Dorothée ha la normale vita di una ragazzina che vive in un paesino sperduto del Canada: mal sopporta le conversazioni fatte tanto per fare con le persone che incontra in giro, si stupisce ancora (ma nemmeno poi così tanto) quando scopre che qualcuno è imparentato con qualcun altro (cosa che capita molto spesso, per non dire sempre, in paese di 3599 anime come Dunham), e cerca, se non di passare in osservata, almeno di mantenere una reputazione accettabile a scuola. Certo il suo soprannome non la aiuta: la chiamano Dodo, come l’animale che, così le hanno raccontato in classe, si è estinto perché troppo stupido. Non la migliore nomea possibile…
A parte questo, Dorothée, o Dodo, è una ragazzina normale, che vive in un paese normale in cui non accade mai nulla di interessante e bisogna sforzarsi per non annoiarsi. Soprattutto, per Dodo, la casa in cui vive con due -a suo dire- pestiferi gemelli, benché rumorosa e caotica, resta casa. Un luogo su cui può fare affidamento, un luogo che contiene la sua camera: spazio protetto in cui rifugiarsi. O almeno, così è stato fino ad ora.
Un giorno infatti suo padre scopre, nascosta nella parete della cucina, una vecchia scatola. All’interno oltre a un fazzoletto e a una fotografia inquietante, la famiglia trova una lettera: è scritta da una certa Doris nel 1895. L’autrice della lettera sembra una Dodo del passato: ha la sua stessa età, due fratelli gemelli egualmente insopportabili, e la sua camera è proprio quella in cui Dodo trova rifugio. Le coincidenze cominciano a farsi inquietanti, soprattutto se si considera che, da quel momento, la stanza di Dorothée si trasforma nel set di un film dell’orrore: la finestra si apre da sola, le cose si spostano durante la notte, strani odori non le fanno più chiudere occhio. Bisogna intervenire, capire come fare, trovare una soluzione per… far sloggiare il fantasma!
Comincia una ricerca per risalire all’identità di questo spirito che sta togliendo a Dodo il sonno e trovare un modo per fargli cambiare quartier generale. Tra ricerche, momenti comici e l’aiuto della Società di storia Locale, Dorothée troverà una soluzione, e, in qualche modo, guarderà anche la sua vita da un’altra prospettiva.
Come convincere un fantasma a sloggiare sarà fra poco nelle librerie; la storia di Maude Ménard-Dunn è arricchita dalle illustrazioni e dalle vignette di Sophie Bédard che aumentano il divertimento della narrazione e il coinvolgimento di lettori e lettrici.
Il libro, edito da La Nuova Frontiera, è l’ideale per una lettura spettrale ma non inquietante, un testo breve per accompagnare i giorni che precedono Halloween ed entrare a pieno nello spirito autunnale di ottobre! Perfetto per ragazze e ragazzi della Scuola secondaria di I grado, Come convincere un fantasma a sloggiare può diventare anche il punto di partenza per un laboratorio sulla scrittura creativa: come farebbero i tuoi alunni e le tue alunne a convincere un fantasma ad andarsene? Hanno mai avuto la sensazione che nella loro camera ci fosse qualche spettrale figura? Si può immaginare di riuscire a parlare con un fantasma che non vuole però rivelare la sua identità: proviamo a convincerlo a concederci un’intervista e immaginiamo la sua storia… oppure si può partire da quella di un personaggio realmente esistito e pensare a come sarebbe averlo come “ospite sgradito” nella propria stanza.
Fantasmi, streghe o vampiri? Halloween è alle porte e con lui tanti altri consigli di lettura!
Redazione
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