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Area Secondaria I grado

Neve e pace: un’attività didattica di Role play sulle Olimpiadi

Un’attività didattica sulle Olimpiadi che guida la classe nella ricerca dei propri talenti e passioni, in un percorso interdisciplinare con il Role play.

Tempo di lettura: 9 minuti

Silvia GiordanoSilvia Giordano
Cerchi olimpici

Speciale Olimpiadi: un Role play giornalistico tra sport, neve, guerra e pace

Un’attività didattica sulle Olimpiadi, che guida la classe nella ricerca dei propri talenti e delle proprie passioni, accompagnandola in un percorso interdisciplinare alla scoperta dei giochi olimpici, del loro significato antico e dell’impatto che hanno oggi sulla società moderna. Il percorso è pensato per la Scuola secondaria di I o di II grado e invita studenti e studentesse a riflettere su temi legati alla sostenibilità, allo sport, alla guerra e all’Educazione civica.

L’attività è proposta in forma di Role play giornalistico in cui la classe – chiamata a comporre un’edizione speciale giornalistica sulle Olimpiadi – dovrà decidere gli aspetti e le tematiche su cui reputa più importante focalizzarsi. Pensata come attività utile alla conoscenza di sé e all’orientamento, poiché il suo svolgimento sarà guidato dagli interessi personali di studenti e studentesse e dai loro suggerimenti, sfruttando e mettendo in risalto i talenti e le eccezionalità che ognuno di loro possiede.

Nella guida per il docente che segue, vengono segnalati suggerimenti utili all’inclusione sia di studenti e studentesse più fragili sia di eventuali ragazzi e ragazze non madrelingua italiana, con un occhio di riguardo anche per il gruppo delle eccellenze e della plusdotazione.

Fase uno: la classe diventa una testata giornalistica

Nella prima fase, della durata di un’ora, iniziamo l’attività entrando immediatamente nel Role play: la classe intera diventa una redazione giornalistica, a cui viene assegnato uno speciale sulle Olimpiadi dal redattore capo (l’insegnante o, in alternativa, uno o più alunni o alunne con spiccate capacità di leadership e organizzazione del lavoro).

Sottolineiamo innanzitutto come sia importante, per la buona riuscita del compito, un lavoro di squadra collaborativo, il quale è produttivo solo se riesce a mettere in risalto i talenti e le preziose diversità di ogni componente del gruppo di lavoro.

Chiediamo quindi innanzitutto a studenti e studentesse, con una discussione guidata, quali tipi di capacità e talenti ritengono essenziali per la buona riuscita di un prodotto giornalistico. Successivamente invitiamoli ad autovalutare le proprie capacità e competenze in ognuno dei campi individuati.

Assicuriamoci, durante la discussione, che individuino i seguenti ruoli, essenziali per la riuscita del lavoro:

