C’è chi non si lascia coinvolgere in discussioni spinose, chi per la giovane età non ha ancora fatto esperienza di come funziona il mondo economico e sociale in cui è immersa, immerso, chi deve provare a spiegarlo questo mondo e renderlo accessibile agli occhi curiosi che si trova davanti ogni mattina.
Che tu sia una persona che sta alla larga dai dibattiti e rifugge dalle conservazioni sui massimi sistemi, o un’insegnante alle prese con menti ancora intonse dalle subdole spire del sistema, il quaderno di attività critiche È giusto?, realizzato da Ernest London e illustrato da Freed Sochard fa al caso tuo.
21 esercizi matematici illustrati con domande che partono da fatti e dati reali, una piccola casella per il risultato dell’operazione e abbondante spazio per fare calcoli, ma anche per riflettere, appuntare, pensare e tenere conto di come la risoluzione di un problema matematico possa farci guardare diversamente il mondo che abitiamo.
Per chi di solito rifugge la complessità e l’incoerenza di un sistema, quello capitalistico, che prospetta la pace e investe nella guerra, o per chi cerca uno strumento audace per far avvicinare bambine e bambini alla consapevolezza civica e civile, le pagine di questo quaderno sono materiale prezioso. Agli esercizi è corredato un glossario in cui trovano una spiegazione concetti e termini che spesso sentiamo al telegiornale senza saperne il significato, e le soluzioni che completano e arricchiscono il ragionamento che ciascuno ha fatto sulle singole domande.
È giusto? ci interroga sulle dichiarazioni e sui dati che ci vengono proposti come assoluti e incontrovertibili, ci pone di fronte alla necessità di educare le più piccole e i più piccoli a ragionare per conto proprio a mettere in discussione le informazioni troppo certe o imposte, dando però loro strumenti critici e competenze per sviluppare la loro capacità di analisi.
Una volta concluso l’eserciziario sapremo rispondere alla domanda che campeggia in copertina? Forse no, ma se questo volume troverà posto tra un romanzo e un cruciverba nella casa di una persona adulta, oppure tra i banchi di una Scuola Primaria, bambine e bambini avranno a disposizione una forma diversa, divertente, irriverente e originale per relazionarsi con le informazioni a cui sono esposte ed esposti ogni giorno. Perché non partire quindi da uno di questi esercizi per formulare domande simili su quanto studiato? O perché non utilizzare le proprie conoscenze come dati di base per imbastire una riflessione sugli interrogativi proposti dal libro? Perché non cominciare, con una domanda provocatoria, a diventare piccole e piccoli cittadini?
Redazione
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