Purtroppo non abbiamo organizzato una rilevazione puntuale delle presenze, quindi non disponiamo di dati precisi. Sicuramente Edutainment, la sezione dedicata a bambini e famiglie, è quella che ha riscosso più successo attirando al festival un gran numero di partecipanti. Il grosso del pubblico, se dovessi fare una stima, aveva un’età compresa tra i trenta e i cinquanta anni: era quindi composto per la maggior parte da insegnanti e genitori. Al di là di questo, mi ha fatto molto piacere scoprire che il pubblico è venuto anche da molto lontano per partecipare, da Napoli, Genova, Trieste, Torino. Abbiamo avuto la dimostrazione che l’interesse è cresciuto e non possiamo non rallegrarcene.

Un’altra domanda, per concludere: esistono altre iniziative paragonabili a Edufest, informali e con un simile seguito di pubblico?

Che io sappia, la risposta è no. Esistono, certo, eventi professionali e accademici dedicati al mondo dell’educazione, o, sul versante opposto, iniziative rivolte esclusivamente ai bambini con giochi e laboratori creativi. Ma un festival di questo tipo, incentrato sul valore del “processo educativo”, inteso come dimensione collettiva al cui interno ci muoviamo tutti, capace di trasformare piccoli e grandi, è un unicum. Lo scopo di Edufest, potrei dire, è precisamente il seguente: celebrare questo tipo di processo in quanto creatore di legami collettivi e come motore di aggregazione e di evoluzione sociale. Perciò, la nostra speranza per il futuro è che questa manifestazione continui a crescere, riuscendo a raccogliere sempre più adesioni, e ad aumentare il suo potere trasformativo.

29 Giugno 2023

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