  • attività di ricerca del materiale di base; adatta a chi ha buone competenze di ricerca e sa individuare fonti attendibili anche online; compito perfetto per chi è dotato di “lettura veloce”, può essere coperto anche da studenti e studentesse con DSA fornendo loro fonti video (telegiornali, speciali su Youtube ecc.)
  • attività di approfondimento e arricchimento delle notizie; sulla base delle richieste decise man mano dalla “redazione”, un gruppo di studenti e studentesse dovrà occuparsi di cercare e riportare informazioni più precise e cospicue su alcuni aspetti dell’argomento. In questo caso ragazzi e ragazze devono avere buone competenze nella comprensione dei contenuti e nell’organizzazione del discorso scritto, oltre che capacità critiche sull’uso delle fonti.
  • attività di elaborazione testi; indispensabile, sia che il prodotto finale sia un prodotto scritto oppure un video, è il talento di saper scrivere, revisionare e organizzare un testo. In questo gruppo vanno studenti e studentesse con alte competenze linguistiche, ma anche i più precisi e pignoli su punteggiatura e ortografia. Potete cercare tra le eccellenze e le plusdotazioni in campo letterario.
  • attività di rielaborazione grafica; i talenti artistici, se presenti, potrebbero essere utilizzati per lavorare sulle illustrazioni che accompagneranno il servizio, ma anche sulla veste grafica da dare al prodotto finale. Il lavoro grafico può anche consistere nella ricerca di immagini significative online e ben si presta alla inclusione anche di studenti e studentesse più fragili o non madrelingua, a prescindere dal loro talento artistico. Ragazzi e ragazze altamente tecnologici potrebbero essere utili in questo gruppo, per la rielaborazione in digitale delle immagini.
  • attività tecnologiche e digitali; sia nel caso il prodotto finito sia analogico, sia nel caso si tratti di un contenuto testuale digitale o video, c’è necessità di individuare nella classe quali siano gli studenti e le studentesse più competenti nell’utilizzo dei programmi necessari alla redazione del prodotto finito. Nel caso in classe il livello di digitalizzazione sia basso, sarà utile suggerire alla classe di elaborare un prodotto finale cartaceo o che possa essere riportato in un semplice programma di scrittura e poi stampato o condiviso digitalmente. In caso di alte competenze digitali, si può decidere di arrivare anche alla creazione di un vero e proprio servizio giornalistico video, magari da condividere poi con il resto della scuola o da caricare sul sito. La scelta del tipo di prodotto finale è ovviamente anche influenzata dalla quantità di tempo che potrete dedicare al progetto; valutate una collaborazione con i docenti che si occupano delle competenze tecnologiche e digitali della classe (docenti di tecnologia o informatica, per esempio).
  • frontman e frontwoman; sia che scegliate il formato video-giornale che quello testuale, avrete bisogno senz’altro di studenti e studentesse che ci mettano – letteralmente – la faccia. Vi serviranno quindi ragazzi e ragazze sicuri di sé, e con buone capacità oratorie, che verranno ripresi in video o che leggeranno gli articoli testuali in classe. Questo ruolo non è adatto ai più timidi, ma si adatta bene ai più esuberanti ed originali, che amano mettersi in mostra (come a volte sono studentesse e studenti plusdotati). Non richiedendo alte competenze cognitive, può essere un ruolo adatto anche a chi possiede fragilità nell’apprendimento.
ragazza con videocamera
Foto di Vanilla Bear Films su Unsplash

Fase 2: brain storming di redazione

Nella seconda fase, anch’essa della durata di un’ora, invitiamo la classe a un brain storming sull’argomento centrale del servizio. È possibile che alcuni studenti e studentesse, con le loro famiglie o a seguito del ritorno mediatico di Milano-Cortina 2026, abbiano già informazioni sull’evento sportivo in atto in questo periodo. Chiediamo a studenti e studentesse che si ritengono più adatti al compito di prendere appunti durante la discussione, per poi condividerli con la classe.

Innanzitutto, raccogliamo le informazioni essenziali:

  • perché ci sono le olimpiadi invernali in Italia quest’anno? dove sono precisamente?
  • da quanto tempo si svolgono le olimpiadi invernali? dove sono state nelle precedenti edizioni?
  • che legame hanno con le olimpiadi normali?

Nel caso la classe non sappia rispondere, utilizziamo il computer e la LIM per farci insieme un’idea sommaria dell’argomento.

Secondariamente, facciamo riflettere la classe sul fatto che le Olimpiadi non sono un evento solamente sportivo e che si collegano a diversi argomenti di attualità, dalla sostenibilità alla guerra: da qui la necessità di organizzare il servizio giornalistico con anche servizi speciali collaterali. Chiediamo quindi alla classe di decidere che taglio dare al prodotto finito, proponendo loro eventualmente di scegliere tra tematiche diverse. Di seguito alcune proposte, brevemente descritte; in fondo alla scheda alcuni link spunto da suggerire a ragazzi e ragazze per ognuno di questi argomenti.

In questa fase, abbiate cura di scegliere le tematiche che appassionano di più la classe o che seguono interessi personali di studenti e studentesse, in modo da renderli più partecipi e coinvolti.

Di seguito un elenco delle tematiche possibili per i “servizi speciali”.

