A ottobre 2026, per la prima volta Didacta Italia approda in Abruzzo
Dal 21 al 23 ottobre a Lanciano, in Abruzzo, arriva per la prima volta Didacta Italia, con un programma scientifico pensato per rendere la formazione e l’innovazione educativa sempre più accessibili e vicine alle comunità scolastiche e ai territori. L’edizione abruzzese si inserisce nel percorso di diffusione regionale di Didacta Italia, che al fianco di INDIRE porta la ricerca e la formazione a incontrare direttamente i bisogni delle scuole, valorizzando le specificità locali. Ne abbiamo parlato con Francesco Manfredi, presidente di INDIRE.
Didacta Italia e INDIRE stanno portando avanti una forte contaminazione sul territorio nazionale attraverso le edizioni regionali, come quelle in Puglia, Sicilia, Trentino e ora in Abruzzo. Quali sono gli obiettivi principali di questa diffusione capillare?
La scelta di portare Didacta Italia nei territori nasce dalla volontà di rendere la formazione e l’innovazione educativa sempre più accessibili e vicine alle comunità scolastiche, alle istituzioni e alle realtà educative locali, valorizzando al tempo stesso le specificità dei diversi territori.
Per INDIRE, che è partner scientifico di Didacta Italia fin dalla sua nascita, questa dimensione regionale è particolarmente importante. La ricerca educativa acquista valore quando riesce a incontrare le scuole, ascoltarne i bisogni e contribuire alla diffusione di pratiche innovative. Le edizioni regionali possono quindi diventare veri e propri luoghi di incontro tra ricerca, formazione ed esperienza concreta dei docenti.
La formazione del personale scolastico rappresenta l’elemento centrale della missione istituzionale di INDIRE. In che modo l’offerta formativa di Didacta Italia Edizione Abruzzo risponde ai bisogni concreti degli insegnanti, in particolare attraverso la struttura dei workshop immersivi?
La formazione del personale scolastico è il cuore della missione di INDIRE, e il programma scientifico che curiamo per Didacta Abruzzo nasce proprio da questa priorità. Non ci limitiamo a proporre convegni informativi: la parte più caratterizzante del programma sono i workshop immersivi, pensati secondo la logica dell’“imparare facendo”. I docenti non assistono passivamente, ma lavorano in prima persona: portano il proprio pc, sperimentano strumenti, metodologie e ambienti didattici che potranno poi trasferire direttamente nelle loro classi. Infatti, i docenti vengono messi nella condizione di sperimentare strumenti, metodologie e attività che possono poi essere rielaborati e trasferiti nella propria realtà scolastica.
Il programma abruzzese propone in questo senso un’offerta molto articolata, che spazia dall’intelligenza artificiale alle competenze socio-emotive, dalla sostenibilità all’orientamento, dalla didattica inclusiva alle metodologie attive. Sono presenti, inoltre, numerosi workshop curati direttamente da INDIRE, dedicati, tra gli altri, al pensiero critico, alle competenze trasversali, alla sostenibilità, all’educazione socio-emotiva e al rapporto tra filosofia, conflitto e intelligenza artificiale.
L’obiettivo è quindi creare occasioni nelle quali i docenti possano confrontarsi con pratiche e strumenti, comprenderne le potenzialità e valutarne l’effettiva applicabilità. È una formazione che parte dall’esperienza e che vuole accompagnare la scuola nei processi di cambiamento, rispettandone l’autonomia e la specificità.
Nel programma scientifico di Didacta Abruzzo, il seminario di apertura della prima giornata (il 21 ottobre) è intitolato “Patti Educativi di Comunità: ripensare la scuola come bene comune”. Quali ragioni hanno guidato questa scelta e qual è il valore di questi strumenti?
Il seminario sui Patti educativi di Comunità si concentrerà su una delle tematiche che verranno affrontate in questa edizione. I Patti educativi di comunità rappresentano uno strumento concreto per costruire alleanze tra istituzioni scolastiche, enti locali, associazioni, cittadini e altri soggetti del territorio, condividendo responsabilità e obiettivi educativi. Raccogliendo l’invito del Ministro Valditara, particolarmente attento a questi temi, gli strumenti e le iniziative che presenteremo contribuiranno a contrastare le disuguaglianze e la dispersione scolastica e a rafforzare la dimensione partecipativa ed educativa della scuola.
Il tema, infatti, è particolarmente significativo per l’Abruzzo e, più in generale, per quei territori nei quali la scuola rappresenta un presidio educativo, sociale e culturale fondamentale. Pensiamo alle aree interne, alle piccole isole, in generale ai contesti più fragili, dove costruire reti solide tra scuola e territorio può fare la differenza nella lotta ai divari e nel contrastare il rischio di isolamento.
È un tema che INDIRE segue da tempo, anche attraverso il proprio Osservatorio Nazionale sui Patti educativi, e che riteniamo particolarmente adatto ad aprire i lavori: prima ancora di parlare di metodologie e strumenti didattici, vogliamo affermare un principio: la scuola cresce se cresce insieme alla comunità che la sostiene.
Quali, tra i percorsi formativi, sono quelli maggiormente seguiti dai docenti?
Sicuramente quelli riguardanti l’intelligenza artificiale, ormai diventato uno strumento molto usato nelle scuole italiane. INDIRE è fin dal primo momento al fianco dei docenti e degli studenti per accompagnarli in questa fase di profonda trasformazione, offrendo strumenti, formazione e occasioni di confronto per promuovere un uso consapevole, critico e responsabile dell’intelligenza artificiale. Mi preme ricordare che, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, è stato avviato un percorso triennale sull’educazione digitale, con un’attenzione particolare ai social, all’intelligenza artificiale e al benessere online. Per non lasciare soli i ragazzi di fronte a queste trasformazioni, è importante accompagnare tutte le figure professionali della scuola nello sviluppo di competenze adeguate ad affrontare i cambiamenti in atto. La formazione, in coerenza con le nuove Linee guida sull’Educazione civica, punta infatti a promuovere una cittadinanza digitale responsabile e consapevole, sostenendo il benessere degli studenti e lo sviluppo di un approccio critico all’utilizzo degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale.

Redazione
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