Se c’è un’attività intima, e quindi solitaria, è proprio la lettura: eppure, come evidenziato anche dalla recente indagine S.T.O.R.I.E, negli ultimi anni c’è stata una fioritura di gruppi di lettura in tutta Italia, probabilmente sia per rispondere al desiderio di creare “comunità reali” oltre le community online, sia perché molti lettori amano confrontare la propria esperienza di lettura con quella di altre persone. In più, secondo le evidenze, avere un calendario di letture aiuta a leggere di più, cosa che molti lettori desiderano proprio per la natura insita di questa passione.
Un gruppo di lettura, infatti, è innanzitutto un gruppo di lettori.
Dopo aver osservato insieme diverse possibilità per l’adulto che coordina gruppi di lettura per ragazzi in un articolo ricco di esempi pratici, oggi vorrei focalizzare gli scenari che si aprono per gli adulti e insegnanti che partecipano a gruppi di lettura dove si leggono libri per ragazzi.
Perché da adulti smettiamo di leggere libri per ragazzi?
Perché da adulti smettiamo di leggere libri per bambini e ragazzi, a meno che non facciano parte del nostro lavoro? Questa è la domanda che, anni fa, ha mosso un gruppo di lettrici di cui faccio parte a dare vita a Vento da Est, gruppo di lettura a Bologna per adulti che vogliono leggere libri per ragazzi, e che coordino con grande entusiasmo.
Per rispondere alla domanda, mi appello allo scrittore inglese Nick Hornby, il quale ha detto che «smettere di leggere libri per ragazzi solo perché si è adulti sarebbe come sostenere che i gialli andrebbero letti solo da poliziotti e criminali».
A mio avviso la questione, ironicamente ma non troppo, si potrebbe anche chiudere qui: nei – buoni – libri per bambini, ragazzi e adolescenti ci si imbatte in una scrittura eccellente, storie favolose e mai banali, personaggi indimenticabili nella loro bizzarria o semplicità, tematiche che abbracciano la grande varietà delle vicende umane.
Occorre sempre ricordarsi che si tratta comunque di libri per bambini, ragazzi e adolescenti, e quindi tenere presente che l’autore adulto scrive per loro, o se non scrive direttamente per loro – come è accaduto per molti libri oggi considerati classici della letteratura – sono i ragazzi ad “appropriarsene”, scegliendo quella storia per le sue caratteristiche. Per chi desidera focalizzarsi su questo punto nevralgico consiglio la lettura degli approfondimenti di Alessia Napolitano sulla sua pagina Instagram e del saggio 101 libri da leggere prima dei sette anni di Maria Polita, edito da Solferino.
Detto questo, noi che siamo già passati “al di qua” non siamo certo esclusi dalla gioia di ottime letture, sia perché con i bambini abbiamo a che fare ogni giorno – per lavoro o in famiglia – sia perché vogliamo “semplicemente” leggere, perché ognuno, in fondo e per fortuna, ha il diritto di leggere qualsiasi cosa.
L’adulto lettore e l’adulto promotore della lettura per ragazzi
Non voglio soffermarmi sulle motivazioni che spingono un adulto a leggere libri per ragazzi, perché doverle dichiarare mi sembra un controsenso svilente: chiederemmo mai a un adulto che legge romanzi per adulti perché legge? Perché mi va di farlo, risponderebbe probabilmente. E così si può rispondere anche se il romanzo è per ragazzi.
Mi interessa invece osservare come il lettore adulto vive l’esperienza della lettura in sé e per un insegnante come questa esperienza fa poi parte della sua vita, anche professionale: nella mia ricerca e osservazione su questi due aspetti, ho quindi sintetizzato i concetti di adulto lettore e adulto promotore della lettura per ragazzi.
- L’adulto lettore è l’adulto che fa esperienza personale della lettura in sé: è una persona adulta che legge un libro per ragazzi, e che la vive quindi come qualcosa di intimo. In questa intimità ci sono il suo background di lettore adulto e la sua esperienza di lettore bambino; c’è anche un gusto personale, ci sono capacità per comprendere e giusti spazi vuoti.
