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Area Secondaria I grado

Impro Conversation: immaginazione e improvvisazione per imparare l’inglese

Il docente Mike Manchester ci parla dell’immaginazione e dell’improvvisazione come strumenti innovativi per l’apprendimento delle lingue.

Tempo di lettura: 8 minuti

Mike ManchesterMike Manchester
Impro Conversation: immaginazione e improvvisazione per imparare l’inglese

Sperimentazioni in classe con l’improvvisazione in inglese

Nei primi articoli di questa serie ho raccontato alcune esperienze in cui esercizi provenienti dal mondo dell’improvvisazione teatrale venivano utilizzati come strumento efficace per l’apprendimento linguistico. Siamo partiti dalle basi: il gioco, l’ascolto, e infine il principio del “Yes, and…”, ovvero, accettare ciò che arriva e costruire insieme.

La progressione di questi esercizi non è casuale: è una progressione per solidificare le fondamenta dell’improvvisazione. Senza l’ascolto non c’è comprensione. Senza l’accettazione le idee e il dialogo collassano.  Solo quando queste abilità iniziano a funzionare, gli studenti e le studentesse sono pronti a fare il passo successivo: immaginare e improvvisare. 

La sfida che ho accettato è stata riuscire a rendere gli studenti delle terze della Scuola secondaria di I grado L. da Vinci di Bologna capaci di fare delle improvvisazioni in inglese. Credo pienamente nella potenziale di questo strumento, che sto ancora sviluppando e che necessita di essere sperimentato sul campo.

Dalle regole alla libertà

Spesso si pensa che l’improvvisazione significhi “fare quello che si vuole”.  In realtà è l’opposto: l’improvvisazione funziona solo quando ci sono regole condivise, semplici ma chiare. Ascoltare (e in questo caso, anche comprendere), accettare e aggiungere.

Negli articoli precedenti sono stati descritti alcuni esercizi svolti con le mie classi, ma ne abbiamo svolti tanti altri per allenare queste competenze in modo graduale e protetto. Ho iniziato durante l’anno scolastico 2024/25, quando i miei studenti erano in seconda, e poi abbiamo continuato in terza. Hanno imparato ad ascoltare, comprendere e rispondere, ma anche a fidarsi degli altri e di sé stessi.

In terza ho provato ad introdurre vere e proprie improvvisazioni. Non è stato un salto nel vuoto, ma un’estensione naturale di ciò che avevano già imparato a fare. Abbiamo svolto, per esempio, questi due esercizi di improvvisazione, semplicissimi da organizzare, che mettono in atto tantissime competenze linguistiche e quelle da improvvisatore. Nella scheda allegata troverete gli esercizi dettagliati, pronti per essere applicati in classe.

Esercizio 1 – Impro Stop

Con questo esercizio gli studenti e le studentesse imparano quanto sia importante essere chiari e precisi quando comunicano. Sperimentano in prima persona che, quando un’idea viene espressa bene, per il compagno diventa più facile rispondere: basta ascoltare e aggiungere qualcosa a ciò che è già stato proposto.

Due studenti alla volta, infatti, improvvisano una breve scena davanti alla classe, mentre il resto del gruppo assume il ruolo di pubblico attento. Gli osservatori devono ascoltare, comprendere la situazione e, se necessario, possono suggerire piccoli aggiustamenti per rendere la scena più chiara o coerente.

Nel primo step, uno studente si muove in modo astratto, senza parlare, e si blocca allo stop dell’insegnante. Successivamente, l’altro studente interviene per interpretare a parole ciò che sta facendo. 

Vediamo due esempi. Il primo che funziona poco, e un secondo, più preciso.   

  • “Ah, stai cercando di prendere qualcosa da uno scaffale altissimo.”

Qui un’idea è stata lanciata, la presenza di uno scaffale alto con qualcosa. Ma entrambi gli studenti non capiscono ancora chi sono. 

  • “Papà, riesci a prendermi quei lego dall’ultimo scaffale in alto?”

Con questa frase semplice ma piena di dettagli, entrambi gli studenti capiscono chi sono. Uno è un papà, e quindi l’altro è un figlio o una figlia. Si capisce anche cosa sta succedendo e lo studente che interpreta il papà deve semplicemente accettare l’idea e procedere.

Successivamente, i due studenti o studentesse improvvisano una scena basata sull’interpretazione precedente, finché l’insegnante non li ferma: a questo punto, il primo studente esce, lasciando il secondo fermo in una posizione. In questo modo, l’esercizio prosegue con l’ingresso di un nuovo studente o personaggio.

La cosa importante non è “indovinare” l’idea giusta. Le interpretazioni e idee valide sono tantissime. La cosa fondamentale è accettare la proposta e farla crescere. Ogni posizione diventa uno stimolo. Ogni nuova idea è un’opportunità di mettere il principio di “Yes, and…” in pratica. 

Questo esercizio, utilizzato come strumento durante le lezioni di lingua, costringe gli studenti e le studentesse a reagire a input spontanei, cercare e usare il linguaggio per dare senso a ciò che vedono e parlare senza poter preparare le frasi in anticipo. Ma soprattutto, i ragazzi si divertono tantissimo a inventare e interpretare le loro idee più folli.

Esercizio 2 – Immagina di essere dentro questa immagine

In questo esercizio, l’insegnante mostra alla classe un’immagine e chiede a studenti e studentesse di osservarla attentamente. Parliamo del lessico che serve per descrivere cosa vedono nell’immagine senza sbilanciarsi sui dettagli di cosa sta succedendo.

