Dal 15 al 17 maggio, Bologna ospiterà Eufonica, l’appuntamento dedicato all’innovazione e alla formazione musicale. INDIRE parteciperà alla fiera come partner strategico, promuovendo il valore della musica nei processi di apprendimento.
L’istituto nazionale di ricerca INDIRE si pone infatti una sfida ambiziosa: trasformare la musica da semplice disciplina scolastica a strumento strategico per l’inclusione, attraverso workshop, laboratori e la diffusione di buone pratiche. Non si parla, dunque, esclusivamente di didattica della musica, ma dell’utilizzo del linguaggio musicale per lo sviluppo di competenze trasversali e soft skills: dall’Educazione civica al lavoro di gruppo, fino all’inclusione sociale. Quest’ultima non riguarda solo gli studenti con bisogni educativi speciali (BES), ma si estende all’integrazione culturale, come dimostrano i numerosi progetti rivolti a studenti con background migratorio.
Musica e inclusione
Lo scopo della partecipazione di INDIRE non è solo affrontare le criticità legate all’inclusione, ma promuovere attivamente approcci progettuali dai quali l’intero gruppo classe possa trarre beneficio. Proprio a questo tema è dedicato il convegno di quest’anno a Eufonica.
Per indagare come la musica d’insieme possa favorire l’inclusione, abbiamo lanciato una call for paper che ha riscosso un successo straordinario: sono pervenute 94 proposte da parte di docenti, dirigenti scolastici e formatori. Un risultato notevole, specie se confrontato con i 50 contributi dell’anno scorso e i 30 dell’anno precedente. Questa crescita testimonia come, di anno in anno, il contatto con la scuola pubblica italiana sia sempre più solido, rispondendo a un’esigenza reale presente negli istituti.
La musica come ascolto
L’ambiente multiculturale della scuola di oggi è una risorsa preziosa; coltivarlo è una delle sfide più importanti della contemporaneità, necessaria per formare i cittadini di domani. In questo senso, la musica rappresenta uno strumento d’elezione perché educa all’ascolto e all’apertura.
La musica d’insieme a qualunque livello, dalla grande orchestra sinfonica al laboratorio di percussioni e improvvisazione in classe, insegna che nessuno suona da solo. Prima di agire, bisogna interpretare il contesto, ascoltare gli altri e comprenderne l’espressività. Questo processo favorisce non solo l’integrazione multiculturale, ma anche l’attenzione ai bisogni specifici di ogni compagno e compagna.
Un archivio di buone pratiche
Data la durata limitata del convegno, sono stati selezionati 9 interventi per la presentazione orale, ai quali si aggiungeranno 10 poster presentati in una sessione dedicata. Tuttavia, per valorizzare l’enorme patrimonio di esperienze ricevuto, INDIRE pubblicherà tutte le proposte all’interno del proprio repository online. Questo archivio contiene già centinaia di buone pratiche riguardanti la musica, il teatro, la danza e le arti, con un’attenzione che parte dal segmento 0-6 anni. Valorizzare il lavoro quotidiano dei docenti è, per l’Istituto, un impegno fondamentale.
La musica attraverso i gradi d’istruzione
Le candidature ricevute hanno coperto tutti i gradi di istruzione, che sono stati quindi rappresentati equamente. La musica infatti è presente, seppur in modi diversi, dall’infanzia alla secondaria di II grado.
- Scuola dell’infanzia e primaria: la musica è utilizzata soprattutto per lavorare sull’ascolto e sul lavoro di gruppo.
- Scuola secondaria di I grado: è l’unico segmento in cui la musica è materia curricolare per tutti, motivo per cui la risposta è stata molto alta.
- Scuola secondaria di II grado: nonostante la musica non sia presente nei curricoli (fatta eccezione per i licei musicali), è il luogo dove se ne sente più il bisogno. Gli adolescenti vivono di musica, e molti istituti “non musicali” hanno presentato progetti sorprendenti.
Sono emersi progetti capaci di coinvolgere intere comunità scolastiche: basti pensare a proposte che hanno unito oltre 1000 studenti e 123 classi. In questi casi, la musica è diventata il veicolo per un’attività collettiva dai risultati eccezionali in termini di collaborazione.
Oltre la disciplina: podcast, web radio e performance
Il contatto con docenti appassionati e “illuminati” dimostra che è possibile realizzare progetti incredibili a scuola: dalla body percussion alle orchestre di classe. Un dato interessante è che queste attività non sono più prerogativa dei soli docenti di musica. Molti insegnanti di altre materie utilizzano lo strumento musicale e le nuove tecnologie (come nei podcast e nelle web radio) per realizzare progetti che si affiancano ai vecchi giornalini scolastici.
Infine, non va dimenticato l’aspetto della performance. La restituzione pubblica di un progetto musicale non è solo uno spettacolo, ma un dono al territorio. Serve a mostrare come la scuola possa farsi collante della società, coinvolgendo famiglie e cittadini in un processo di inclusione sociale, culturale e territoriale. Lavorare oggi sulla multiculturalità tra i banchi attraverso la musica significa educare le nuove generazioni a saper ascoltare la complessità del mondo di domani.
Marco Morandi
Nicole Marcellini
Cristiana Anna Addesso
Flavia Castelli
Dalila Da Lio
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