- L’adulto promotore – che è anche lettore – legge (non solo, ma anche!) per promuovere e proporre quel libro a bambini e ragazzi, e qui entrano in gioco una serie di conoscenze e competenze che, nel momento in cui si lavora con l’infanzia, vanno acquisite.
Opportunità per gli insegnanti che partecipano a gruppi di lettura di libri per ragazzi
Quando si lavora con bambini e ragazzi, l’adulto lettore e l’adulto promotore convivono a stretto contatto: grazie all’esperienza di lettrici adulte che partecipano attivamente a gruppi di lettura per ragazzi, focalizziamo le opportunità che si presentano quando si sceglie di diventare parte di “un gruppo di lettori” e portare la lettura in comunità.
L’opportunità di condividere e riconnettersi
Maria Polita, linguista, studiosa e formatrice di letteratura per l’infanzia con Scaffale Basso, conduce due gruppi di lettura dedicati a lettori adulti: Piccoli Classici, un gruppo di lettura online che riunisce adulti desiderosi di riscoprire o scoprire per la prima volta quelli che sono considerati i classici della letteratura per l’infanzia (a cui partecipo anche io, con immensa soddisfazione!), e Scoprirsi Bambini, gruppo di studio cooperativo sugli albi illustrati rivolto agli adulti che vogliono indagare e scoprire il medium specifico dell’albo illustrato.
Le partecipanti sono per lo più donne che si sono avvicinate alla letteratura per l’infanzia per la maternità o per ragioni di lavoro (insegnanti, illustratrici, scrittrici, ma non solo) e che desiderano andare oltre alla scelta emotiva dei libri e per sperimentare un approfondimento serio dell’argomento.
Maria osserva che spesso è inoltre un’occasione per regalarsi un momento di benessere-riconciliazione con la propria infanzia, e individua così un altro dei punti focali che convivono dentro l’adulto lettore, ovvero quello che io chiamo l’“adulto-bambino”. Con adulto-bambino non intendo l’adulto immaturo, ma l’adulto che alimenta, anche attraverso la lettura, la sensibilità della propria fanciullezza.
L’opportunità di una formazione continua per la propria crescita professionale
Sara Pompili è professoressa di lettere alla secondaria di primo grado a Roma e, oltre a condurre un gruppo di lettura per ragazzi di cui ha parlato nell’articolo dedicato, partecipa come lettrice a Piccoli Classici. Secondo Sara, partecipare a un gruppo di lettura per adulti è, prima di tutto, una formazione personale continua. È un’occasione per scoprire titoli e autori che poi collega alla narrativa contemporanea per ragazzi: spesso, proprio a partire dai testi classici letti con altri adulti, nascono idee per accostamenti e percorsi tematici da proporre in classe, confronti tra generi, tra strutture narrative, tra visioni del mondo.
In più, il confronto con altri lettori offre spunti su come guidare la riflessione in aula, quali domande porre, come costruire attività che favoriscano la partecipazione e la profondità. È un allenamento continuo al pensiero critico che si riflette anche sul modo di insegnare, anche perché, a volte, i ragazzi stessi esprimono riflessioni a cui tu adulto non avevi assolutamente pensato.
Nell’esperienza di Sara, la bellezza sta nel poter vedere che cosa quel libro, pensato per ragazzi, dice a loro che, in quanto adulti, non possono vedere, perché hanno necessariamente uno sguardo “alterato”. In questo ragionamento, Sara coglie un’altra sfumatura dell’adulto lettore: noi adulti abbiamo un bagaglio di vita, di informazioni, di immaginario, che i ragazzi non hanno ancora o che hanno diverso, proporzionato alla loro età o ancora nutrito di quella specifica luce, fantasia e apertura che caratterizza l’infanzia e l’adolescenza. Questo non rende la nostra lettura di adulti più completa e profonda della loro, ma la rende diversa: e sì, a volte, più sorda a certi richiami che sono peculiari dei “suoni” dell’infanzia.
