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Area Secondaria I grado

Raccontare la Chimica: un concorso e tanti modelli narrativi

Vittorio Caratozzolo ci guida tra i diversi approcci narrativi sperimentati con successo dalle sue classi per il Premio Nazionale Federchimica Giovani.

Tempo di lettura: 8 minuti

vittorio caratozzoloVittorio Caratozzolo
scrivere in lab

Come si evince dalle attività raccontate in questi articoli, il gioco come mediazione per la didattica è sempre stato al centro della mia attività di insegnamento, intendendo il gioco nelle sue varie accezioni di significato e di correlazioni, quali ad esempio quelle illustrate dal dizionario Treccani online.

Ho sempre apprezzato più il gioco che la competizione, e a scuola ho cercato di insegnare a giocare con allegria, a giocare per imparare, attraverso attività in cui la vittoria non significasse sopraffazione né “superiorità”, ma apprendimento che, come spiega appunto il dizionario, si ricava mentre si gioca con tutt’altra finalità, «sviluppando ed esercitando nello stesso tempo capacità fisiche, manuali e intellettive». Questo sviluppo di capacità in contemporanea al gioco è sempre stato l’obiettivo principale della mia didattica ludica (didattica tramite il gioco) e delle mie proposte di gioco didattico (gioco tramite la didattica).

Motivata sempre in questi termini la ricerca di ambiti competitivi extrascolastici, negli ultimi mesi del 2015 mi imbattei in un bando di concorso di Federchimica, concepito «per valorizzare l’interazione tra scuola, territorio e industria chimica anche dopo EXPO Milano 2015» e «per stimolare una riflessione sul ruolo positivo della chimica». In accordo con la definizione 2.a del dizionario Treccani, la posta in gioco non era solo “imparare qualcosa giocando”: in palio per i vincitori individuali c’era un tablet e, per i gruppi/classi, un contributo di 2.000 euro alla scuola. Perché non tentare?

Invitai dunque i miei studenti a cimentarsi con la scrittura di testi di argomento scientifico, secondo una delle tipologie comunicative proposte dal bando:

  1. testo breve (racconto o favola), «una storia ambientata nel passato, ai nostri giorni oppure anche nel futuro, con personaggi e luoghi reali o immaginari, avente come argomento le tematiche del Premio»;
  2. reportage di taglio giornalistico o intervista, «dunque un’inchiesta o un’intervista a una o più persone, la cui esperienza o il cui vissuto avesse come argomento le tematiche del Premio».

Quali le tematiche? Una sezione generale («Mettere in evidenza il ruolo della scienza, della tecnologia e dell’industria chimica per la grande sfida posta da Expo Milano 2015: “Nutrire il pianeta”» e otto «sezioni speciali» (divenute dodici negli anni successivi): chimica di base; plastica; gas; ingredienti specialistici per il settore alimentare; agrofarmaci; fertilizzanti; farmaci per uso veterinario; biotecnologie.

Confesso che di primo acchito mi sembrò folle e impervio da parte degli organizzatori proporre studenti di Scuola secondaria di I grado di scrivere racconti su temi di Chimica (e il bando si rivolgeva anche alla Scuole primaria!) Tuttavia, poiché nemmeno a me mancava una vena di follia, come insegnante di Italiano, Storia e Geografia innanzi tutto esplorai personalmente il sito del Premio Nazionale Federchimica Giovani, dove scoprii un’inaspettata mole di informazioni, spunti e stimoli, tutti ovviamente di carattere tecnico-scientifico.

L’impresa restava ardua, in apparenza. Poi compresi che ogni prodotto, ogni processo e ogni persona coinvolti nella Chimica avevano una propria storia. E le storie esistono per essere raccontate, anche con la fantasia. Potevamo contare sul web per risalire a dettagli storici, geografici, biografici, alle immagini necessarie per capir qualcosa di quel che riguardava gli aspetti più specificamente scientifici delle “sezioni speciali” del concorso. I destinatari del mio nascente laboratorio di scrittura erano gli alunni e le alunne della classe 1 C della Scuola secondaria di I grado “Giacomo Bresadola” di Trento (Istituto Comprensivo Trento 5, a. s. 2015-16), cui secondo programma avrei proposto letture e analisi miti e favole. Sembrava una premessa ideale.

Sul libro di antologia, nella biblioteca scolastica, in quella personale e delle famiglie degli alunni reperii un numero adeguato di favole e fiabe, che furono lette in classe o a casa, analizzate e commentate. Per indicare la via, mi cimentai personalmente nella scrittura di un racconto dedicato alla “famiglia dei gas”, che mi servì come spunto per esemplificare come lavorare per creare un testo originale a partire da un’idea narrativa fondata su concrete nozioni scientifiche [Allegato 1]. Le favole classiche sarebbero servite come ulteriore aiuto per la creazione di testi, a condizione di bilanciare elementi tecnici e scientifici con umorismo e fantasia.

provette piante

Storie di chimica

Per aiutare ulteriormente la classe a superare lo shock dell’inusuale proposta di lavoro, trassi dal sito del concorso alcune definizioni relative alle otto sezioni speciali e cercai di formulare altrettante tracce per suggerire possibili approcci narrativi:

