Tony non ha certo vita facile… la sua famiglia è soverchiata dai debiti, a scuola va, ma che fatica!: alcuni giorni lettere e numeri si muovono sul foglio come se cambiassero aspetto e posto. Sarà un problema di vista? Una visita dall’oculista smentisce eventuali problemi, ma fa sorgere il dubbio che il problema sia di altra natura… no, sua madre Vanessa non lo accetta; lei, orgogliosa e spavalda, una donna ferita nell’orgoglio che non accetta l’indigenza in cui la famiglia si trova, prova vergogna e fastidio per un figlio che non si distingue, per un marito che non permette alla famiglia una vita di agi: non potrebbe accettare che Tony sia dislessico, è categoricamente impossibile.
La vita di Tony, al di fuori del contesto famigliare, non va tanto meglio: le difficoltà economiche della famiglia si rispecchiano anche nell’aspetto: il ragazzo non veste alla moda e la notizia dei debiti a quanto pare si è diffusa; i bulli e le bulle della classe non si tirano certo indietro e colgono ogni occasione per prenderlo in giro in modo violento e pesante.
Come se non bastasse, proprio quando l’impegno scolastico arriva al suo apice e la fine del quadrimestre si avvicina, Filippo, il papà di Tony, gli racconta la verità su nonna Veneranda: le domande ricorrenti, le dimenticanze, i comportamenti strani… benché l’età non sia così avanzata, le hanno diagnosticato una demenza che promette solo di peggiorare. Tony ne è affranto, sente di voler conservare i ricordi, i gesti e i riti che caratterizzano sua nonna come oggetti preziosi da preservare, mettere al sicuro dalla malattia che li sta sgretolando.
In tutto questo nero, c’è una luce di speranza: l’amicizia di Alessandro, suo compagno di classe e amico fedele, che un giorno, mentre cerca sul libro di Storia la pagina che la professoressa sta spiegando, trova uno strano foglio ingiallito. Un manoscritto!
Da qui tutto cambia: lo strano foglio appartiene a Eloisa, la mamma di Alessandro, docente di Paleografia e Codicologia all’Università, ed è un misterioso manoscritto scomparso più di vent’anni fa, mentre Eloisa stava preparando la sua tesi di laurea.
Il manoscritto riporta alcuni versi… ma cosa significano? È Tony ad avere l’intuizione: sono versi di Tolkien, il celebre autore de Il Signore degli Anelli, e non solo: osservando le lettere sul foglio, Tony comincia ad avere quella fastidiosa sensazione, le vede muoversi, contorcersi, spostarsi… ma questa volta, ciò che per tanto tempo è stato motivo di fatica, vergogna e attrito con sua madre, si rivela un vero e proprio superpotere: grazie al suo modo di vedere le lettere Tony riesce a trovare un codice per interpretare il messaggio!
La vera avventura comincia: tra manoscritti, i segreti alchemici di Nicolas Flamel e colpi di scena, la storia attraversa la logica, l’amicizia e la crescita di Tony, che scopre quanto la sua capacità di risolvere enigmi sia un vero e proprio “superpotere” e come le difficoltà non sono mai in grado di abbatterci se a prevalere sono la felicità, i rapporti umani e un pizzico di “magia”.
La definizione di romanzo o di avventura non basta a definire la natura di L’enigma del codice parigino: Katja Battaglia ha condensato in un’avventura ad alta leggibilità e alla portata di lettori e lettrici dagli 11 anni in su, temi, elementi didattici e suggerimenti narrativi diversi e ben bilanciati.
Emerge la premura verso temi trasversali e in linea con le Indicazioni Nazionali come l’attenzione alle esigenze di ciascun studente e studentessa, l’invito alla lettura, l’inclusione e l’inedita attenzione all’educazione finanziaria, inserita grazie al discorso sull’indebitamento della famiglia di Tony.
Ma è impossibile non sottolineare l’accurato apparato didattico che permette a chi legge di prendere parte, in un certo senso, alla realizzazione dell’opera grazie a esercizi di lessico e schede di approfondimento tematico.
A completare e arricchire il romanzo ci sono poi le pagine dedicate al Laboratorio didattico, con schede di comprensione del testo utili al ripasso dell’italiano, esercizi che ricalcano il modello Invalsi supportando nella preparazione dell’esame e proposte logico-deduttive basate sulla comprensione intuitiva del latino, senza che sia necessaria la comprensione della lingua. Non mancano attività di WRW, laboratori di scrittura, esercizi di logicabasati sulla risoluzione di anagrammi o sulla decodificazione di messaggi cifrati, e schede con suggerimenti per strutturare attività didattiche basate sul romanzo.
L’enigma del codice parigino è un testo complesso e ricco, la cui vastità di proposte, temi e intrecci difficilmente può esaurirsi in una presentazione: è un testo adatto a portare in classe la lettura, a proporre un modo divertente e interattivo di potenziale e consolidare l’uso dell’italiano, un punto di partenza per affinare la logica e incuriosire su figure che vivono a metà tra storia e mito.
È un testo che insegna l’inclusione e l’apertura, l’attenzione e l’importanza di dare a ciascuno il giusto spazio e gli strumenti per interpretare ed essere interpretato.
Redazione
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