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Insegnare Storia e Geografia con le tecnologie digitali: alcuni spunti

In occasione del Bett Show 2020 abbiamo seguito l’intervento di Caitlin McMillan e Rowan Roberts, che hanno presentato alcuni utilissimi strumenti digitali per la didattica della Storia e della Geografia.

Esperienze di insegnamento 
08 aprile di: Redazione
copertina

Al Bett Show 2020 abbiamo avuto il piacere di seguire una sessione organizzata dal London Connected Learning Center. Questo centro, che fa parte dell’Education Development Trust del Regno Unito, si occupa di aiutare le scuole nell'uso creativo e critico delle tecnologie digitali, fornendo supporto curricolare, e servizi tecnici.

Il principio che guida il lavoro del London Connected Learning Center è quello di integrare l'uso della tecnologia in tutte le aree del curriculum scolastico: ogni persona deve infatti, secondo loro, sviluppare le proprie digital skills e la propria mentalità critica per prepararsi al meglio per il futuro.

Uno degli interventi che ci ha più colpito, durante la sessione, è stato quello tenuto da Caitlin McMillan e Rowan Roberts. Roberts è specializzata in informatica per la scuola primaria, in particolare nelle aree del game design, della programmazione e del pensiero computazionale mentre McMillan, che lavora al CLC dal 2014, si dedica al digitale creativo.

Il loro intervento, pensato per le scuole primarie, si intitola Enhancing primary history and geography with digital technologies. Ecco cosa abbiamo imparato. 

Gli insegnanti della scuola primaria – in questo caso inglese – impiegano molto tempo a preparare le risorse necessarie per la loro lezione. Quando viene chiesto loro quanto tempo impiegano al giorno nella creazione di schede, PowerPoint o altre risorse, il 38% ha risposto che ci mette tra 10 e 30 minuti, il 25% più di 30 minuti ma meno di un’ora e il 14% più di un’ora. 

Ad aiutare gli insegnanti nella ricerca e nella produzione di risorse può intervenire quindi la tecnologia: esistono infatti moltissime risorse libere che gli insegnanti possono consultare per l’insegnamento della Storia, soprattutto della storia locale, e della Geografia.Gli esempi fatti da McMillan e Roberts sono strettamente legati all’ambito inglese, ma dove possibile abbiamo inserito risorse simili legate all’Italia. 

La prima risorsa citata è Britain On Film, una sterminata raccolta di video storici geolocalizzati che mostrano 120 anni di storia inglese. Purtroppo il database non è visibile fuori dall’Inghilterra, ma una raccolta di risorse simili è disponibile in Italia grazie all’Istituto Luce, che ha catalogato i suoi materiali anche per luogo e data. Queste risorse possono essere buone fonti per un’indagine storica, degli stimoli per un’attività di scrittura creativa o anche il punto di partenza per un progetto video in cui si chiede agli studenti di registrare il loro presente e fare un confronto con il passato.

Un altro spunto interessante fornito da Roberts e McMillan è la London History Schools Day Teachers’ Guide, pubblicata dall’amministrazione di Londra nel maggio 2019. Oltre che per la grafica curata e accattivante, la guida è interessante perché propone agli studenti una serie di attività pensate per rendere omaggio a personalità famose della città. L’idea alla base del progetto è quella di invitare i bambini a travestirsi da una delle persone citate nell’opuscolo e, per farlo, viene anche suggerito come creare gli accessori necessari: una medaglia olimpica, un casco da astronauta, una corona. 

Passando dalla Storia alla Geografia, le due relatrici hanno chiamato in causa Google Earth, uno strumento straordinariamente ricco e versatile che può, secondo loro, aiutare a rendere questa materia tangibile per i bambini.

Esistono diversi modi per utilizzare le risorse fornite da Google Earth. Una delle più interessanti è il pulsante "Mi sento fortunato", che trasporta l’utente in una località interessante del pianeta scelta dall'algoritmo del programma. Una volta scoperto il luogo, è possibile scoprire di più su di esso grazie a una scheda informativa.La modalità Voyager, invece, consente di visitare virtualmente una serie di luoghi collegati da un tema. Molti di questi temi riguardano aspetti della geografia umana – le diverse case del mondo, i quartieri più colorati del pianeta –, mentre altri si concentrano sulla geografia fisica: fiumi, laghi, ghiacciai o foreste pluviali.

Un altro spunto didattico molto utile collegato a Google Earth, e in particolare alla modalità Street View, è la possibilità di “viaggiare nel tempo” grazie a questo strumento. Facendo una ricerca in questa modalità, infatti, talvolta compare in alto a destra l’icona di un orologio. Cliccandola, si può vedere le diverse immagini scattata a quel luogo da Google nel corso degli anni: ovviamente si può tornare indietro nel tempo solo di dieci anni – o poco più – ma per i bambini più piccoli è un lasso temporale comunque significativo. 

Per delle attività multidisciplinari (ad esempio Geografia e Scienze), infine, McMillan e Roberts hanno consigliato di usare per delle attività in classe i tracker che identificano le posizioni e gli spostamenti degli animali. Quello del WWF per esempio, utilizzando dispositivi radio che trasmettono dati via satellite, permette di seguire diverse specie animali (narvali, balene, orsi polari, tartarughe) per saperne di più sui loro habitat e sulle loro migrazioni.

Potete leggere l'articolo in inglese a questo link.

Immagine: School photo by freepik /freepik.com