Un’attività per capire l’importanza del 2 giugno
Come far comprendere a studenti e studentesse il significato profondo della Festa della Repubblica senza ridurla a una semplice ricorrenza? È una domanda che ogni anno ritorna e che interpella direttamente il nostro modo di contestualizzare l’insegnamento della storia. Per restituire spessore a questa ricorrenza, ho implementato, in linea con la progettazione didattica di educazione civica del consiglio di classe della mia classe quinta della Scuola secondaria di II grado, indirizzo scientifico, un’attività che mette gli studenti e le studentesse nei panni dei protagonisti di quella scelta, trasformando l’aula in un’agorà deliberativa.
L’attività didattica si sviluppa nell’arco di quattro ore complessive e si configura come un’esperienza di apprendimento attivo e situato, finalizzata a coniugare la comprensione storica con lo sviluppo di competenze civiche e argomentative. In questa prospettiva, l’attività mira non solo alla ricostruzione del contesto storico, ma anche alla comprensione del processo deliberativo che ha condotto alla scelta tra monarchia e repubblica.
Gli obiettivi formativi e le fasi di lavoro
Gli obiettivi formativi comprendono lo sviluppo della capacità di analizzare fonti primarie, l’acquisizione di competenze argomentative e comunicative e la maturazione di una consapevolezza critica riguardo ai concetti di sovranità popolare e partecipazione democratica, intesi non solo come principi teorici, ma anche come elementi concreti del processo decisionale tra monarchia e repubblica.
La prima fase dell’attività (1 ora) è stata dedicata alla contestualizzazione e all’attivazione delle conoscenze pregresse degli studenti e delle studentesse. Tale scelta metodologica si riferisce ai principi dell’apprendimento significativo, secondo cui l’acquisizione di nuove informazioni risulta più efficace quando esse si collegano a strutture cognitive già esistenti. L’utilizzo della tecnica dell’Active recall mi ha aiutato a coinvolgere attivamente ragazzi e ragazze nel recupero delle informazioni relative al contesto dell’Italia post-bellica, dalla caduta del fascismo alla guerra civile, fino alla questione istituzionale, trasformando un momento tradizionalmente frontale in un processo partecipato. La successiva introduzione di una domanda-stimolo («Che cosa significa scegliere la forma di uno Stato quando tutto è da ricostruire?») ha reso possibile la problematizzazione, ponendo ragazzi e ragazze di fronte alla questione affrontata.
La seconda fase (1 ora) è iniziata con la suddivisione della classe in quattro gruppi da cinque persone, ciascuno con un ruolo diverso, secondo i principi dell’apprendimento cooperativo. La strutturazione in gruppi è così articolata:
- Gruppo A: Comitato pro-Repubblica.
- Gruppo B: Comitato pro-Monarchia.
- Gruppo C: Collegio dei giornalisti (redige domande e fornisce una cronaca storica).
- Gruppo D: Assemblea dei cittadini indecisi (vota al termine del dibattito).
L’assegnazione di ruoli specifici all’interno del gruppo ha permesso di simulare la pluralità degli attori coinvolti nel dibattito pubblico, favorendo una comprensione più articolata e meno semplificata del processo storico. A ciascun gruppo, infatti, è stato fornito un dossier documentale come strumento essenziale per orientare il lavoro, con lo scopo di sviluppare competenze di historical thinking, ovvero la capacità di interpretare, contestualizzare e valutare criticamente documenti storici.
Il dossier documentale comprendeva fonti eterogenee selezionate per favorire una lettura pluriprospettica del contesto storico e politico del referendum istituzionale del 1946. In particolare, esso conteneva estratti di discorsi politici (come Pietro Nenni, Ignazio Silone, Alcide De Gasperi, Benedetto Croce), articoli di giornali dell’epoca, manifesti di propaganda monarchica e repubblicana, dati relativi all’esito del referendum nelle diverse aree geografiche italiane, immagini storiche del voto del 2 giugno e brevi testimonianze sulla partecipazione femminile alla consultazione elettorale. Sono stati inoltre inseriti alcuni riferimenti alla nascita dell’Assemblea costituente e ai principi fondamentali della futura Costituzione repubblicana, così da collegare il dibattito istituzionale al successivo processo costituente.
L’integrazione di materiali iconografici e sonori, quali immagini d’epoca e registrazioni di comizi, risponde inoltre alla logica della multimodalità dell’apprendimento, favorendo un maggiore coinvolgimento cognitivo ed emotivo. Ho trovato molto utili i materiali reperibili a questo link.
La terza fase (1 ora + studio autonomo a casa) è dedicata all’analisi delle fonti e alla preparazione del dibattito.
- I gruppi A e B hanno analizzato le fonti, hanno individuato gli argomenti principali e preparato un discorso di apertura con tre argomenti chiave da sostenere e con le possibili risposte alle obiezioni avversarie.
- Il gruppo C dopo lo studio delle fonti ha preparato domande da rivolgere ai due schieramenti.
