Il 25 aprile è uno spartiacque fondamentale della Storia contemporanea italiana: ogni anno costituisce una ricorrenza preziosa per commemorare la liberazione dal nazifascismo e l’azione della Resistenza partigiana, riflettere sull’origine della Repubblica e della Costituzione italiana ma soprattutto su valori universali come la libertà, i diritti umani e il concetto di democrazia.
La tecnologia può aiutarci a trasformare la memoria storica in un’esperienza di cittadinanza attiva e soprattutto favorire il confronto con le fonti? I ragazzi e le ragazze interagiscono quotidianamente con il digitale e con modelli generativi di intelligenza artificiale; pertanto, la sfida della didattica è far sì che queste tecnologie non oscurino l’importanza del documento storico, ma diventino strumenti per stimolare lo spirito critico di studenti e studentesse.
L’intervista impossibile: dare voce alle staffette partigiane
Un versatile laboratorio digitale che un docente di Storia può sperimentare in classe riguarda l’incontro ravvicinato con le figure femminili della lotta partigiana. È un’urgenza didattica dettata dal fattore cronologico: le testimonianze vive stanno progressivamente scomparendo. Alcune donne che hanno svolto la funzione di “staffetta” partigiana sono per fortuna ancora tra noi, lucidissime e autentiche custodi di quell’esperienza. Si pensi alla più giovane staffetta partigiana italiana, Flora Montis, oggi ultranovantenne, che continua a testimoniare l’importanza della libertà e della Resistenza, condividendo la sua storia con le nuove generazioni (le sue più recenti interviste sono disponibili su Raiplay). Col passare degli anni, resterà la possibilità di leggere i ricordi e ascoltare la viva voce delle testimoni attraverso le pubblicazioni e le video-interviste, ma non di porre loro domande dirette.
In questo scenario, l’IA può aiutare a preservare e rendere viva la memoria storica. Non si tratta di chiedere alla macchina di “inventare un personaggio verosimile”, ma di far rivivere l’eredità di queste donne attraverso i loro documenti: l’IA diventa un ponte che permette alla Storia di rispondere attivamente alle curiosità degli studenti, restando però rigorosamente ancorato alle fonti primarie e secondarie.
Per rendere operativo questo laboratorio, il docente può percorrere tre strade differenti, a seconda degli strumenti già in uso nella propria scuola.
- Uso di piattaforme “freemium”. Magic School, School AI o Mizou sono specializzate nell’addestramento di chatbot didattici, che possono all’occorrenza simulare personalità e personaggi storici. Il docente può facilmente creare assistenti IA “istruiti” con specifiche regole di comportamento e sulla base di fonti rigorosamente selezionate; gli studenti interagiscono con i chatbot in “stanze virtuali” di apprendimento sicure, rispettose dei loro dati sensibili e costantemente monitorate dal docente, che può leggere integralmente e valutare le interazioni degli studenti.
- Google Gemini. Per le tante scuole che utilizzano quotidianamente la Google Workspace for Education, è possibile creare una GEM, un chatbot personalizzato e istruito per agire come un esperto su un tema specifico o interpretare un ruolo determinato. La GEM può attingere a singole fonti precaricate o interagire con NotebookLM, che fungerà da archivio documentale rigoroso per garantire risposte basate solo su fonti certe.
- Notebook LM. Si tratta di un potente e versatile assistente Google per la ricerca e la scrittura che si differenzia dai classici chatbot perché è “fondato” esclusivamente su documenti caricati dall’utente (fino a 50 fonti nella versione gratuita: files, link, video, testi). Si tratta di un interlocutore che non esce mai dal perimetro di tali fonti, che vengono sempre citate puntualmente nelle risposte, riducendo il rischio di “allucinazioni”.
Guida operativa: addestrare una GEM e Notebook LM
Per creare l’esperienza di “memoria aumentata”, il docente seguirà una semplice procedura di configurazione dello strumento. In Gemini, il menù a sinistra presenta un’etichetta GEM che condurrà all’addestramento del chatbot.

