Le zanne dell’elefante sono una scoperta incredibile. La nostra protagonista ne resta così affascinata da trasformare l’animale in un compagno di avventure: lo immagina saltare la corda al suo ritmo, fare le faccende di casa con lei, sdraiarsi al suo fianco prima di dormire, e anche girovagare per il cielo facendosi riconoscere nella forma delle nuvole.
L’immaginazione di questa bambina non ha confini, così come la sua voglia di vivere divertenti avventure insieme a tanti amici! L’elefante invisibile, il bastone Zanfretta che aiuta il nonno a camminare cambiando suono in base al terreno, un compare davvero fedele tanto che una volta ha salvato nonno e bambina da un temibile incidente! Ci sono poi Pavel con il quale scopre tra i banchi di scuola un codice segreto composto da tanti punti con il quale può leggere e scrivere, e anche una balena con la quale si tuffa in mare alla ricerca di nuove amicizie.
La protagonista dei racconti di Anna Anisimova nasce proprio dall’incontro con l’elefante, il primo di una serie di testi incentrati sulla figura di una bambina che non vede con gli occhi, ma con la sensibilità del suo cuore e l’acume della sua immaginazione. A L’elefante invisibile sono infatti seguiti altri racconti raccolti poi in La musica del mio picchio, tradotti da Tatiana Pepe e illustrati da Yulia Sideva.
La bambina di queste storie colpisce per la sua curiosità, la sua capacità di sognare, e per l’affetto sincero che prova per la sua famiglia e per i suoi amici; l’incapacità di vedere attraverso gli occhi sparisce di fronte alla vitalità e alla libertà di questa bimba che, priva di pregiudizi, vive ogni scoperta con entusiasmo, allegria e fame di conoscenza.
Sono racconti sonori, tattili, olfattivi da ascoltare, toccare, annusare… e si può fare, eccome! Il testo è infatti provvisto di un QR code attraverso il quale è possibile scaricare la versione italiana dell’audiolibro, realizzata dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Sezione Toscana, e l’intero volume è progettato per rispondere alle esigenze di accessibilità, fornendo anche delle pratiche istruzioni per aiutare una persona cieca nell’esperienza di lettura.
Si possono così sentire i suoni del bastone Zanfretta, la consistenza della carta da parati, si possono immaginare i profumi delle persone e dei loro vestiti, e anche la sensazione che suscita la lettura in braille.
I racconti sono però anche molto visivi: il giallo fa da filo conduttore alle illustrazioni di Yulia Sidneva, che, pur assegnando a ogni racconto un suo colore peculiare, lascia al giallo sempre il ruolo di protagonista, specchio dell’immaginario inesauribile e contagioso della bambina, in grado di illuminare e dare vivacità a ogni pagina.
Tutto quello che la protagonista non può vedere con gli occhi lo immagina, lo ascolta e lo percepisce, mettendo al centro di ogni racconto il periodo dell’infanzia, la sua spensieratezza e leggerezza.
La musica del mio picchio è quindi un’occasione per imparare a guardare in modo diverso, più genuino e consapevole, mettendo da parte l’abitudine alla vista che può ingannare il cuore e allontanare dall’immaginazione, per aprirsi alla possibilità di dare forma, colore e concretezza a una realtà autentica, spogliata dalla paura e dai luoghi comuni.
Le storie di Anisimova sono l’occasione per avvicinare questa disabilità con leggerezza e cura, per insegnare, più forse agli adulti che non a bambine e bambini, che si può essere compagni e compagne, supportarsi a vicenda, scambiarsireciprocamente visioni e percezioni per esplorare il mondo con tutti i sensi.
Redazione
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