Albi illustrati: strumenti didattici potenti
Negli ultimi anni, gli albi illustrati sono usciti dalle aule dell’infanzia e della primaria per conquistare anche la Scuola secondaria di I grado, dove si rivelano strumenti didattici potenti e versatili.
Molti docenti esitano ancora a proporre l’albo agli adolescenti, temendo che il formato illustrato possa risultare infantile, eppure l’albo nasconde una grammatica visiva e simbolica capace di parlare a ogni età, anche e forse soprattutto a quella della crescita.
Un testo per lettori maturi
Sicuramente parliamo di un testo complesso, in cui parola e immagine convivono in un dialogo continuo e la cui comprensione nasce dall’intreccio tra linguaggi, dalla capacità di leggere il non detto, di cogliere sfumature visive, simboliche, emotive. Proporlo, quindi, a ragazzi di 11-13 anni significa educarli a una lettura plurilivello, che stimola la riflessione critica, l’interpretazione personale, l’attenzione ai dettagli e al linguaggio visivo. Pensiamo a opere come Il giardiniere dei sogni di Claudio Gobbetti o La grande fabbrica delle parole di Valeria Docampo e Agnès Lestrade: albi capaci di esplorare il mondo interiore attraverso il connubio parola-immagine, aiutando l’adolescente a decodificare più codici comunicativi e soprattutto a riconoscere e nominare le proprie emozioni.
Educare alla lentezza e all’intelligenza emotiva
L’albo invita a una lettura lenta e partecipata, lontana dal consumo rapido di immagini tipico del mondo digitale: in un’epoca di sovraccarico emotivo e visivo, questa pratica rappresenta un antidoto prezioso, un esercizio di mindfulness letteraria. Grazie alla forza evocativa delle illustrazioni, diventa uno strumento privilegiato per l’educazione emotiva ed empatica, perché è capace di raccontare il mondo interiore con immediatezza e delicatezza. Le immagini parlano direttamente alle emozioni, bypassando le resistenze che l’adolescente oppone a volte alla parola scritta come nell’albo Il mondo ti aspetta di Kobi Yamada dove il viaggio simbolico del protagonista verso la scoperta di sé diventa metafora universale del percorso di crescita adolescenziale, dell’incertezza di fronte alle scelte, del coraggio di esplorare territori sconosciuti, della fiducia nelle proprie possibilità.
Un ponte inclusivo e interdisciplinare
Nella Scuola secondaria, l’albo può diventare una chiave di accesso inclusiva alla lettura e all’esplorazione emotiva, in quanto coinvolge alunni e alunne con diversi livelli di competenza linguistica, compresi quelli con BES e DSA, grazie al supporto visivo e non solo: può essere anche un ponte interdisciplinare, capace di collegare Italiano, Arte, Educazione Civica e persino Scienze, quando si lavora sul corpo e le emozioni. Un unico albo può generare percorsi didattici articolati: analisi del testo e delle immagini, scrittura autobiografica, reinterpretazione artistica, mappe emotive, Circle time.
Cittadinanza emotiva
Molti albi contemporanei educano a quella che potremmo chiamare cittadinanza emotiva: la capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle altrui, di comunicare in modo autentico, di costruire relazioni significative. Si cita nuovamente La grande fabbrica delle parole, perché con la sua riflessione sul valore della comunicazione offre a studenti e studentesse uno spunto potente per interrogarsi su come si costruiscono le relazioni umane, aprendo discussioni autentiche su temi che toccano profondamente: paura del giudizio, bisogno di essere accettati, valore dell’autenticità.
Un’esperienza in classe terza: Io sono così
In una classe terza, nell’ambito di un progetto più ampio sulle emozioni e l’orientamento di sé, si è lavorato con un albo molto particolare già dal formato: Io sono così di Fulvia Degl’Innocenti che esplora le molteplici sfaccettature dell’identità personale attraverso un delicato gioco di parole e immagini, rivelando una risorsa preziosa proprio perché affronta il tema dell’identità e del mondo interiore. L’opera, pubblicata dalla casa editrice Settenove, è nota per il suo impegno nella decostruzione degli stereotipi di genere e ha vinto il Premio Andersen 2015 come miglior libro fatto a regola d’arte. Il formato a leporello non è solo una scelta estetica, ma una metafora fisica del processo di svelamento dell’identità: le pagine si aprono progressivamente, rivelando sfaccettature diverse del personaggio. L’albo racconta, attraverso un testo semplice ma evocativo, le passioni e i comportamenti di un protagonista che ama fare la lotta, arrampicarsi, cucinare e giocare con le carte dei supereroi. Il lettore è indotto a compiere ipotesi sull’identità di genere del personaggio, spesso influenzato da pregiudizi culturali che associano determinate attività al mondo maschile. La rivelazione finale («Io sono una bambina e basta») agisce come un fulmine a ciel sereno, costringendo gli adolescenti a riflettere sulla fragilità delle etichette sociali.
