Dire, fare, insegnare
Dire, fare, insegnare
Dire, fare, insegnare

Pie Corbett: l’educazione alla creatività e all’immaginazione

In occasione del Bett Show 2020 che si è svolto a Londra lo scorso gennaio, abbiamo partecipato all’intervento di Pie Corbett, educatore e scrittore inglese che ha ideato l’approccio "Talk for writing" per l’apprendimento.

Grandi insegnanti 
06 aprile di: Redazione
copertina

Nel suo intervento al Bett Show 2020 Pie Corbett – educatore, scrittore, autore e poeta inglese con all’attivo più di duecento libri – ha parlato dell’importanza di portare all’interno del mondo dell’educazione la creatività e l’immaginazione. Il suo programma di apprendimento Talk for Writing, che è ampiamente utilizzato all’interno del sistema scolastico inglese, si basa sui meccanismi di apprendimento e sul passaggio dall’imitazione, fondamentale per imparare, all’innovazione fino ad arrivare all’applicazione indipendente di ciò che si è appreso. Questo meccanismo di apprendimento, secondo il suo approccio, si può adattare alle diverse età e rispondere ai bisogni specifici di chi deve imparare. 

Ecco un estratto dell’intervento di Pie Corbett:

«Due aspetti fondamentali dell’educazione sono la creatività e l’immaginazione. Se pensiamo a un mondo senza queste due capacità, infatti, ci accorgiamo presto che non ci sarebbero idee nuove,  invenzioni o progressi in medicina. Non si troverebbero soluzioni ai nostri problemi quotidiani né si vedrebbe la speranza in un cambiamento o in un miglioramento. È questo il motivo per cui bisogna introdurre la creatività nell’educazione.

Le nuove idee possono arrivare occasionalmente da intuizioni improvvise, ma di solito non funziona così: organizziamo e miglioriamo costantemente le nostre competenze e aumentiamo le nostre conoscenze per poter riorganizzare le informazioni in maniere differenti e nuove. È questo il motivo per cui non penso che la creatività sia qualcosa di magico: può essere insegnata.

L’immaginazione è una delle capacità fondamentali per formare la creatività. Non è possibile sviluppare la capacità di immaginare senza che l’immaginazione sia ben nutrita, e per nutrirla è necessaria l’abilità di riuscire a creare immagini dentro le teste dei bambini. In questo modo si crea un ambiente adatto per la sperimentazione creativa 

La creazione di questo "ambiente sperimentale" inizia fin da molto piccoli, attraverso il gioco e grazie agli insegnanti che ampliano le possibilità di ciò che può accadere durante il gioco stesso: per un bambino creativo, infatti, tutto è possibile. Quando cresciamo - purtroppo - perdiamo questa facilità immaginativa, ma per i più giovani tutto è ancora nuovo e possono, quindi, sperimentare nuovi linguaggi. 

Anche la lettura aiuta moltissimo a sviluppare l’immaginazione, perché ci permette di viaggiare in mondi diversi. Grazie alla lettura, inoltre, possiamo migliorare le nostre abilità nel pensiero astratto, oltre che la capacità di tenere nella nostra mente un’idea, seguirla e svilupparla nel lungo periodo.

La creatività, in fondo, riguarda il generare nuove possibilità. Per questo è importante che dentro ognuno di noi sia sempre presente una sorta di critico interiore, un giudice che individua la nostra migliore idea e ci spinge a seguirla e realizzarla. È proprio questo che possiamo insegnare ai bambini: a rafforzare la loro abilità di immaginare e seguire la creatività, con metodo. 

La creatività è il catalizzatore che ci aiuta a raggiungere il cambiamento positivo anche in ambito scientifico: una persona, infatti, diventa un grande matematico o un grande scienziato solo se è anche creativa. Molte scoperte scientifiche e tecnologiche, per esempio, sono sbocciate nella mente degli scrittori di romanzi, proprio perché sono riusciti a immaginare cosa sarebbe successo anni dopo. Gli scrittori possiedono un’immaginazione che permette loro di sognare il futuro. La conoscenza è ovviamente importante, perché ci permette di acquisire nuove informazioni, ma abbiamo bisogno della creatività e dell’immaginazione per migliorare la società.

La creatività è dunque necessaria nell’educazione, perché l’educazione è un atto rivoluzionario. All'opposto della creazione c'è la distruzione: se lavoriamo in scuole con studenti difficili e impegnativi, dobbiamo sviluppare ancora di più la loro creatività, leggendo, utilizzando tecniche di storytelling e altre metodologie.

L’immaginazione è, in sintesi, una forma di sogno a occhi aperti ed è sicuramente possibile insegnare ai bambini a immaginare.»

Potete leggere l'intervento di Pie Corbett in inglese a questo link