La scrittura corsiva è una parte fondamentale del processo di sviluppo neuromotorio, psichico e affettivo di una persona ed è uno degli atti di motricità fine più precisi che si impara nel corso della vita.
Gli studi neuroscientifici effettuati negli ultimi anni dimostrano l’importanza della scrittura a mano, soprattutto corsiva, per uno sviluppo completo del cervello. Queste ricerche evidenziano che c’è una stretta correlazionetra il cervello e la mano nell’elaborazione delle idee. In modo particolare la scrittura legata e corsiva stimola in modo predominante le aree del cervello connesse al pensiero, al linguaggio e alla memoria.
Secondo la ricercatrice e grafologa americana Heidi H. Harralson una scrittura fluida, esercitata e corretta è associata a un migliore rendimento scolastico, nonostante nella scuola primaria sia stato ridotto il tempo dedicato all’educazione a una corretta grafia e in alcune classi il corsivo sia stato addirittura eliminato.
Ulteriori studi rivelano che si sta anche progressivamente perdendo l’abitudine alla scrittura corsiva: chi, come me, insegna nella scuola secondaria di primo grado può vedere con i suoi occhi quanto questa informazione rispecchi realtà delle nostre classi. I ragazzi e le ragazze sempre più spesso vogliono ricorrere all’uso dello stampato maiuscolo, quando non direttamente alla tastiera, ritenendo lenta e faticosa la scrittura a mano.
Invece l’origine del nome (dal latino currere cioè “che corre”, “che scorre”) rivela che la scrittura in corsivo, che si impose nell’Italia del Rinascimento, è da sempre associata all’idea della velocità e del risparmio di tempo.
Tra passato e presente: riscoprire la minuscola carolina
La scrittura carolina, nota anche come minuscola carolina, è un tipo di scrittura caratterizzata da una notevole chiarezza, eleganza e leggibilità, che si sviluppò tra l’VIII e il XII secolo durante il periodo di massimo splendore dell’Impero di Carlo Magno. Rappresentò una vera e propria rivoluzione culturale per quei tempi.
Il promotore della sua diffusione fu Alcuino di York, monaco e consigliere di Carlo Magno capo della Schola Palatina di Aquisgrana e poi dell’abbazia di San Martino a Tours. Alcuino comprese l’importanza di una scrittura chiara e uniforme per la diffusione del sapere e la corretta interpretazione delle Sacre Scritture. Per questo promosse attivamente l’adozione della minuscola carolina in tutto l’impero, facendone lo strumento della riforma culturale carolingia.
Nel Quattrocento, poi, gli umanisti italiani che erano alla ricerca di modelli chiari da contrapporre alla scrittura gotica, che consideravano “barbara”, riscoprirono i codici scritti in minuscola carolina.


Dalla carolina ai font digitali: un filo che dura secoli
La scrittura umanistica, a sua volta, influenzò profondamente i primi caratteri da stampa a lettere latine (il “tondo” o “romano”). Creati in Italia nella seconda metà del Quattrocento come alternativa ai caratteri in stile gotico usati da Gutenberg, le loro forme arrotondate e regolari derivavano direttamente dalla minuscola carolina. Molti dei caratteri che ancora oggi utilizziamo nei programmi di scrittura digitale, come il Times New Roman e il Garamond, sono i discendenti diretti di questo stile antico di scrittura.
Attività in classe
Utilizzando immagini proiettate alla LIM o tratte dai libri di testo o da stampe, i ragazzi e le ragazze della prima media si sono cimentati nella copiatura della minuscola carolina, prima scrivendo i loro nomi, poi provando a copiare intere frasi dalle fonti antiche proposte. Hanno potuto utilizzare delle penne stilografiche con inchiostro liquido o dei pennarelli. Oltre che un momento divertente per la classe, è stato un modo per aiutarli a riflettere sulla storia della scrittura e sull’importanza dell’uso del corsivo.
Bibliografia
H. H. Harralson, C. Garibaldi, International Campaign for Cursive Handwriting, Proceedings of the International Graphonomics Society, Gaeta 2017.
Flavia Castelli
Dalila Da Lio
Ana María Pulido Guerrero
Luigi Novi
Redazione
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