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Area Primaria

Oltre il blu e il rosa: crescere bambini e bambine liberi dagli stereotipi di genere

Dalila Da Lio riprende i concetti chiave del suo intervento a Didacta Italia su stereotipi di genere, educazione e inclusione.

Tempo di lettura: 4 minuti

Dalila Da LioDalila Da Lio
Bambine e bambini che giocano

Come nascono gli stereotipi di genere?

Che cosa significa davvero stereotipo di genere? La risposta è racchiusa nell’etimologia stessa del termine: dal greco stereós (rigido) e týpos (impronta). Si tratta, letteralmente, di un’opinione “preconfezionata” che ignora le caratteristiche del singolo individuo per applicare un’etichetta rigida a un intero gruppo.
È attraverso una socializzazione binaria e rigida che i modelli educativi separano maschi e femmine fin dalla nascita: colori (rosa/celeste), giochi (bambole/camion) e miti (principesse/eroi) sport (danza/calcio).

Questa separazione crea ruoli incasellati, rinforzati da pubblicità, libri di testo, dagli scaffali dei negozi di giocattoli divisi tra maschi e femmine e dal linguaggio stereotipato.

L’impatto degli stereotipi di genere sul futuro di bambini e bambine

Gli stereotipi condizionano le carriere. In Italia:

  • le donne sono la netta maggioranza in ambito umanistico, nell’insegnamento (94%) e nella psicologia (83%).
  • Gli uomini dominano le STEM. Sono il 75% dei laureati in ingegneria e il 66% in ambito scientifico.

Insieme a questi aspetti bisogna considerare che nel primo ciclo scolastico gli insegnanti uomini rappresentano una bassissima percentuale al confronto delle donne.

Superare gli stereotipi di genere significa permettere a ognuno di scegliere il proprio percorso in base al talento, alle inclinazioni e ai desideri personali, non al genere.

E quindi la scuola che cosa può fare?

La scuola di ogni ordine e grado è un luogo che deve incorporare e valorizzare le diversità. Per ogni ordine e grado si possono usare degli accorgimenti pratici per collaborare alla decostruzione degli stereotipi di genere.

Dal nido all’infanzia

Nei primi anni di istruzione si possono utilizzare pratiche come quelle che seguono.

  • Valorizzare i giochi del travestimento: ogni bambino e bambina ha libero accesso all’angolo dei travestimenti che deve essere ben fornito e ri-trasformato ogni mese.
  • Proporre giochi liberi: scelta delle bambole (che rappresentino soggettività diverse per genere, razzializzazione ecc.), macchine e giochi per la cucina.
  • Scegliere delle letture che non portino avanti stereotipi.
  • Favorire le attività di vita pratica e domestica per tutti/e.
  • Valorizzare i giochi di forza e/o di squadra.
  • Utilizzare i grembiuli con colore neutro.
  • Scegliere i contrassegni dei bambini e delle bambine con loro e non a priori.

Dalla scuola primaria e per gli altri ordini e gradi

Nei successivi gradi di istruzione si possono usare pratiche come quelle suggerite di seguito.

  • Superare i pregiudizi: evitare di etichettare ragazzi e ragazze con tratti caratteriali predefiniti (per esempio definire i ragazzi vivaci e le ragazze docili).
  • Analizzare criticamente: non ignorare le frasi stereotipate in aula o nei libri, ma discuterle per mostrare come possono degenerare in discriminazione o violenza.
  • Modelli positivi: proporre esempi reali di donne in ambito STEM/sport e uomini in settori della cura/arte per rompere gli schemi tradizionali.
  • Integrazione e partecipazione: creare gruppi misti e incoraggiare tutti a esprimersi, superando la tendenza delle ragazze a esporsi meno in pubblico e dei ragazzi a nascondere i sentimenti.
  • Attività neutre: proporre giochi e compiti pratici senza distinzioni di sesso (per esempio evitare che solo i maschi spostino arredi o solo le femmine riordinino).

Per ogni ordine e grado è fondamentale l’utilizzo del linguaggio inclusivo: nominare il maschile e il femminile per trasmettere il valore della differenza ma allo stesso tempo generare la forza della parità nella differenza.

Per concludere è fondamentale che l’educazione alla parità di genere si basi sul rispetto delle identità e sulla valorizzazione delle differenze individuali e per realizzarla, è indispensabile che gli adulti (genitori, educatori e insegnanti) compiano un lavoro di autoriflessione per riconoscere e superare gli stereotipi inconsapevoli di cui sono portatori inconsci.

21 Aprile 2026

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