Approcciarsi alla prima lezione di Filosofia
La prima lezione di Filosofia è, senza dubbio, uno dei momenti più delicati dell’anno scolastico. Per studenti e studentesse che iniziano il secondo biennio della secondaria di II grado, la disciplina è nuova e le modalità per introdurla sono molteplici.
Da dove cominciare? Dal concetto di meraviglia di Aristotele, dalle riflessioni di Deleuze in Che cos’è la filosofia?, dal Cosa si fa quando si fa filosofia? di Rossella Fabbrichesi o, ancora, da Prima lezione di filosofia antica di Bruno Centrone? Le vie percorribili sono tante.
Pur avendone sperimentate diverse, ho sempre avvertito un certo senso di insoddisfazione. Il modulo introduttivo risultava un po’ astratto e artificiale, e le questioni sollevate non erano sufficientemente ancorate al vissuto di studenti e studentesse. Inoltre, non riuscivo a farmi un’idea chiara dei livelli di partenza.
Studenti e studentesse possiedono già competenze linguistiche e argomentative, e il gruppo classe è con alta probabilità eterogeneo. Attendere le prime verifiche per averne consapevolezza non consente di progettare, fin dall’inizio, una programmazione adeguata.
Per rispondere a questa duplice esigenza – valutare i prerequisiti e calare la Filosofia nella quotidianità – è utile fare tesoro della ricca esperienza delle pratiche filosofiche sviluppate in Italia e all’estero. Si tratta di una miniera di spunti che può essere impiegata ben oltre le lezioni introduttive, adattandola al contesto in cui si opera e alle nuove Indicazioni nazionali. Nell’attività proposta cerco di integrare questa tradizione, per offrire al docente un canovaccio su cui lavorare.
In allegato all’articolo è scaricabile la scheda didattica completa da proporre in classe.
L’attività didattica
L’idea è far entrare subito gli alunni in medias res, nella filosofia come “maniera di vivere” – direbbe Pierre Hadot. L’attività è pensata per verificare e consolidare abilità argomentative e di pensiero divergente – acquisite nel primo biennio della secondaria di II grado o nella secondaria di I grado – all’interno di un contesto pratico e sfidante.
Il laboratorio si articola in cinque fasi principali e prevede un possibile ampliamento extracurricolare.
1. Fase iniziale (massimo 10 minuti)
Il docente propone due brevi affermazioni: una di Aristotele e l’altra di Diogene il Cinico. Il tema è la felicità.
Il docente non deve spiegare nel dettaglio i due brani. È sufficiente delineare brevemente il contesto storico di Aristotele e di Diogene di Sinope e chiarire le loro tesi. Per entrambi la felicità è serenità interiore, ma mentre per Aristotele i beni ed elementi esteriori (ricchezza, bellezza, relazioni) svolgono un ruolo significativo, per Diogene si può essere felici in qualsiasi circostanza.
2. Primo esercizio (massimo 20 minuti)
Per la prima consegna studenti e studentesse devono formulare tre argomentazioni a favore di Aristotele e tre a favore di Diogene, ricorrendo a un periodare semplice e lineare.
L’insegnante può anche fornire argomentazioni parziali che ragazzi e ragazze devono completare, chiedendo poi all’alunno o alunna di esplicitare il pensiero.
Studenti e studentesse possono cimentarsi liberamente nell’esercizio, l’importante è che rispettino, sul piano formale, la struttura dell’argomentazione. Ricordo che nel primo biennio delle superiori e nella secondaria di I grado il testo argomentativo è già stato studiato. L’esercizio proposto è quindi utile per verificare come ragazzi e ragazze riescano a mobilitare abilità, in parte acquisite, in un contesto sfidante.
3. Prima condivisione (tempo variabile in base alle esigenze del docente e alla classe)
Dopo l’esercizio è importante condividere in classe le risposte. La discussione deve concentrarsi sia sulla correttezza formale dell’argomentazione sia sul suo contenuto.
