Celebrare il Dantedì con i numeri
Come ogni anno è arrivata la ricorrenza del Dantedì e anche quest’anno la sfida didattica è partita da un desiderio preciso: rendere omaggio a Dante, figura centrale del nostro immaginario culturale, pur lavorando in un ambito apparentemente lontano come quello matematico.
Non versi e terzine, dunque, ma numeri, unità di misura e calcoli. Da questa tensione creativa è nato un percorso per la classe quinta che intreccia narrazione e apprendimento, trasformando lo studio delle misure di superficie in un vero e proprio viaggio dantesco.
Le fasi di lavoro
L’attività si sviluppa attraverso tre tappe simboliche, Inferno, Purgatorio e Paradiso, che scandiscono un progressivo approfondimento delle competenze.
- Nell’“Inferno delle misure” gli alunni e le alunne affrontano le equivalenze, esercitandosi nel passaggio da un’unità all’altra e consolidando la logica del sistema metrico.
- Il “Purgatorio delle scale” introduce l’idea del movimento tra le unità: salire e scendere diventa metafora operativa per comprendere quando moltiplicare o dividere.
- Nel “Paradiso delle aree”, la luce si concentra sul calcolo: quadrati, rettangoli e figure composte diventano strumenti per mettere in pratica le conoscenze acquisite.


Il valore della narrazione nell’apprendimento della Matematica
In questa modalità di lavoro con la classe l’elemento narrativo non è decorativo, ma strutturale: offre a ragazzi e ragazze una cornice significativa che sostiene la motivazione e facilita la comprensione. La Matematica, inserita in un contesto immaginativo, perde parte della sua astrattezza e diventa esperienza. In questo senso, il riferimento a Dante non è solo un omaggio, ma un ponte tra discipline, capace di connettere linguaggi diversi.
Uno spazio per la creatività e la rielaborazione
Il percorso si conclude con un’attività creativa: la progettazione di un mondo immaginario costruito attraverso figure geometriche, a cui assegnare misure e di cui calcolare l’area complessiva.
In questa fase, gli studenti e le studentesse non si limitano ad applicare le procedure già viste in classe, ma rielaborano in modo personale quanto appreso, dimostrando una comprensione più profonda.
L’esperienza conferma come sia possibile coniugare rigore matematico e creatività, anche quando si lavora con contenuti tradizionalmente percepiti come tecnici.
Omaggiare Dante “con i numeri” diventa così non solo una sfida, ma un’opportunità per ripensare la didattica in chiave integrata e significativa.
Giuliana Disanto
Maria Julia Chan Chuc
Redazione
Amir Issaa
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