  • Le Olimpiadi come simbolo di pace e fratellanza: la cosiddetta “tregua olimpica” (collegamenti con la storia e l’attualità: nascita delle olimpiadi elleniche, le olimpiadi durante le guerre, comitato olimpico e ammissione delle nazioni partecipanti, la questione attuale di Russia e Israele).
  • Olimpiadi e politica: la forza del boicottaggio (Giochi olimpici di Montreal 1976, Mosca 1980 e Los a Angeles 1984) e del silenzio (Milano Cortina 2026 e l’artista Ghali).
  • Olimpiadi invernali e sostenibilità: uno sguardo al riscaldamento globale (collegamenti con Scienze: neve artificiale, deturpamento del paesaggio, fonti energetiche sostenibili ecc.).
  • Talenti ribelli: atleti con doni speciali che hanno sconvolto il pubblico olimpico (Jesse Owens, Surya Bonaly).
  • Il doping olimpionico (collegamento con Scienze ed educazione motoria: Seoul 1988 e lo scandalo di Ben Johnson, il doping di Marion Jones a Sydney 2000).
  • Focus su alcune nazionalità: in caso abbiate studenti e studentesse non originari dell’Italia, o le cui famiglie non lo siano, cogliete l’occasione per affidare loro un approfondimento sulla partecipazione della loro nazione a questa edizione delle Olimpiadi Invernali.

Fase 3: attività di ricerca ed elaborazione

Nella terza fase, che dura fra le due e le quattro ore, la classe lavora come una vera e propria testata giornalistica, sotto la guida e il coordinamento dell’insegnante. Gli studenti sono divisi in gruppi, ognuno con un proprio compito: chi si occupa dell’allestimento tecnologico, chi della veste grafica, chi svolge le ricerche e chi stende i testi dei singoli servizi. Il lavoro a squadre richiede grande collaborazione da parte di studenti e studentesse, che dovranno riuscire a svolgerlo in maniera coordinata. Questa fase di lavoro collaborativo a squadre è essenziale per l’orientamento e la conoscenza di sé: alcune professioni si basano sul lavoro di squadra e sulla collaborazione con gli altri ed è sempre utile e raccomandabile far lavorare ragazzi e ragazze su queste skills, in modo da renderli più consapevoli delle loro inclinazioni (o meno) al lavoro collaborativo.

In caso la classe non sia adatta a un lavoro collaborativo in classe, si possono assegnare lavori di gruppo da svolgere a casa o dare consegne da svolgere singolarmente.

Se si opta per il lavoro di gruppo, si consiglia di organizzare delle isole di lavoro in un’aula capiente, in cui i gruppi lavorano in maniera indipendente. Il gruppo di ricerca notizie e quello di stesura testi avranno necessità di dispositivi tecnologici (tablet o computer) connessi a Internet e potrebbero condividere tra loro in modalità collaborativa i propri materiali (per esempio tramite Classroom, Padlet o Google Drive). Il gruppo grafica potrebbe portare avanti i propri progetti anche durante le ore di arte, sostenuti e seguiti dall’insegnante di materia.

Ricordiamo che questa fase di preparazione dei materiali e di ricerca può essere svolta parzialmente o interamente a casa, risparmiando tempo di lavoro in classe.

In caso di produzione di un video giornalistico, le riprese possono essere condotte sia in classe che a casa e poi rielaborate con un programma di video editing (per esempio Canva propone diversi modelli di video già pronti per il format telegiornale). Si consiglia di sfruttare le competenze digitali già a disposizione di alunni e alunne, accettando le loro proposte di utilizzo di programmi che conoscono bene o utilizzano usualmente.

Si ricorda che per la diffusione di video e immagini che riprendano studenti e studentesse è necessario il consenso dei genitori.

Fase 4: restituzione e condivisione del prodotto finito

Il prodotto giornalistico terminato può essere diffuso alle famiglie, ma anche al resto della scuola. In caso di video-telegiornale sarà sufficiente condividere il link del prodotto digitale o caricarlo su app di condivisione già in uso a scuola (Classroom, Padlet, Drive), in caso di prodotto cartaceo si possono organizzare momenti di lettura dello “Speciale Olimpiadi” sia nella propria classe che nelle altre.

9 Febbraio 2026

Risorse utili

  • Neve e pace: link di approfondimento

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