Dire, fare, insegnare
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Il Polo del '900 per la scuola

Il direttore del Polo del '900 di Torino, Emiliano Paoletti, ha raccontato in questa intervista a Dire, fare, insegnare le numerose attività e gli strumenti formativi che il centro culturale dedica agli studenti e ai docenti, durante l'anno scolastico e in estate.

Metodologie 
22 giugno di: Redazione
copertina

Il Polo del ’900 è un centro culturale che a Torino propone molteplici attività e occasioni di riflessione sulla storia del secolo scorso, per promuovere una consapevolezza civica soprattutto alle nuove generazioni. Uno spazio dinamico e aperto a tutti, con sale lettura per studiare e consultare il materiale conservato nella Biblioteca e nell’Archivio, un Museo Diffuso della Resistenza con un percorso multimediale e un programma di eventi pensato anche per le scuole.

Abbiamo chiesto al direttore Emiliano Paoletti di raccontarci in cosa consistono le iniziative del Polo del ’900 e quali sono le opportunità di approfondimento e formazione dedicate a studenti e insegnanti.

  • Come è nato il Polo del '900 e quali sono i suoi progetti più significativi?

Il Polo del '900 è un centro culturale aperto ai cittadini nel cuore di Torino nel cosiddetto “Quadrilatero romano”. In regime di gratuità offre tutto l’anno occasioni di conoscenza e intrattenimento che mirano al benessere collettivo e alla crescita sociale attraverso la cultura. Progettato e sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, Città di Torino e Regione Piemonte, il Polo del ‘900 è il frutto di un progetto di riqualificazione urbana che ha riconsegnato ai cittadini i Palazzi di San Celso e San Daniele realizzati da Filippo Juvarra nel 1700. Oggi in un unico spazio ospita il Museo Diffuso della Resistenza, archivi, spazi espositivi e performativi, un’area bimbi, biblioteche, sala lettura, caffetteria, un cortile all’aperto e uno studio medico.

Il Polo è anche il risultato di un lavoro di integrazione che riunisce 25 enti tra le più prestigiose associazioni e istituti storici e culturali piemontesi. Dal lavoro congiunto degli enti e di altre realtà che ruotano attorno al Polo si dà vita a un’offerta culturale che propone strumenti molteplici e spesso inediti per accrescere e formare un’identità civica collettiva.

  • Quali sono le attività specificamente rivolte al mondo della didattica e alle scuole?

Tante sono le modalità con cui il Polo del ‘900 entra in contatto con scuole, insegnanti e studenti di ogni ordine e grado. Proponiamo concorsi creativi come “Accendi la Resistenza” che usa la graphic novel per parlare di antifascismo, guidato dall’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti"; oppure “Home – House of memory & engagment” che parte dal pensiero e dalle opere di Antonio Gramsci per ispirare la produzione di opere artistiche, curato direttamente dall’Istituto Piemontese Gramsci.

Al Polo anche l’audiovisivo è uno strumento di didattica grazie all’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza che, tra le altre cose, porta avanti da 19 edizioni il concorso “Filmare la storia”, con annessi webinar su come realizzare film a partire dalle fonti d’archivio. Invece con l’Istituto Salvemini si approfondisce il tema della Costituzione, affrontando argomenti come la memoria, l’Europa e l’ambiente e progettando parte del laboratorio con gli insegnanti stessi.



Il Museo Diffuso della Resistenza, invece, coinvolge gli studenti con il progetto “Le pietre d’inciampo” – piccoli cubetti di cemento con lamina di ottone posizionati dinanzi alle ultime dimore liberamente scelte dalle vittime del nazifascismo, diffuse in tutta Europa grazie all’artista tedesco Gunter Demnig ­– che prevede la stesura della biografia della persona cui la pietra è dedicata, la posa alla presenza dell’artista in un momento pubblico dedicato e la costruzione di un evento di restituzione finale.