L’opportunità di ascoltare uscendo da se stessi, di sperimentare la spontaneità e di esprimersi senza sentirsi giudicati
Anche Federica Grossi è insegnante di lettere alla secondaria di primo grado e partecipa come lettrice a Vento da Est. La sua esperienza mette in evidenza come essere un adulto lettore sia parte essenziale dell’essere anche un adulto promotore: Federica ritiene prezioso l’aspetto relazionale della lettura, che passa necessariamente dall’ascolto dell’altro. Questo le permette anche di mettersi nei panni dei suoi studenti. Si riconosce una lettrice entusiasta e spesso impaziente di dire la sua, e nel gruppo di lettura si esercita invece all’attesa e all’ascolto degli altri lettori, che sono le stesse qualità che chiede di mettere in campo ai suoi ragazzi. Inoltre, riconosce che spesso le riflessioni più interessanti, durante la discussione emergono con spontaneità, rendendo l’esperienza di lettura personale ancora diversa dopo aver ascoltato le esperienze degli altri: in questo modo, si va anche oltre il concetto di “mi è piaciuto/non mi è piaciuto”, perché è ovvio che qualcosa che è piaciuto a qualcuno può non essere piaciuto a qualcun altro. E si sperimenta, con spontaneità, la diversità tra le persone.
L’opportunità di rendere partecipi anche i propri studenti
La professoressa Gisella Falcone – che come le colleghe insegna alla secondaria – fa parte del Gruppo di Lettura Noi Siamo Infinito, anch’esso nato a Bologna con il medesimo intento: approcciare la letteratura per ragazzi anche da adulti. Gisella racconta che grazie al gruppo ha scoperto forme nuove, come le graphic novel, e, grazie al confronto e alle discussioni, ha imparato ad apprezzarle e ha affinato la sua capacità di analisi. Per lei è evidente quanto la partecipazione al gruppo si rifletta sul suo lavoro di insegnante: riesce a essere più aggiornata sulle novità, scopre titoli che non conosceva o rilegge volentieri anche libri già conosciuti con un nuovo punto di vista.
Ai suoi alunni racconta le attività di Noi Siamo Infinito e le conversazioni sono occasioni per scambiarsi consigli di lettura con i ragazzi: i lettori e le lettrici più forti chiedono suggerimenti personalizzati e ne forniscono a loro volta, ma anche i più deboli sono interessati alla personalizzazione dei consigli e alla varietà delle proposte; così, tutti si sentono coinvolti. L’adulto lettore, quindi, si muove a braccetto con l’adulto promotore, alimentando una vera e propria comunità che legge.
L’opportunità di svolgere un “esercizio di libertà”
Giulia Corticelli è maestra alla primaria e lettrice con Vento da Est, e la sua esperienza ci permette di riflettere su come, per un’insegnante, partecipare a un gruppo di lettura sia fondamentale per svolgere attività di promozione della lettura in classe, ma allo stesso tempo non si possa prescindere dal primo momento in cui è l’adulto lettore a desiderare uno “spazio di libertà”, ancor prima che di auto-formazione.
Per lei, partecipare a un gruppo di lettura è un vero e proprio nutrimento personale. Spesso i libri di cui si parla al gruppo trovano spazio anche in classe, ma il valore più grande non sta tanto nel poterli “usare”, quanto in ciò che accade mentre li si legge, li si discute e li si attraversa insieme.
Leggere in questo modo, prima per sé e poi pensando anche agli altri, secondo Giulia allena all’ascolto e mantiene vivo un rapporto autentico con le storie e con le parole.
Ciò che per lei conta di più è il ritagliarsi uno spazio di stimolo e libertà mentale, in cui la mente può muoversi senza le finalità immediate del lavoro in classe.