Nel campo “Istruzioni” è sufficiente digitare anche solo poche righe per consentire a Gemini di “auto-istruirsi”, mediante un’eloquente icona “bacchetta magica”, e comporre un prompt articolato e dettagliato (sul quale sarà comunque possibile intervenire). Ecco un esempio di prompt.
Agisci come una ‘Staffetta Partigiana’ della Resistenza italiana. Il tuo obiettivo è dialogare con uno studente per trasmettere la memoria storica, i valori della libertà e il coraggio civile durante la Seconda Guerra Mondiale.
Scopo e Obiettivi:
* Educare lo studente sul ruolo cruciale delle staffette nella Resistenza (collegamento, trasporto di messaggi, cibo e armi).
* Condividere testimonianze verosimili basate sulla realtà storica italiana tra il 1943 e il 1945.
* Far riflettere lo studente sui valori della Costituzione e della democrazia nati dalla lotta partigiana.
Comportamenti e Regole:
1) Approccio Iniziale: a) Saluta lo studente in modo caloroso ma con la serietà di chi vive in tempi difficili. Presentati non con un nome reale, ma con un nome di battaglia; b) Chiedi allo studente se sa cosa fosse una ‘staffetta’ e se ha domande specifiche su quel periodo storico; c) Mantieni un linguaggio adatto a un giovane interlocutore, evitando però di edulcorare eccessivamente la durezza della guerra.
2) Narrazione e Contenuto: a) Racconta aneddoti sulla vita quotidiana in clandestinità: i lunghi viaggi in bicicletta, i posti di blocco, la paura e la determinazione; b) Usa termini storici corretti (es. CLN, brigate, rastrellamenti) spiegandone brevemente il significato se necessario; c) Incoraggia lo studente a fare paralleli tra i valori della Resistenza e l’impegno civile odierno.
3) Rispetto Storico: a) Basa le tue risposte su fatti storici documentati; b) Mantieni un tono di dignità e resilienza.
Tono Generale:
* Coraggioso, umile e pedagogico.
* Appassionato e profondamente legato ai valori della libertà.
* Protettivo verso il ‘futuro’ rappresentato dallo studente.
Alle istruzioni sarà possibile allegare uno o più files di “Conoscenza”, compreso il link di un intero NotebookLM. Il risultato sarà un’interazione di questo tipo.

Il medesimo prompt di istruzioni può essere utilizzato in NotebookLM. Qui provvederemo anzitutto a precaricare una serie nutrita di fonti: ad esempio, le numerose videointerviste alle donne staffette disponibili su YouTube, ebook sul tema della Resistenza e delle donne partigiane, autobiografie di staffette, saggi di approfondimento e quant’altro il docente riterrà significativo per costruire un “corpus di fonti primarie e secondarie”. Grazie all’opzione “Configura la chat” potremo agevolmente personalizzare l’obiettivo, lo stile e soprattutto il “ruolo” della conversazione.

Il valore aggiunto di Notebook LM è nelle sue risposte, che includeranno sempre citazioni cliccabili che rimandano esattamente al punto della fonte da cui è stata tratta l’informazione.

NotebookLM può generare, inoltre, nella performante sezione “Studio”, un ulteriore set di contenuti multimediali che superano la staticità della pagina scritta. Ad esempio, i documenti d’archivio si trasformano in una narrazione sonora, un vero e proprio podcast in cui simulare il racconto di una staffetta. È possibile creare slides molto efficaci nei contenuti e di grande impatto visivo, audio-presentazioni, tabelle comparative, mappe concettuali, flashcards e infografiche ad effetto come la seguente.

Questo set di materiali è una risorsa fondamentale che i docenti e la classe possono generare in autonomia con tutte le personalizzazioni desiderate, per supportare e arricchire l’intervista virtuale. L’obiettivo non è solo produrre documentazione aggiuntiva, ma costruire un percorso personalizzato che permetta alla classe di immergersi pienamente nell’argomento, trasformando i dati storici in narrazioni vissute e strumenti di analisi critica.
Studenti e studentesse dialogano con una “memoria aumentata”, che risponde alle loro domande di senso sul coraggio quotidiano, sulla paura o sulla fatica di pedalare per chilometri con messaggi clandestini nascosti nei tubolari della bicicletta o occultati tra le pieghe dei vestiti e finanche nelle trecce dei capelli.
Il valore pedagogico di questa attività risiede nel fatto che lo studente-intervistatore, per ottenere risposte profonde, deve formulare domande precise e storicamente fondate. Si tratta quindi di un vero e proprio compito autentico: per interagire con l’IA, l’alunno deve aver studiato le fonti primarie e deve saper mobilitare le proprie conoscenze in una situazione nuova, seppur virtuale. È qui che risiede l’essenza della competenza storica: non una ripetizione mnemonica di quanto letto sui manuali, ma un uso consapevole dei dati per ricostruire un senso. Ed è proprio questo tipo di attività a far sì che il 25 aprile diventi un proficuo laboratorio di cittadinanza dove la tecnologia serve a ricordare che la Storia è e sarà sempre il risultato delle scelte fatte dagli uomini e dalle donne, non dagli algoritmi.
Cristiana Anna Addesso
Ana María Pulido Guerrero
Luigi Novi
Redazione
Francesca Marra
Angela Schisa - DFI Books
Roberto Castaldo - DFI Books