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Area Secondaria II grado

Si può filosofare negli istituti tecnici e professionali!

Gabriele Laffranchi intervista Marco Ferrari, Francesca Faienza e Dario De Santis sui percorsi di filosofia negli istituti tecnici e professionali.

Tempo di lettura: 8 minuti

gabriele laffranchiGabriele Laffranchi
statua classica

Percorsi filosofici negli istituti tecnici e professionali

Quest’anno, all’interno del Concorso nazionale di filosofia per scuole secondarie di II grado, Romanae Disputationes, esordisce la categoria RD-PATHS dedicata a Istituti tecnici e professionali e promossa in collaborazione con Indire. In questa intervista con Marco Ferrari, ideatore e direttore di Romanae Disputationes, Francesca Faienza e Dario De Santis, ricercatori di Indire, esploriamo il lavoro svolto e le prospettive di un insegnamento filosofico innovativo per gli Istituti tecnici e professionali.

La grande novità della XIII edizione di Romanae Disputationes è la categoria RD-PATHS. Quali sono le ragioni e le caratteristiche di una proposta filosofica nella formazione e tecnico-professionale?

Marco Ferrari

Proporre la filosofia negli istituti tecnici e professionali è una grande occasione per far capire ai nostri giovani quanto ampia e profonda è l’esperienza umana del mondo attraverso strumenti ovviamente calibrati e adeguati al loro percorso di studi. Romanae Disputationes, grazie al rapporto con Indire, ha coraggiosamente voluto fare una proposta anche a questi ragazzi e ragazze che apra la prospettiva filosofica di conoscere se stessi nel mondo, comprendendo il valore delle parole e del fatto che la riflessione non è una perdita di tempo.

La filosofia è una presa di possesso della realtà e ciò che la filosofia può offrire, anche in questi percorsi tecnici e professionali, è uno spazio di formazione del pensiero. Grazie al lavoro dei ricercatori di Indire abbiamo costruito una proposta per tutti e abbiamo potuto convocare al nostro concorso, in modo vivace e coinvolgente, anche studenti lontani dalla filosofia.

PATHS (acronimo per “a Philosophical Approach to Thinking Skills”) è un progetto nato all’interno di Indire già nel 2018. Come si declina il lavoro filosofico nella proposta rivolta alle scuole e guidata dal vostro gruppo di ricerca?

Francesca Faienza

Il progetto nasce grazie alla sperimentazione del modello “PATHS per Parole” nata nel 2016 dall’idea di alcuni ricercatori Indire e sperimentata in quattro scuole italiane. Dall’anno scolastico successivo, la sperimentazione venne allargata a tutte le scuole interessate. Si rivolge principalmente ai docenti di tutte le discipline di ogni ordine delle scuole secondarie di secondo grado, e recentemente la sperimentazione si è estesa anche alle scuole primarie. Il progetto “PATHS per parole”, in particolare, parte dall’idea che lo studio della filosofia possa contribuire a sviluppare nello studente il proprio personale punto di vista e il pensiero critico.

Dal 2018 le attività formative proposte dal gruppo di lavoro PATHS di Indire si sono diversificate. Sulla base dell’esperienza di PATHS per Parole, infatti, è nato il progetto “Sviluppo del Pensiero Critico” rivolto principalmente agli istituti tecnici e professionali.

Successivamente sono nate: le Olimpiadi dei dilemmi etici di PATHS, un’iniziativa creata con l’obiettivo di promuovere una discussione su un dilemma etico specifico, partendo da due differenti scenari. L’obiettivo non è quello di convincere l’avversario, ma di valorizzare la riflessione critica, la discussione di diversi punti di vista e l’impegno etico nel discorso civile; Platone AI 3 che èun’intelligenza artificiale sviluppata internamente a Indire ed è stata allenata da un ricercatore di filosofia di Indire. È un ambiente controllato, pensato per un utilizzo didattico nel quale è possibile dialogare con il filosofo Platone al riparo dalle allucinazioni.

Recentemente si sono affiancate altre due iniziative: EduPATHS un gioco da tavolo didattico nel quale i giocatori, nei panni di viaggiatori nell’antica Grecia, esplorano i luoghi simbolo della cultura e del sapere, approfondendo la loro conoscenza dell’umanità; ed infine PodPATHS che intende promuovere e realizzare podcast ideati e realizzati da studenti e studentesse.

Le nostre attività non sono solo dedicate a ragazzi e ragazze, ma anche ai docenti. Infatti, dal luglio 2020 si svolge regolarmente la PATHS Summer School (PSS). Tre giorni di conferenze, webinar e laboratori per progettare insieme attività didattiche innovative e promuovere l’educazione al pensiero critico e il dialogo tra la filosofia e le altre discipline.

Quali sono state le fasi che hanno caratterizzato i lavori della categoria RD-PATHS? In che modo la filosofia ha trovato spazio nella didattica degli Istituti tecnici e professionali?