Infatti, l’insegnante spiega che l’obiettivo non è “capire cosa sta succedendo davvero”, ma di immaginare le possibili realtà. L’immagine diventa un punto di partenza condiviso.  Insieme, la classe inizia ad immaginare:

  • chi sono i personaggi;
  • che relazione potrebbero avere;
  • cosa è successo prima;
  • cosa potrebbe succedere dopo.

Successivamente partono le improvvisazioni, sulla base delle interpretazioni date all’immagine. Se nell’immagine sono presenti più personaggi, altrettanti studenti entrano in scena e immaginano di essere quei personaggi, improvvisando conversazioni in inglese. Possono inventare liberamente, a patto di rispettare ciò che l’altro propone: ascoltare, accettare e costruire insieme.

Suggerimenti per creare la scena

A volte è utile aiutare chi improvvisa con alcuni dettagli in più sulla scena che devono interpretare. Così, l’insegnante può fornire suggerimenti. Idealmente la classe dovrebbe pensare a queste idee iniziali, ma per sicurezza l’insegnante può preparare alcuni prima.

Prendiamo come esempio questa immagine creata con l’IA:

ChatGPT Image Nov 26 2025 02 59 19 PM
Immagine creata con ChatGPT

L’insegnante potrebbe dare dei suggerimenti per stimolare la conversazione, in inglese e in italiano, come negli esempi seguenti.

1. La ragazza e il polipo

A conversation between the girl in the picture and the octopus. 

L’insegnante chiede a due studenti di interpretare una conversazione tra la ragazza e il polipo.  Gli studenti devono chiedersi alcune domande guida, come:

  • Chi è il polipo? È reale o immaginario?
  • Perché si trova lì?
  • La ragazza ha paura o è tranquilla? Perché?

Questo prompt spinge verso l’assurdo riducendo l’ansia da produrre per forza una “risposta giusta”.

2. La ragazza e i genitori

A conversation between the girl and her parents when they ask: “How was your day?”

L’insegnante chiede a tre studenti di interpretare la ragazza e i suoi genitori.  Nota che i genitori non sono presenti nell’immagine. Qui l’immagine viene riletta come una rappresentazione di qualcosa che è successo durante la giornata, e gli improvvisatori devono creare il racconto di cos’è successo. La scena può svolgersi in tanti ambienti: per esempio a casa, a tavola, o prima di andare a dormire.

Possibili direzioni:

  • la ragazza racconta qualcosa di strano… o decide di non dire tutto;
  • i genitori non credono alla sua storia; oppure ci credono;
  • emerge lentamente la storia ciò che vediamo nell’immagine.

3. Le altre due persone nell’immagine

A conversation between the firefighter and the other person next to the firefighter.

L’insegnante chiede a due studenti o studentesse di interpretare una conversazione tra le due persone che si trovano davanti alla casa.

Possibili spunti:

  • la loro reazione alla situazione strana;
  • le possibili relazioni tra loro e la ragazza;
  • la storia di ciò che vediamo nell’immagine dal punto di vista di altre persone.

Questo spunto è ottimo per lavorare sui vari punti di vista, usando il linguaggio in modo funzionale.

Perché funziona

Questo esercizio mette in pratica tutto il lavoro fatto in precedenza:

  • ascolto attivo;
  • Yes, and… come principio di accettazione;
  • immaginazione condivisa.

Gli studenti e le studentesse non devono “recitare bene”, ma abitare una situazione. La lingua diventa uno strumento per dare senso a ciò che vedono e a ciò che inventano insieme.

Essere qualcun altro per sbloccarsi 

In più di 20 anni passati a lavorare come insegnante di lingua, ho potuto osservare tantissimi studenti e studentesse. Uno degli ostacoli più formidabile da superare è l’imbarazzo nel parlare davanti agli altri. Ho visto tante volte gli studenti chiudersi in classe; addirittura, capitava spesso mentre svolgevano esercizi che, all’apparenza, sembravano divertenti. Quante volte nelle classi di lingua vengono proposte attività di conversazione libera in cui gli studenti possono parlare di cose che gli interessano? Sembrerebbe divertente parlare di cose del genere, eppure spesso ci si vergogna per la paura di essere giudicati, sia per le abilità linguistiche che per le opinioni personali. Uno degli aspetti più potenti dell’improvvisazione in classe è che gli studenti non parlano più come sé stessi, ma come un personaggio che inventano loro.

In questo modo creano uno spazio sicuro, dove non possono essere giudicati per le loro opinioni, perché non sono più loro! Anche la paura di sbagliare la lingua si allenta, perché chi improvvisa diventa un personaggio che sta vivendo una situazione. L’attenzione si sposta così dalla grammatica e dagli errori alla funzionalità della comunicazione.

Immaginare di essere qualcun altro permette agli studenti di sperimentare versioni di sé più sicure, più fluide, più coraggiose. Spesso, quelle versioni immaginate iniziano lentamente a emergere anche nella realtà.

Con Impro Conversation, sto cercando di creare uno strumento utile per chi insegna le lingue straniere: l’improvvisazione teatrale non sostituisce lo studio della lingua, ma anzi lo completa.

Attraverso l’ascolto, il “Yes, and…” e l’immaginazione, gli studenti e le studentesse imparano a stare nella lingua, non solo a studiare. Imparano a reagire, a inventare, a comunicare. In fondo, parlare una lingua straniera è sempre un atto di improvvisazione, e forse, aiutando i ragazzi a immaginare, li aiutiamo anche a parlare.

2 Marzo 2026

Risorse utili

  • Impro Conversation: immaginazione e improvvisazione per imparare l’inglese

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