  1. Chimica di base – I prodotti della chimica di base sono i costituenti fondamentali di quasi tutti gli altri prodotti chimici, senza di loro non potrebbero esistere molte delle sostanze che utilizziamo tutti i giorni e che migliorano la qualità della nostra vita. Traccia possibile: «Se non ci fossimo noi… I prodotti della chimica di base: noi siamo “gli indispensabili”».
  2. Plastica – La plastica è considerata la materia prima del XXI secolo, grazie alle materie plastiche è possibile conservare e trasportare il cibo in tutta sicurezza. Traccia possibile: «L’immortale plastica, un riciclabile factotum dalle infinite capacità».
  3. Gas – Largamente utilizzati nel settore alimentare, i gas servono per il funzionamento di apparecchiature, per il raffreddamento, per la conservazione, e per la preparazione dei cibi e delle bevande. Traccia possibile: «Noi, i gas, una grande e bizzarra famiglia»
  4. Ingredienti specialistici per il settore alimentare – Grazie ad additivi, aromi, dolcificanti, vitamine e minerali la maggior parte dei nostri cibi acquista più gusto e più sapore, assume un aspetto e una consistenza più gradevole, conserva a lungo le proprietà nutrizionali ed organolettiche e mantiene ottimali condizioni igieniche. Traccia possibile: «Sono come tu mi vuoi: l’additivo che asseconda i tuoi gusti, facendo il make-up di quello che mangi».
  5. Agrofarmaci – Per curare e preservare la salute delle piante dagli attacchi dei parassiti e dalle malattie, c’è bisogno di farmaci specifici, che agiscano in tutta sicurezza per piante, uomo e ambiente. Gli agrofarmaci, infatti, sono le medicine utilizzate per la difesa di piante e colture. Traccia possibile: «Difensori chimici: gli agrofarmaci, super-micro-eroi – le micro-forze di sicurezza agroalimentari».
  6. Fertilizzanti – La sola acqua non basta a nutrire l’uomo così come non basta per dare energia e vigore alle piante, ai fiori e alle coltivazioni agricole. I fertilizzanti, al pari del cibo per gli esseri umani, rappresentano il nutrimento delle piante. Traccia possibile: «Amici su cui si può sempre contare: i fertilizzanti, coach manager delle piante (le aiuta a crescere)».
  7. Farmaci per uso veterinario – Anche gli animali, come le persone, quando si ammalano hanno bisogno di cure. Le medicine veterinarie servono a curare gli animali da compagnia o da allevamento. Traccia possibile: «Gli umani si prendono cura di noi… Conversazione tra mamme di una fattoria (mucca, cane, gatto, tacchino… ecc.) in attesa del veterinario. Tema: la salute dei loro piccolini (con destini diversi: il vitello che destino ha, rispetto al gatto, o al cane, o al tacchino?».)
  8. Biotecnologie – Le moderne biotecnologie in campo agricolo migliorano e rendono più sicuri quei processi rudimentali e grossolani cui l’uomo ha sempre fatto ricorso: da almeno 10.000 anni, infatti, le piante coltivate vengono continuamente modificate al fine di renderle sempre più adatte alle condizioni ambientali e alle esigenze dell’uomo. Traccia possibile: «La fantascienza quotidiana: SQUA.S.QU.I – Squadre speciali quasi invisibili».

Dai titoli dei racconti presentati al concorso Federchimica Giovani 2016 si desume che i suggerimenti produssero un effetto positivo, e a maggior ragione considerando che Elena Bettonte («Biancaneve e i sette gas», sezione Gas alimentari), Leonardo Barra («Il gusto di campagna e il gusto di città», sezione Ingredienti specialistici per il settore alimentare), Emma Paternoster («La volpe e l’uva marcia», sezione Agrofarmaci) e Francesca Toniolatti («Nella sala d’aspetto», sezione Farmaci per uso veterinario) si aggiudicarono 4 degli otto premi disponibili [Allegato 2].

Sperimentare diversi modelli narrativi

Negli anni successivi le proposte proseguirono e furono via via adattate alla programmazione di seconda e di terza, cosicché i modelli narrativi variarono e si estesero anche alla narrativa moderna e contemporanea, compresa la letteratura scientifico-divulgativa e giornalistica.

Dal mese di ottobre 2021 al maggio 2022, per esempio, tutta la classe seguì un propedeutico percorso di lettura, analisi e commento di testi sul tema «Narrativa: mito, fiaba e favola», integrato da attività concernenti il racconto di avventura e il racconto fantastico. Una parte della classe concentrò il proprio lavoro di parodia/adattamento sul tema «Le dodici fatiche di Eracle», seguendo una cornice unitaria per l’ambientazione delle storie narrate. Nacquero così testi annunciati da titoli come «Una muffa a cento teste», «Che Fatica finire in tempo», «Una Fatica di Eraldo», «Il Toro domato», «La cintura di Ippolita», «Il Giardino delle Sperimentazioni», «Il pallone di Achille», ecc.

Traccia Achille

I racconti furono sempre scritti a casa, in continua interazione via e-mail con il docente di Italiano, al fine di condividere, discutere, modificare, approfondire, perfezionare tecniche, stili e contenuti, da armonizzare con i temi del concorso. Ognuno scrisse secondo le proprie capacità e possibilità. Gli interventi del docente-editor furono doverosamente di natura didattica e formativa, volti dunque a suggerire varianti, senza stravolgere l’impostazione proposta da autori e autrici.

La 1 C che partecipò al Concorso di Federchimica al termine di questo ciclo, e arrivata in terza, contò oltre sessanta racconti scritti e candidati, con 14 premi conquistati. Nel 2018-19 fu la volta della 1 A, che in tre anni scrisse e iscrisse al concorso alcune decine di racconti, ottenendo 9 premi individuali e un premio collettivo (in denaro, per la scuola). Infine, nel 2021-22 (di cui racconto qui) e nel 2022-23, la successiva 1-2 A scrisse e candidò una quarantina di racconti, ricevendo un premio e due menzioni speciali: sembra poco, ma va considerato che nel frattempo era iniziata la gloriosa epoca del laboratorio di cinema nel nostro istituto.

18 Marzo 2026

Risorse utili

  • Raccontare la chimica. Allegato 1

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  • Raccontare la chimica. Allegato 2

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