- Il gruppo D ha elaborato una griglia di valutazione con criteri quali: coerenza storica, forza argomentativa, capacità di coinvolgimento. Per ciascun criterio studenti e studentesse hanno utilizzato una scala da 1 a 5, accompagnata da brevi descrittori qualitativi. La costruzione condivisa della rubrica ha favorito processi di valutazione critica e di riflessione metacognitiva sulle caratteristiche di un dibattito democratico efficace.
La quarta fase (1 ora), rappresentata dal dibattito pubblico, ha costituito il momento centrale dell’attività e si configura come una vera e propria simulazione del dibattito pubblico. Ho disposto l’aula a emiciclo e ho assunto il ruolo di presidente dell’assemblea, indicando i tempi e regolando lo svolgimento del confronto. La simulazione di un’assemblea deliberativa ha offerto agli studenti e alle studentesse la possibilità di sperimentare concretamente le dinamiche del confronto democratico, mettendo in gioco competenze comunicative, capacità di ascolto e gestione del conflitto. La strutturazione del dibattito ha seguito la seguente scaletta.
- Discorso di apertura del Comitato pro-Repubblica (5 min).
- Discorso di apertura del Comitato pro-Monarchia (5 min).
- Prima sessione di domande dei giornalisti (15 min).
- Repliche incrociate tra i due comitati (10 min).
Questa scansione ha garantito un equilibrio tra esposizione e interazione, favorendo una partecipazione ordinata e significativa. Per garantire equilibrio e imparzialità nello svolgimento del confronto, l’ordine degli interventi dei due comitati è stato stabilito tramite sorteggio preliminare. Inoltre, al fine di assicurare una simmetria argomentativa tra le parti, il gruppo che ha aperto il dibattito nella fase iniziale ha effettuato l’ultimo intervento nella fase delle repliche finali. L’ultima parte della quarta fase dell’attività prevede il voto al referendum e il debriefing, che rappresentano momenti fondamentali dal punto di vista formativo. La simulazione del voto a scrutinio segreto ha riprodotto una delle pratiche fondamentali della democrazia rappresentativa, rendendo gli studenti protagonisti di una scelta collettiva. Il confronto con il risultato storico introduce un elemento di riflessione critica sulle dinamiche decisionali e sulle possibili alternative. L’Assemblea dei cittadini indecisi ha votato a scrutinio segreto. Il risultato è stato confrontato con l’esito storico (54,3% Repubblica, 45,7% Monarchia). È seguita una discussione guidata, orientata dalle seguenti domande: quali argomenti vi hanno convinto di più e perché? Che cosa sarebbe cambiato se avesse vinto l’altra opzione? Qual è il legame tra quella scelta e la Costituzione del 1948?
Nel complesso, l’attività ha permesso di superare la tradizionale separazione tra apprendimento disciplinare ed educazione civica, mostrando come la comprensione storica possa diventare strumento per la formazione alla cittadinanza. La rievocazione del dibattito si è trasformata in un dispositivo didattico capace di attivare processi di partecipazione, riflessione critica e consapevolezza democratica. Gli studenti e le studentesse hanno mostrato un coinvolgimento superiore alle aspettative, soprattutto nella fase di analisi delle fonti: scoprire che il dibattito del ’46 non fu affatto scontato ha generato una discussione vivace sulla fragilità e sulla forza delle scelte democratiche. Dal punto di vista dell’apprendimento, la simulazione ha permesso di consolidare conoscenze storiche attraverso l’uso attivo delle fonti; di esercitare competenze trasversali (argomentazione, ascolto, sintesi) e di avvicinare l’Educazione civica alla dimensione esperienziale, superando la sola trasmissione di nozioni. Un aspetto interessante è emerso nel debriefing: diversi studenti e studentesse hanno osservato che la scelta repubblicana non fu solo un rigetto del passato, ma un atto di fiducia nel futuro e nella capacità di autogovernarsi. È proprio questa consapevolezza che la Festa della Repubblica dovrebbe rinnovare ogni anno.
Bibliografia e sitografia
- G. Ferrara, Il referendum istituzionale, in “Quaderni costituzionali”, 1996
- M. Ridolfi, Le feste nazionali, Il Mulino, 2003
- P.L., Ballini Il referendum del 2 giugno 1946, Mondadori, 2009
- Interventi e Relazioni parlamentari, a cura di Stefania Martinotti Dorigo, Vol. II, Dalla Consulta nazionale al Senato della Repubblica (1945-1958), Fondazione Luigi Einaudi, Torino, 1982, pp. 253-564.
- 2 giugno. Nascita, storia e memorie della Repubblica. 6 I numeri del referendum istituzionale, a cura di Maurizio Ridolfi, Pierluigi Totaro, I libri di Viella, 375, 2020
- Il referendum istituzionale – Visita la Camera
- 2 Giugno – Festa della Repubblica – Senato
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