All’inizio era un piccolo gruppo di ragazze americane, si riunivano in modo quasi carbonaro grazie all’aiuto degli amici di Reshma Saujani per parlare di tecnologia, programmazione e, soprattutto, di come avvicinare bambine e ragazze al mondo digitale.
Oggi Girls Who Code è un’organizzazione no-profit con migliaia di ragazze iscritte, provenienti da più di 40 paesi e supportate da importanti figure filantropiche e fondazioni.
Tutto parte da un’idea di Reshma Saujani, avvocata e politica, che immagina un programma di educazione tecnologica per bambine e ragazze dai 10 ai 17 anni; Reshma si chiede come favorire l’inserimento nel mondo delle discipline STEM e come aiutare queste ragazze a entrare in contatto, conoscere e sviluppare interesse per questo mondo.
Da questa semplice idea si sviluppa l’organizzazione che oggi fornisce corsi, aggiornamenti e opportunità di formazione a migliaia di ragazze e persone non binarie, con l’intento e la volontà di consolidare e ampliare i valori originari legati all’inclusione e alla parità.
Come mai tutto questo è diventato un libro? Per arrivare a sempre più bambine e ragazze con uno strumento accessibile e popolare, in grado di raggiungere un ampio pubblico, avvicinare e ispirare chi prova ancora imbarazzo, ritrosia o insicurezza nei confronti di un universo ancora oggi a prevalenza maschile, dal quale le ragazze vengono a priori escluse, considerate inadatte per attitudine.
Nulla di più assurdo o sbagliato, e le pagine di Girls Who Code. Impara il coding e cambia il mondo ce lo dimostrano. Le illustrazioni e i fumetti di Andrea Tsurumi danno man forte al lavoro di raccolta e promozione di Reshma Saujani che affianca alle biografie di donne che hanno fatto la storia dell’informatica e della matematica, contributi e interviste a donne che oggi sono vere e proprie pioniere in vari settori tecnologici.
Il focus è sul coding, di interesse e importanza crescente tra le giovani generazioni anche grazie al supporto dei programmi ministeriali, ma il libro porta esempi che vanno dai videogame alla digital art, dai robot alla creazione di siti web e app, arrivando poi a toccare un elemento fondamentale per chiunque si addentri nel mondo digitale: la sicurezza online.
Il manuale non è solo una raccolta di testimonianze, non si limita a spronare con esempi mirabili e successi professionali, ma offre anche strumenti pratici per creare un rapporto con le tecnologie a partire dalla quotidianità: Girls Who Code è accompagnato da un glossario molto dettagliato e scientificamente accurato, come tutto il resto del testo, che permette di approfondire gli argomenti che hanno suscitato maggiore interesse e fanno da punto di partenza per applicare le nozioni apprese nella pratica.
Colorato, divertente e preciso questo manuale si adatta perfettamente a una lettura continuativa o sporadica, assaggiando storie e capitoli a piacimento, in grado di suscitare l’interesse di ragazze della Scuola secondaria di I grado e dare loro la possibilità di avvicinarsi al mondo STEM in una fase in cui si cominciano a definire sempre meglio interessi e attitudini.
Perché non assegnarlo allora come lettura e usare le storie e le proposte per riflettere sulle difficoltà, i pregiudizi ma anche le possibilità e le potenzialità che il mondo STEM può avere per bambine e ragazze?
La lettura, anche mirata, della totalità o di parti di questo manuale sui generis può trasformarsi in un’occasione per abbattere gli stereotipi che ancora spesso ci troviamo attaccati addosso o che, per abitudine, attacchiamo addosso alle altre persone, e realizzare quanto la tecnologia, l’informativa e la matematica siano, davvero, un gioco per ragazze.
Redazione
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