Skip to content
  • Autori magazine dire fare insegnare

    Autori

    Magazine

    I nostri autori e autrici sono insegnanti, educatori e professionisti: su Dire, fare, insegnare condividono pratiche didattiche, idee e progetti e raccontano le strategie che sperimentano ogni giorno in prima persona dentro e fuori dall’aula.
    Tutti gli autori Magazine
  • Autori books dire fare insegnare

    Autori

    Books

    Alle sfide della scuola di oggi e domani dedicano le loro parole e le loro riflessioni gli autori e autrici delle collane DFI Books: esperti e docenti che ci guidano tra metodologie efficaci e spunti operativi per rinnovare la didattica.
    Tutti gli autori Books

Area Infanzia

L’accoglienza

Daniela Mainetti ed Elisabetta Marazzi riflettono sul tema dell’accoglienza nei primi giorni del nuovo anno scolastico.

Tempo di lettura: 3 minuti

logo bambiniDaniela Mainetti logo bambiniElisabetta Marazzi
bambini che arrivano a scuola

Accogliere significa: «Ricevere, ricevere nella propria casa, ammettere nel proprio gruppo temporaneamente o stabilmente; soprattutto con riguardo al modo, al sentimento, alle manifestazioni con cui si riceve. […] Ricevere, sentire accettare con un determinato atteggiamento o stato d’animo. […] Contenere, ricevere per contenere. […] Radunarsi, riunirsi in un luogo o presso qualcuno» (www.treccani.it).

Si tratta di una molteplicità di significati che i contesti educativi e scolastici hanno il compito di tradurre in comportamenti e declinare in azioni nel corso di tutto l’anno ma, altrettanto, con particolare vigore ad avvio d’anno, quando bambini, bambine e famiglie fanno ritorno presso i nidi e le scuole che già frequentano e quando bambini, bambine e famiglie fanno il loro primo ingresso in strutture che non conoscono.

Il primo elemento che sembra emergere dalla definizione estrapolata dal dizionario è quello dell’atteggiamento e della modalità con cui accogliamo: si tratta non solo di far entrare ma soprattutto di rendere parte, di accettare l’altro nella sua specificità e unicità, nella sua differenza senza aspettarsi l’omogeneità né tanto meno l’omologazione.

Se si tratta di accettazione vuole dire che, come luoghi e professionisti dell’educazione, sarà doveroso creare tutte le condizioni che permettono alle persone di sentirsi riconosciute nelle proprie caratteristiche e lette come interlocutrici con cui creare dialoghi, costruire significati, generare conoscenze partendo dal presupposto che chi arriva o torna ha in sé un patrimonio di saperi, pensieri e sentiti che non è possibile ignorare.

Il secondo fattore evidenziato è quello del contenimento: chi accoglie è chiamato a contenere, a creare un contenitore che permetta a chi giunge di poter sperimentare una sensazione di benessere, sicurezza e stabilità della relazione, in cui sentirsi riconosciuto con le proprie risorse e i propri limiti, in cui rintracciare riferimenti che permettano di acquisire autonomia, in cui respirare l’aria di una sana curiosità e un interessamento autentico rispetto a una conoscenza da costruire (rispetto ai bambini, alle bambine e alle famiglie nuove) e ricostruire (per chi è già frequentante).

Infine, il dizionario rimanda alla dimensione del radunarsi: accogliere vuol dire ritrovarsi, incontrarsi, ricongiungersi e stare insieme. Secondo questa accezione i nidi e le scuole non possono ignorare il valore relazionale e comunitario che consente una reale accoglienza, valore che è necessario tenere sempre presente e su cui lavorare quotidianamente con bambini, bambine e famiglie: con i bambini e le bambine in un processo di valorizzazione dei pensieri e delle domande che portano; con le famiglie in un processo di creazione di una cultura dell’infanzia e di una cultura dell’educazione che consideri i punti di vista differenti delle diverse culture (dei servizi e dei genitori) che le realtà educative e scolastiche mettono e tengono in rete.

Sulla base di quanto fin qui delineato ecco allora che, per realizzare un vero progetto sull’accoglienza, forse dobbiamo ricordare che l’accoglienza va di pari passo con i principi dello scambio e della fiducia: scambio perché la reciprocità è una dimensione imprescindibile di una qualunque relazione e fiducia perché per potersi confrontare è necessario potersi fidare dell’altro (nel percepire l’assenza di giudizio rispetto a quello di cui ciascuno è portatore)…

Accogliere dunque per dare vita a nuove comunità.

Scopri tanti altri contenuti e abbonati a Bambini

Abbonati a Bambini
Rivista Bambini

10 Settembre 2026

Scopri i nostri libri
Angela SchisaAngela Schisa - DFI Books

Fuori classe: Service Learning nell’era dell’IA generativa

Un viaggio nel Service Learning: una metodologia in cui il sapere esce dall’aula, incontra la comunità e genera cambiamento.
Scopri di più
Fuori Classe - DFI Books
Roberto CastaldoRoberto Castaldo - DFI Books

Pensatori abituali: Make Learning and Thinking Visible nell’era dell’IA generativa

Un viaggio condiviso nella metodologia Making Learning and Thinking Visible (MLTV) per conoscere routine di pensiero semplici e ripetibili, che aiutano a rendere visibili i processi di apprendimento. Un libro pensato per gli insegnanti-eroi che vogliono accettare la chiamata al cambiamento, anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale generativa.
Scopri di più
Libro Pensatori Abituali

Iscriviti a Didattica Espresso.