Anche il gaming è uno strumento educativo sperimentato, come le carte da gioco di “Alfabeto Civico” realizzato dalla Fondazione Donat-Cattin o il progetto “Oca – l’arte che allena il pensiero” che ha portato alla realizzazione di un gioco dell’oca animato per parlare di disuguaglianze, diritti e attivismo.



Il Polo promuove anche progetti di didattica integrata che prevedono corsi di formazione per docenti e operatori delle scuole come con “A scuola di ‘900”, su metodologie didattiche innovative per affrontare alcuni grandi temi del '900, non sempre inclusi nei programmi scolastici. Non manca l’offerta digitale: sul portale 9CentRo, hub degli archivi del Polo, una sezione è dedicata a storie e percorsi multimediali pensati a supporto delle lezioni su democrazia, diritti, memoria e liberazione. Il Polo supporta gli insegnanti anche con kit didattici, unità di apprendimento che superano l’insegnamento tradizionale per una comprensione più dinamica di alcuni temi cardine del Novecento, da scaricare gratuitamente dal sito del Polo del '900.

I servizi educativi del Polo sono attivi anche oltre il periodo scolastico con il format estivo “La Bella stagione” rivolto a ragazzi dai 6 ai 13 anni con le storie di Bombetta Book e il gioco “Oca – l’arte che allena il pensiero”, ripensato in forma laboratoriale per i più piccoli. In più il Polo accoglie e cura il programma dell’edizione torinese di “Prime Minister - Scuola di politica per giovani donne” che gratuitamente offre a trenta giovani ragazze dai 14 ai 19 anni la possibilità di partecipare a incontri, attività laboratoriali e di mentorship legate al tema della politica e alla leadership al femminile.



  • Vorrebbe darci un assaggio di un vostro kit didattico, per comprenderne meglio il potenziale utilizzo in classe?

Uno dei kit didattici proposti è “Brundibár. Il teatro per la libertà” che nasce dall’omonima opera vincitrice del “Premio 25 aprile scuole secondarie di secondo grado” del concorso Filmare la storia (XVII edizione). A partire dalla rivisitazione dell’opera musicale messa in scena nel ghetto di Terezín da bambini e ragazzi deportati e destinati allo sterminio, si aprono diverse opportunità di approfondimento, riflessione, attività formative.

Il kit offre una cronologia dettagliata della Cecoslovacchia sotto l’occupazione nazista e del ghetto di Terezín; schede di approfondimento su parole chiave e figure di rilievo nella storia di Terezín; un podcast dedicato al racconto “Il nostro sigillo” di Primo Levi; una video-intervista al prof. Bruno Maida sul tema dei bambini di fronte alle discriminazioni, alle persecuzioni e alla deportazione; una galleria di disegni dei bambini di Terezín tratta da una mostra diffusa dell’Associazione Figli della Shoah; una bibliografia e una filmografia.

Quindi consente di approfondire tematiche storiche, sociali ed esistenziali: l’ascesa e la propaganda nazista; l’occupazione della Cecoslovacchia; le discriminazioni, la deportazione e lo sterminio degli ebrei cecoslovacchi; la resistenza non armata nel ghetto e nel Theresienstädter Familienlager a Birkenau di artisti, intellettuali, educatori; la condizione dei bambini; il valore della cultura e della formazione anche nei contesti più estremi. Altri kit didattici hanno altri focus dall’emigrazione al razzismo, dalle donne al lavoro.

  • Quali sono gli appuntamenti per il prossimo anno scolastico previsti dal Polo del '900?

Ogni anno tra fine settembre e inizio ottobre il Polo organizza l’Open day della didattica, occasione in cui vengono presentati agli insegnanti i temi dei progetti integrati del Polo, i progetti autonomi degli enti partner, le attività didattiche del Polo offerte autonomamente, i concorsi creativi e le novità per l’anno scolastico in corso. Il Polo aggiorna gli insegnanti sulle proposte educative in programma con una newsletter dedicata (per iscriversi al seguente link). Per maggiori informazioni si può scrivere a didattica@polodel900.it.

Photo credits: © Polo del '900