Durante questa fase di confronto è utile riportare alla LIM esempi di argomentazioni problematiche e di argomentazioni riuscite, così da mostrare in modo visivo le differenze.
4. Secondo esercizio (massimo 15 minuti)
Dopo questa fase, si passa a una nuova consegna, nella quale viene stimolato il pensiero divergente, in particolare il ragionare per immagini, una strategia fondamentale del pensiero filosofico.
Si chiede agli alunni di costruire due metafore (una per ogni filosofo), il più possibile dettagliate, per descrivere la felicità secondo Aristotele e secondo Diogene.
5. Seconda condivisione (tempo variabile in base alle esigenze del docente e alla classe)
Conclusa l’attività, segue il momento della condivisione. In questa fase è importante valutare insieme la pertinenza delle immagini rispetto al pensiero dei filosofi, il grado di articolazione delle analogie e, infine, la loro originalità.
Ancora una volta si vuole mobilitare un’abilità, il ragionare per analogia, che gli studenti dovrebbero avere maturato per la stesura di testi argomentativi.
6. Ampliamento in orario extracurricolare
L’esercizio può essere ampliato con consegne per casa. Si può chiedere a studenti e studentesse di muovere tre obiezioni ad Aristotele e tre obiezioni a Diogene. Per evitare un uso improprio dell’IA, ragazzi e ragazze non leggeranno le risposte dal proprio quaderno durante l’incontro successivo, ma dovranno esporle e motivarle oralmente all’insegnante.
Un’alternativa consiste nell’elaborare e perfezionare gli esercizi svolti in classe avvalendosi di Canva, creando un’infografica da allegare su Google Classroom o da inviare via email al docente.
Conclusione
L’attività proposta risponde a diverse esigenze.
- Offre agli alunni un assaggio concreto del “fare filosofia”. Filosofare è apprendere a ragionare sui temi essenziali della vita, sulle questioni che ci toccano in prima persona.
- Al tempo stesso, le difficoltà incontrate durante lo svolgimento introducono gli alunni – sebbene per ora in maniera inconsapevole – nella dimensione ascetica del filosofare. L’esercizio, áskēsis, è centrale nella riflessione filosofica: si filosofa per convertire il proprio sguardo, per aderire a una maniera diversa di vivere, a uno stile di vita più vero, più buono, più bello e più giusto.
- Il docente tocca con mano le abilità logico‑argomentative dei suoi alunni e il loro livello di competenza nella madrelingua. Questo è essenziale per programmare in maniera efficace l’attività didattica e per fissare obiettivi realistici di apprendimento.
- Infine, va notato come il percorso si inserisca bene nella filosofia per temi. Il docente avvia gli alunni alla questione della felicità, un problema che attraversa tutta la filosofia antica e non solo.
Bibliografia
- Aristotele, Le tre etiche, (a cura di) A. Fermani, Bompiani, Milano 2008
- A. L. Carbone (a cura di), Diogene di Sinope. Filosofia del cane, Duepunti edizioni, Palermo 2010
- B. Centrone, Prima lezione di filosofia antica, Laterza, Roma-Bari 2015
- G. Deleuze, F. Guattari, Che cos’è la filosofia, (a cura di) C. Arcuri, Einaudi, Torino 1996
- R. Fabbrichesi, Cosa si fa quando si fa filosofia?, Raffaello Cortina, Milano 2017
- S. Grandone, Ritrova te stesso con Platone, Diarkos, Santarcangelo in Romagna 2026
- S. Grandone, Vivere con filosofia, Diarkos, Santarcangelo in Romagna 2025
- S. Grandone, Duelli filosofici, Diarkos, Santarcangelo in Romagna 2023
- S. Grandone, L’esercizio del pensiero. Filosofia per concetti, Diarkos, Santarcangelo in Romagna 2020
- A. Iacona, L’argomentazione, Einaudi, Torino 2010
- C. Perelman, L. Olbrechts-Tyteca, Trattato dell’argomentazione, a cura di C. Schik et alii, Einaudi, Torino 2013
Salvatore Grandone
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