Non è sempre facile osservare un animale nel suo ambiente. Un insetto può confondersi con un ramoscello, un pesce scompare nella sabbia, un animale innocuo può imitare i colori di una specie velenosa. Questo laboratorio didattico aiuta a ragionare su come e perché un animale assomiglia all’ambiente in cui vive ma anche a trasformare l’osservazione in uno strumento per esplorare la natura.
Il mimetismo: una strategia evolutiva diffusa
Il mimetismo, in tutte le sue forme, è una strategia evolutiva molto diffusa nel regno animale. Si è sviluppato in modo indipendente in gruppi animali molto diversi, dai mammiferi ai rettili, dai pesci agli insetti fino ai cefalopodi, mostrando soluzioni simili in contesti differenti. In questo laboratorio, immagini ad alto impatto visivo guideranno bambine e bambini a osservare con attenzione il mondo della natura, a scoprire dettagli inattesi, a formulare domande e a comprendere perché alcuni animali siano così difficili da individuare.
Il laboratorio didattico
Questo laboratorio è pensato per le segue la logica dell’apprendimento induttivo: si parte dall’esperienza concreta, si raccolgono ipotesi, si costruisce insieme la spiegazione e infine la si applica.
Fase 1. Trova l’animale.
Obiettivo: stimolare l’osservazione, raccogliere ipotesi e avviare la riflessione senza anticipare la spiegazione.




Le bambine e i bambini osservano sulla LIM (o eventualmente sotto forma di fotografie stampate) delle immagini naturalistiche e cercano di individuare l’animale mimetizzato nell’ambiente. Dopo ciascuna immagine, l’insegnante guida guida la discussione proponendo tre domande:
- Dove si trova questo animale?
- Che cosa lo rende difficile da vedere?
- Perché, secondo voi, ha queste caratteristiche?
Ogni alunno compila una scheda di osservazione come farebbe uno scienziato sul campo.
Fase 2. Dall’osservare al capire
Obiettivo: introdurre il concetto di mimetismo in modo progressivo, partendo dalle osservazioni emerse nella prima attività.
L’insegnante raccoglie le idee emerse della Fase 1 e le riporta alla lavagna. La spiegazione non viene proposta come un contenuto già organizzato, ma si costruisce collettivamente, trasformando le osservazioni in concetti. In questo modo si può introdurre alla classe la definizione di mimetismo, le sue funzioni principali e le principali tipologie (mimetismo criptico, batesiano, ecc.) con esempi vicini all’esperienza di studenti e studentesse.
Fase 3. Classificare
Obiettivo: consolidare l’apprendimento per riattivazione dei concetti
Le stesse immagini della fase 1 vengono riproposte. La domanda cambia: «quale strategia usa questo animale?» Individualmente o in piccoli gruppi, gli alunni classificano il tipo di mimetismo in una scheda dedicata. I risultati diventano il punto di partenza per una discussione collettiva. Se si lavora con immagini stampate, la classe può costruire un poster, in alternativa, le schede delle due attività formano un fascicolo personale.
Una struttura flessibile
Il laboratorio può essere svolto in un’unica lezione oppure ampliato in un lavoro più articolato su adattamenti, habitat e strategie di sopravvivenza, anche attraverso osservazioni dirette in natura. Il filo conduttore (il rapporto tra organismi e ambiente) facilita l’integrazione in unità didattiche più ampie.
Obiettivi didattici del laboratorio
- Osservazione strutturata. Individuazione di dettagli visivi all’interno di immagini naturalistiche complesse.
- Formulazione di ipotesi. Interpretazione di ciò che si osserva e costruzione di spiegazioni iniziali.
- Introduzione al concetto di adattamento. Comprensione del mimetismo come risposta all’ambiente e primo approccio alla relazione tra organismo e habitat.
- Pensiero comparativo. Confronto tra strategie diverse e riconoscimento di somiglianze e differenze.
- Linguaggio scientifico di base. Acquisizione guidata di termini e concetti essenziali legati al fenomeno osservato.
Giulia Olivero
Nicole Marcellini
Marta Tropeano
Marco Morandi
Angela Schisa - DFI Books
Roberto Castaldo - DFI Books