L’ascolto attivo si impara fin da piccoli
Che cosa vuol dire ascoltare? E come posso potenziare l’ascolto attivo a scuola? Innanzitutto è bene definire separatamente l’azione fisica dell’udire e del sentire da quella psichica, dell’ascoltare. Udire è un fenomeno fisiologico, ascoltare invece è un atto psicologico. Parlare dell’ascolto oggi è molto importante, siamo immersi in una società piena di suoni e di rumori, in cui tutti parlano ma nessuno sembra disposto ad ascoltare. Al di là di una maggiore o minore predisposizione personale all’ascolto, dobbiamo tener conto che la “capacità dell’ascolto” si può imparare e migliorare e potrebbe essere appresa già a scuola.
Oggi si parla di “Ascolto Attivo”, ma che cosa vuol dire? È un gioco aperto, vuol dire ascoltare la centralità delle emozioni, è un ascolto dinamico che tiene conto delle pluralità di prospettive. Possiamo introdurre qui il Triangolo Magico dell’Ascolto, che mette in evidenza come l’utilizzo dell’ascolto attivo implichi la conoscenza di due dimensioni: auto-consapevolezza emozionale e gestione creativa dei conflitti.

L’ascolto attivo a scuola: la comunicazione insegnante-allievo e nel gruppo–classe
L’ascolto attivo può essere efficacemente utilizzato nel contesto scolastico al fine di potenziare le competenze comunicative. Spesso, infatti, le dinamiche e le relazioni dentro la classe possono essere difficili da gestire e rendere quindi gravoso il lavoro dei docenti.
Nella relazione didattica docente-discente un ascolto attivo aiuta a instaurare una buona comunicazione e a migliorare l’apprendimento. Prima di tutto si crea un’ottima interazione tra insegnante e studenti e studentesse, che si sentono capiti, ascoltati e non giudicati.
Il percorso di educazione all’Ascolto del Cuore, che coinvolge numerose Scuole dell’infanzia e primarie pone l’accento sulla costruzione di una vera e propria “Grammatica delle Emozioni” che attraverso la favola e il gioco possa accompagnare i bambini e le bambine all’ascolto autentico e non giudicante di ciò che si prova.
Il percorso ha l’obiettivo primario di educare, attraverso lo sviluppo di competenze relazionali e di intelligenza emotiva, a una comunicazione autentica basata sull’ascolto non giudicante e la comprensione empatica dell’altro.
Che cosa comporta in una classe educare alle competenze emotive?
- Prendere coscienza del proprio corpo in relazione agli altri.
- Controllare il proprio corpo, sé, lo spazio, l’attenzione.
- Utilizzare i gesti e i rituali della comunicazione.
- Migliorare la fiducia in se stessi lavorando e giocando in gruppo.
- Comunicare esperienze, emozioni, stati d’animo in modo efficace e creativo.
- Porsi in uno stato di empatia e di ascolto nei confronti dell’altro.
- Esprimersi improvvisando sui contenuti e tematiche emerse dagli incontri stessi in relazione alla propria sfera interiore.
- Saper utilizzare attraverso il gioco e la favola i diversi linguaggi espressivi come quello corporeo, verbale, sonoro e fantastico.
- Valorizzare le capacità e le diversità di ciascuno.
Ascoltare il cuore: i giochi emotivi
Usando il gioco come linguaggio espressivo della fantasia è possibile condividere le emozioni. Il marchio didattico di giochi emotivi “I giochi del cuore” accompagna i bambini e le bambine nel viaggio di scoperta delle loro emozioni. Si tratta di giochi didattici semplici ma di impatto emotivo, da ricreare in classe ma anche da condividere in famiglia per ricreare un “alfabeto del cuore” attraverso il riconoscimento delle emozioni e il potenziamento del linguaggio emotivo.
I giochi emotivi aiutano bambine e bambini a potenziare il linguaggio emotivo riconoscendo le espressioni facciali corrispondenti all’emozione provata.
Le emozioni base per apprendere “l’ABC delle emozioni” come la felicità/tristezza/paura/meraviglia rappresentano un percorso di auto-consapevolezza emotiva, vediamo le tappe di questo viaggio.
- La presentazione del Pannello Emotivo, per favorire l’individuazione delle emozioni e il potenziamento del linguaggio emotivo.
- La collana delle Emozioni: aiuta i bambini a potenziare il linguaggio emotivo riconoscendo le espressioni facciali corrispondenti all’emozione provata.
- L’appello Emotivo: la conoscenza degli stati d’animo altrui; si favorisce la nascita di momenti di empatia e immedesimazione nell’altro attraverso la costruzione del “Sorrisometro”.

Per approfondire nel dettaglio questi momenti educativi si rimanda ai materiali in allegato e al kit didattico “La valigia delle emozioni”.
Come costruire uno “Spazio affettivo in classe”?
Molte proposte per lavorare sullo spazio affettivo sono contenute nel libro “Una carezza nell’anima”, dove vengono esposte numerose proposte laboratoriali per educare all’ascolto del cuore attraverso la favola.
Il viaggio attraverso la favola, infatti, aiuta bambini e bambine a costruire i loro affetti, a riconoscere le loro passioni a sapersi ascoltare e ascoltare l’un l’altro. Inoltre aiuta a sviluppare le competenze emotive. La competenza emotiva oggi è determinante fin dalla più tenera età, per questo è stata inserita come “Competenza chiave per l’apprendimento permanente” all’interno del «Fascicolo inter-istituzionale: Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea relative alle competenze chiave per l’apprendimento permanente» del 2018.
Quindi se la scuola vuole ricreare il senso di essere una “comunità educante” non può che ripartire da una “Scuola del cuore”! Perché fare questo? Perché dalla scuola si crea una maggiore interdipendenza con gli altri contesti famigliari e del territorio di appartenenza.
Serve una maggiore aggregazione territoriale per adottare iniziative efficaci sui temi delle emozioni, dell’empatia e della costruzione di relazioni sane e, nel contempo, un’adeguata formazione degli insegnanti, perché siano in grado di implementare il nuovo approccio in classe. È importante promuovere un maggiore livello di inclusione, attraverso campagne di informazione sull’importanza della conoscenza e della consapevolezza delle emozioni, dell’empatia e di esempi positivi incentrati sulla solidarietà, sul valore del volontariato e dell’impegno sociale.
Chi è dalla parte dell’educazione oggi non può sottrarsi!
Marta Tropeano
Nicole Marcellini
Marco Morandi
Giulia Olivero
Angela Schisa - DFI Books
Roberto Castaldo - DFI Books