La rabbia è spesso rossa, con il viso deformato in una smorfia furiosa e incapace di ragionare. La rabbia si mangia tutti i pensieri belli fatti fino a un momento prima e prende la scena in un baleno come un diavolo che si impossessa di noi: arriva perché ci sentiamo messe, messi da parte, perché vorremmo fare qualcosa e ci dicono “no” senza darci una spiegazione, perché siamo stanche, stanchi e gi adulti ci dicono di muoversi, perché a volte arriva e basta, non c’è un vero perché.
Ma per psicologa Déborah d’Hostigue la rabbia non è rossa, non è deformata e ingestibile, non è un mostro arrogante che scaccia tutto quello che ha attorno e va nascosta e sedata, la rabbia è un’emozione, e come tutte le emozioni va sperimentata per conoscerla e comprenderla, anche per volerle un po’ più bene.
A differenza del canone per l’infanzia che propone una rabbia stereotipata da relegare e disconoscere, Il grande libro della rabbia di Fatatrac propone invece un percorso per avvicinarsi a questa emozione così temuta e bistrattata. Tra le pagine del libro, una bambina e un bambino esprimono la propria rabbia, in modi diversi, per cause diverse, e chiedendosi ogni tanto “perché?”. Le illustrazioni di Aurore Petit e le scritte propongono ai piccoli lettori e lettrici delle parole, delle frasi e delle immagini che rispecchiano il modo in cui si sentono, riflettono i loro sentimenti e gli stati d’animo dando loro l’opportunità di dare una forma e una spiegazione alla propria rabbia, di considerarla come qualcosa che fa parte di sé e non come un’agente esterno che si attacca addosso e li rende un’altra persona.
Ne Il grande libro della rabbia questa emozione viene presentata con tutte le sue sfumature e varianti, come qualsiasi altro modo di sentire: da quella più forte al lieve fastidio, da quella che cresce cresce cresce a quella che viene fuori tutta d’un colpo, a quella che nasconde in verità altri pensieri e sentimenti che magari da sole, da soli facciamo fatica a individuare.
Nessuna di queste modalità è sbagliata, la rabbia non deve essere dimenticata o nascosta, non deve procurare vergogna o imbarazzo, va gestita senza reprimerla, ascoltata e compresa senza lasciare che ci faccia sentire in qualche modo meno gentili o buone, buoni.
Non sempre per le più piccole e i più piccoli è possibile fare tutto da sole e da soli, per questo motivo la postfazione del libro contiene suggerimenti per i genitori per aiutarli a calmare e gestire questi momenti emotivamente intensi, imparando a loro volta a osservare, indagare e comprendere la rabbia di bambine e bambini.
Una proposta per lavorare sulle emozioni in classe e per portare anche fuori dall’aula una riflessione sulle emozioni: in quale delle situazioni descritte ci si riconosce? Perché la rabbia si è scatenata proprio in quel momento? Come mi sono sentita, sentito, in quel momento? È successo anche ad altre e ad altri?
Le tavole dell’albo sono il punto di partenza per ridare spazio alla rabbia, e accoglierla a pieno titolo nel cerchio delle nostre emozioni.
Redazione
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