Francesca Faienza

La 1° edizione di RD-PATHS si è realizzata nella metodologia PATHS per parole attraverso le sue 4 fasi:

  • Brainstorming sulla parola “io”;
  • confronto e riflessione in piccoli gruppi sulla parola e contestuale lettura di testi selezionati;
  • confronto fra tutti i gruppi per arrivare ad una proposta di sceneggiatura e struttura per il video;
  • realizzazione e montaggio del video finale, quale risultato condiviso del lavoro dei gruppi per rappresentare la densità concettuale della parola IO.

Il gruppo di lavoro PATHS ha organizzato, in questi mesi, tre incontri formativi con i docenti iscritti al concorso per approfondire le tematiche legate alla metodologia da sviluppare, alla realizzazione del video e a tutti gli aspetti connessi.

Il gruppo PATHS si è reso anche disponibile a guidare, se richiesto dal docente, anche la fase di brainstorming attraverso la presenza fisica o collegamento online. Quasi tutti gli Istituti Tecnici e Professionali hanno portato avanti le attività sia durante l’orario scolastico, che pomeridiano.

Il tema di RD2026 è “Ed io che sono? – Individuo, persona, soggetto” e al centro del lavoro dei team della categoria RD-PATHS è stata posta la parola “IO”. In che modo la domanda sull’io è urgente nella società contemporanea e per le studentesse e gli studenti di oggi?

Marco Ferrari

La domanda sulla natura dell’io è, mai come ora, fondamentale per ciascuno di noi e per i nostri giovani. In un mondo in cui gli stimoli sono sempre più pervasivi a livello digitale, comunicativo e di prestazioni domandarsi “chi sono?” significa interrogare la profondità del nostro desiderio, della nostra capacità di pensiero, della nostra capacità affettiva e, quindi, della domanda sulla prospettiva con cui guardiamo noi stessi e abitiamo il mondo. Nello scroll del cellulare o nei feed dei social vediamo frazionarsi il tempo e allora diventa decisivo trovare il tempo per domandarci, insieme, chi siamo. Questa esperienza di filosofia è un’esperienza di vita piena, soddisfacente e, oserei dire, di felicità umana.

Infine chiedersi oggi che cos’è l’io significa chiedersi il senso della pace e della guerra, il senso del male e del bene, il senso del dolore e della gioia, facendo ciò che la filosofia fa da sempre: si rivolge a tutti chiedendo conto di quello che si è e di quello che si pensa, di quello che si vuole essere.

Al lancio della nuova categoria hanno risposto oltre 40 squadre con altrettanti elaborati video: qual è la sorpresa più grande di fronte alla ricchezza dei contributi arrivati?

Dario De Santis

Siamo rimasti sorpresi dalla varietà dei video arrivati, frutto di approfondimenti e ri-elaborazioni estremamente personali. I ragazzi e le ragazze sono stati realmente “registi” e molti si sono scoperti veri e propri attori o ballerini: alcuni hanno danzato le loro sensazioni, altri invece sono diventati cuochi e hanno presentato un menù che li rappresentasse motivando le loro scelte culinarie con abbinamenti di tratti di personalità.

Originali anche i titoli ideati: “Ci sono anch’io”, “Mi rispecchio”, “Cos(I)mo”, “Il mio io in un tu” solo per citarne alcuni.

Non è stato semplice selezionarne solo alcuni perché molti avevano delle grandi potenzialità ed abbiamo avuto un bel dibattito interno. Per aiutarci nella valutazione, abbiamo deciso di prevedere e valutare una serie di criteri: durata, creatività/originalità, qualità del video/grafica/audio, coinvolgimento/emozione trasmessi, coerenza al tema, studio e approfondimento del tema, ambientazione, lavoro di gruppo, narrazione, recitazione, ed impegno percepito.

Il video vincitore è intitolato “Ingranaggi di Io” ed è disponibile su YouTube. Quali sono le motivazioni di questa vittoria? Perché è particolarmente significativo nell’affermare il senso di un lavoro filosofico in un contesto di istruzione tecnica?

Dario De Santis

Il video vincitore della 1° edizione di RD PATHS, ci ha trovati tutti concordi. L’idea è estremamente originale e si percepisce che è stata realizzata una fase di brainstorming approfondita e ricca che poi si è, in parte, tradotta nel video. Il video è stato girato anche in coerenza con il percorso di studi di ragazzi e ragazze, facendo proprio il concetto di io e rappresentandolo in un contesto tecnico-meccanico. È piaciuta molto anche la regia.

Si tratta di un elaborato sorprendentemente concreto e allo stesso tempo profondo: si parte da un’officina, da una visione meccanicistica dell’io, del soggetto, quasi fosse un robot, come il protagonista del video, per poi riflettere su come la “costruzione” di quel soggetto sia fatta di relazioni e situazioni legate fra loro da dimensioni umane non misurabili: empatia, ascolto, creatività, ma anche dubbi, paure, scoperte. Un viaggio spontaneo e solido nella mente di ragazzi e ragazze che hanno colto il valore laboratoriale (addirittura officinale, alchemico) e certamente sperimentale della filosofia, come ricerca attiva che parte dal mondo per arrivare al senso.

23 Marzo 2026

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