Dire, fare, insegnare
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Nuovi modi di apprendere: peggiori o semplicemente diversi?

Gli studenti di oggi apprendono in modo diverso perché l’utilizzo di nuovi mezzi di comunicazione ha modificato l’apprendimento e la didattica, ma è importante riflettere sul fatto che “diverso” non debba necessariamente coincidere con “peggiore”.

Metodologie  Editoria 
21 agosto 2019 di: Giulia Guardavilla
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La scuola negli ultimi anni è andata incontro a cambiamenti derivanti dalla diffusione di nuovi mezzi di comunicazione e di nuove tecnologie. La didattica ha cercato di adattarsi, a volte anche faticosamente, con risultati non sempre efficaci dal punto di vista dell’apprendimento. 

La sensazione spesso comunicata dagli insegnanti e, in generale, da chi si occupa di tematiche legate all’apprendimento, è che bambini e ragazzi oggi non siano più in grado di apprendere come prima, mostrando difficoltà in diversi ambiti. I problemi che si riscontrano maggiormente sono legati alla capacità di mantenere l’attenzione per tempi prolungati, ricavare le informazioni principali da un testo e, in generale, analizzare in modo critico un contenuto.

Sono problemi reali, così come è reale che il modo di apprendere sia largamente , ma è importante considerare che ci sono state innumerevoli innovazioni negli ultimi anni e che i mezzi di comunicazione e di informazione sono oggi diversi rispetto a qualche decennio fa. Il modo di apprendere e ragionare si adatta all’ambiente in cui le persone vivono ed è quindi naturale e non allarmante riscontrarne oggi molte differenze rispetto a un passato anche recente.

Fino a qualche decennio fa l’insegnamento si basava principalmente sull’ascolto di una lezione frontale e sulla lettura di un libro di testo, ma anche nella vita quotidiana le comunicazioni avvenivano attraverso messaggi verbali scritti o orali. Queste modalità e mezzi di comunicazione favorivano lo sviluppo di un modello di apprendimento lineare basato sulla lettura di un testo dall’inizio alla fine, l’individuazione dei concetti principali e la loro memorizzazione. Il modello viene definito lineare perché il processo utilizzato per decodificare l’informazione è quasi esclusivamente la lettura che segue una sequenza precisa, senza “salti” o cambiamenti del mezzo di comunicazione: si deve leggere l’intero testo ordinatamente per riuscire a capire di cosa parla e quale messaggio vuole trasmettere.

Oggi attraverso i cosiddetti nuovi media il modo di trasmettere le informazioni è cambiato e, di conseguenza, si è modificato anche il modo di apprendere e ragionare. La comunicazione non avviene più solo attraverso un testo lineare, ma hanno acquisito importanza le immagini, i video e altri elementi che diversificano i canali, i media. In questo modo sono trasmessi simultaneamente molti input che devono essere processati e tra i quali lo studente è chiamato a selezionare i più significativi. 

È un cambiamento che ha riguardato prima della scuola gli ambiti comunicativi quotidiani, come è evidente osservando una qualsiasi pagina web. La scuola, e con essa l’editoria scolastica, si è dovuta adattare e in parte fatica ancora ad adattarsi a questi repentini e spesso spiazzanti cambiamenti.

Gli studenti e il loro modo di apprendere, quindi, sono cambiati rispetto a qualche decennio fa, ma in conseguenza al cambiamento di tutto il contesto della comunicazione: stabilire se tutto ciò sia positivo o negativo non aiuta gli insegnanti nella loro pratica quotidiana; è invece importante capire di quali strumenti abbiano bisogno gli studenti per far fronte alle modalità comunicative del mondo attuale, in cui sono immersi e a cui sono abituati.

Esistono alcune capacità fondamentali che la scuola dovrebbe permettere di sviluppare: tra le principali quella di “leggere” e analizzare le immagini, anche con spirito critico, e in generale tutti i contenuti visuali; inoltre risulta sempre più importante imparare a filtrare le informazioni di cui si dispone e selezionarle in modo adeguato. Operazione per nulla semplice e tentata al momento solo in alcuni contesti d’avanguardia, ma quanto mai necessaria e urgente, perché capace di formare studenti in grado di confrontarsi con il mondo attuale e le sue concrete modalità di trasmissione delle informazioni.