Il percorso didattico
Lavorare con questo albo in una classe terza significa accompagnare ragazzi e ragazze in un viaggio di autoesplorazione. È proprio in questa fase della vita che i ragazzi cercano continuamente risposte alle domande: Chi sono io? Che cosa provo davvero?
Il processo didattico si articola in più fasi.
- Lettura condivisa dell’albo, analisi della struttura e riflessioni: come le parole dialogano con le illustrazioni, come ogni pagina svela un aspetto diverso dell’identità.
- Riflessione sugli stereotipi: la discussione si sposta sul termine «maschiaccio», spesso usato in modo spregiativo per definire bambine che non aderiscono a canoni di femminilità tradizionale.
- Creazione del leporello collettivo: dopo aver analizzato l’opera, studenti e studentesse realizzano ognuno una facciata del leporello collettivo “Io sono così”, intrecciando parola scritta e immagine disegnata.
Il valore del processo creativo
Nella creazione del leporello, ragazzi e ragazze selezionano aspetti di sé che desiderano condividere, cercano le parole giuste per definirsi, progettano composizioni visive che diano forma e colore alle emozioni. Questo lavoro richiede un esercizio profondo di introspezione e autoconsapevolezza, perché chiede ai ragazzi di fermarsi, guardarsi dentro, dare un nome a ciò che sentono: Io sono così… gelida come il ghiaccio, ma determinata da romperlo; una rosa forte e delicata; una macchina fotografica che cattura ogni istante, intrappolando ricordi di mille avventure. Il leporello finito diventa testimonianza intima di un percorso di autoconsapevolezza, una traccia tangibile della crescita emotiva dei ragazzi.



Verso una didattica della complessità emotiva
Integrare gli albi illustrati nella didattica della scuola secondaria significa anche riconoscere che l’educazione non è solo trasmissione di conoscenze, ma accompagnamento nella crescita personale ed emotiva. Oggi più che mai, anche alla luce delle Nuove indicazioni nazionali 2025 per il primo ciclo — che pongono l’educazione emotiva al centro del curricolo, attribuendole la stessa importanza di discipline come la matematica o la storia — saper riconoscere e gestire i propri stati d’animo è competenza di vita prima ancora che di cittadinanza. La sfida, pertanto, per noi docenti è riconoscere che l’educazione emotiva non è un optional, ma parte integrante della formazione e che l’albo illustrato, con la sua sintesi perfetta di parola e immagine, ci aiuta a educare mediante linguaggi plurali.
Bibliografia
A. Capetti, A scuola con gli albi. Insegnare con la bellezza delle parole e delle immagini, Topipittori, Milano 2018
F. Degl’Innocenti, & A. Ferrara Io sono così, Fano, Settenove, Fano 2014
A. De Lestrade, & V. Docampo La grande fabbrica delle parole Milano, Terre di Mezzo 2010
E. Garroni, Tra le emozioni con gli albi illustrati. Percorsi didattici per educare alle relazioni e alla conoscenza di sé, Sanoma 2024
C. Gobbetti, & D. Nikolova, Il giardiniere dei sogni. Milano, Sassi Junior 2018
K. Yamada & Besom, Il mondo ti aspetta, Milano, Terre di Mezzo 2019
Hamelin, Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato, Donzelli editore
M. Perazzini, Scrivere di sé con gli albi illustrati. Scrittura autobiografica e competenze socio-emotive, Sanoma 2025
Francesca Marra
Irene Russo
Ana María Pulido Guerrero
Luigi Novi
Pierpaolo Scaramuzza
Angela Schisa - DFI Books
Roberto Castaldo - DFI Books