Giulia è convinta che per gli insegnanti siano indispensabili momenti autentici di nutrimento personale: la creatività, la curiosità e la capacità di lasciarsi stupire, che sono poi le stesse che si provano a trasmettere agli alunni, hanno bisogno di tempo, respiro e buone letture. Il gruppo di lettura è esattamente questo: un esercizio di libertà che, senza forzature, finisce sempre per riflettersi anche nel suo modo di insegnare.
L’opportunità di vivere la “comunità che legge” e di fare affidamento su una “guida”
Non tutti i gruppi di lettura necessitano di una figura che svolge il ruolo della “guida”, ma – a mio avviso – quando si tratta di adulti che si approcciano alla lettura e letteratura per ragazzi, una guida che si forma, che studia e che si sa muovere attraverso sia conoscenze che competenze, è fondamentale.
Questo per evitare semplificazioni e banalizzazioni, ma anche perché nel momento in cui l’adulto insegnante è anche promotore della lettura, si ha davvero una responsabilità verso i bambini e ragazzi a cui scegliamo quali libri proporre … o non proporre.
Su questo si esprime anche Maria Polita che, grazie all’esperienza con Piccoli Classici e Scoprirsi Bambini dice che ciò che crea un luogo vivo e creativo di comunità che leggono è la guida. Quanto più la guida è capace di creare partecipazione, collaborazione, condivisione, fiducia, più il lavoro è incidente nella vita dei partecipanti. Conferma, inoltre, quanto detto anche da altre insegnanti: solo una passione personale e approfondita può trasformarsi in progetti continuativi esaltanti per i ragazzi. Anche perché, secondo Maria, è necessario tornare a progetti con impatto a lungo termine, lasciando in secondo piano gli eventi mirabolanti a spot. Perché gli effetti di un progetto siano duraturi e incidenti bisogna ragionare con chiarezza su obiettivi, percorso e interlocutori e accettare di studiare o di affidarsi a chi può affiancare l’adulto lettore nella sua veste di adulto promotore.
Beatrice Ciucchi, insegnante alle secondaria di primo grado e lettrice con Vento da Est, è della stessa idea: non solo frequentare un gruppo di lettura ha ampliato le sue conoscenze, ma le ha permesso di fare analisi più approfondite dei testi, e non solo di quelli letti insieme. Grazie al gruppo, Beatrice sta scoprendo “un metodo”, e riconosce inoltre che è fondamentale avere una “guida” all’interno del gruppo esperta del settore, che permette di muoversi su una strada più consapevole, e di portare questa consapevolezza in classe.
Tutti i preziosi contributi a cui ho lavorato in questo articolo mi hanno spinta a pormi una domanda che mi faccio già da tempo, e che desidero condividere, per instaurare nuovi dialoghi e riflessioni.
Siamo disposti noi, come adulti lettori e promotori, a lasciare quello spazio di mistero e di irrisolto nella nostra esperienza di lettura di libri per ragazzi, accettando che abbiamo la possibilità di ampliare il nostro sguardo riconquistando – se possibile – parte di una visione ampia e lucente, che non necessita di troppe spiegazioni ma che sa godere di ciò che il libro dona, che abbiamo perduto con il contare degli anni? Ecco che, forse, si tira il filo che lega l’adulto lettore, promotore e bambino.
Chi lavora e ha a che fare con bambini, ragazzi e adolescenti tutti i giorni è molto fortunato, perché ha un biglietto di prima classe per affacciarsi quotidianamente al davanzale dello sguardo ampio e lucente, in cui anche i libri e la letteratura hanno un ruolo fondamentale.
Approfondimenti
- S. Blezza Picherle, Formare lettori, promuovere la lettura. Riflessioni e itinerari narrativi tra territorio e scuola, Franco Angeli, Milano, 5a ristampa 2022, 3a edizione 2015.
- Essere lettori adulti di libri per ragazzi (e andarne fieri), Francesca Boccaletto, Università di Padova.
- Giorgia Grilli, Di cosa parlano i libri per bambini, Donzelli, 2021.
Silvia Bernardi
Vittorio Caratozzolo
Silvia Giordano
Marco Brusa
Luigi Novi
Roberto Castaldo - DFI Books