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Educazione al linguaggio cinematografico: tre proposte di film per esplorare le tematiche di genere

“Rodari racconta” propone una attività di Educazione civica applicata alla critica del linguaggio audiovisivo per la scuola secondaria di secondo grado.

Esperienze di insegnamento 
10 marzo di: Martina De Polo
copertina

Ha preso il via a febbraio scorso il progetto di Educazione al linguaggio cinematografico e audiovisivo “Rodari racconta” sostenuto dal Piano Cinema per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivoe dalMinistero dell’Istruzione e del Merito.

Dire, fare, insegnare è media-partner del progetto e in questo articolo ne ha presentato gli obiettivi, il partenariato e gli esperti coinvolti.

Tra questi, Martina De Polo e Alex Scorza di Combo Società Cooperativa, che – sotto il coordinamento della prof.ssa Luana Filippi, docente di arte e immagine dell’Istituto Rodari – curano il percorso di formazione rivolto agli studenti e alle studentesse della scuola secondaria di secondo grado “Rodari”, dell’Istituto Comprensivo n.1 di San Lazzaro di Savena.

Il percorso per studenti è così strutturato:

  1. Un ciclo di proiezioni di film dedicati al tema della parità di genere, per lavorare sul tema dell’Educazione civica applicata alla critica del linguaggio audiovisivo.
  2. Un laboratorio di creazione di un documentario sul tema degli stereotipi di genere e dedicato a Gianni Rodari.
  3. La proiezione del documentario in una serata aperta al pubblico a fine anno scolastico.

Nell’ambito del progetto “Rodari racconta” sono stati presentati alle classi i film Billy Elliot, La bicicletta verde e La principessa Mononoke, scelti sulla base del seguente criterio: fornire alle ragazze e ai ragazzi una visione più completa possibile sulle possibili discriminazioni e stereotipi di genere, che riguardano non solo le donne, ma anche gli uomini.

Si è scelto di puntare su film che avessero protagonisti dell’età degli spettatori (11/12 anni), e che trattassero temi di violenza di genere, non solo al femminile: anche i ragazzi infatti possono essere vittime di violenza di genere ed è giusto che abbiano gli strumenti per comprendere e contrastare questo fenomeno. Sono però pochissimi i film che trattano la discriminazione maschile, e in genere si tratta di una discriminazione legata all’orientamento sessuale. Per questo motivo per il progetto è stato scelto Billy Eliott, che tocca il tema della discriminazione nei confronti di un ragazzo non per il suo orientamento sessuale ma per la sua passione per la danza, solitamente ritenuta una “cosa da femmine”.

La bicicletta verde ha invece come protagonista una ragazza preadolescente. Il film, attraverso una storia molto semplice, ovvero il desiderio da parte della ragazza di possedere una bicicletta verde, offre uno sguardo geopolitico sull’Arabia Saudita, un paese sempre più vicino all’Europa dal punto di vista economico, ma ancora estremamente distante dal punto di vista socio-culturale.

La principessa Mononoke è stato scelto in primis come capolavoro di animazione del giapponese Hayao Miyazaki. Inoltre, tutte le eroine dei film di Miyazaki, a detta del regista stesso, sono state pensate e disegnate per essere le “anti-principesse disneyane”, e per Martina De Polo era importante riflettere con le ragazze e i ragazzi sul fatto che i media sono spesso specchio della cultura e della società. Nei classici Disney degli anni 50’/60’/70’ le principesse sono spesso remissive, assoggettate a un potere che le tiene in scacco, e il loro riscatto passa attraverso il matrimonio con un uomo che salva la loro vita e migliora la loro esistenza. Nel caso della principessa Mononoke e delle eroine di Miyazaki, invece. il processo è inverso: si tratta di ragazze che combattono da sole, hanno un rapporto con un co-protagonista maschio che è un loro pari, ed entrambi lottano per un bene comune.

A partire dalla visione di questi film, Martina De Polo propone un’attività di Educazione civica da realizzare in classe: un dibattito libero, guidato da domande specifiche che mirino a far comprendere i temi di questi film e, successivamente, completare la lezione con un gioco di role playing.

1. IL DIBATTITO

Esempi di domande per attivare il gruppo classe:

  • Vi è piaciuto questo film?
  • Qual è il vostro personaggio preferito?
  • Avete trovato degli stereotipi di genere guardando il film? Se sì, quali?
  • A vostro parere, ci sono attività per maschi e attività per femmine?
  • E a voi cosa piacerebbe fare da grandi? È un’attività per maschi o per femmine?
  • Provate a pensare a un caso di discriminazione o stereotipi di genere nella vita di tutti i giorni, con le vostre amiche e amici e nella vostra classe.
  • Provate a pensare a un esempio di contenuto multimediale, trovato in un film, in una serie o in una pubblicità dove avete visto un caso di discriminazione o stereotipo di genere.

2. ESERCIZIO DI IMMAGINAZIONE

I ragazzi vengono divisi in gruppo e stimolati con esercizi di immaginazione, attraverso la metodologia del role playing. Possono essere chiamati a interpretare i personaggi dei film appena visti, scambiandosi le parti oppure proponendo un finale diverso, con l’obiettivo di ribaltare i ruoli precostituiti.