Come rendere concreta e tangibile la complessità de Le città invisibili di Italo Calvino per gli studenti della secondaria di II grado? La risposta è nata da una sfida didattica proposta alla classe 5 A dell’indirizzo informatico dell’ITT Panetti-Pitagora di Bari: coniugare l’analisi rigorosa del testo letterario proposto con la potenza generativa dell’intelligenza artificiale, raccogliendo la sintesi visivo-testuale degli studenti e delle studentesse all’interno di un e-book collettivo.
Prompt engineering come esercizio di lettura analitica
L’uso dei generatori di immagini IA, lungi dall’essere stato un gioco tecnologico, ha richiesto un prerequisito fondamentale: la lettura minuziosa e accurata del romanzo. Per istruire l’algoritmo tramite il prompt engineering, gli studenti hanno dovuto abbandonare la genericità, estraendo dal testo dettagli, sfumature, metafore e atmosfere.
Scrivere un prompt efficace ha significato tradurre le figure retoriche e la precisione di Calvino in un codice descrittivo chiaro, sperimentando diversi registri e impostazioni d’istruzione: da quella squisitamente narrativa (focalizzata sulle azioni), a quella romanzata (centrata su dettagli emotivi) o apertamente fantasiosa (per rendere l’irrealismo di alcune città).
Addestrare l’immaginario ed eliminare le allucinazioni
Il lavoro sull’immaginario non si è configurato come un’accettazione passiva dell’output tecnologico. Al contrario, la fase più stimolante è stata il confronto critico tra il testo calviniano e l’immagine generata.
Quando l’IA produceva “allucinazioni”, elementi estranei, anacronismi o difformità rispetto alla poetica dell’autore, gli studenti e le studentesse erano chiamati ad analizzare l’errore e a correggere il prompt, affinandone la sintassi e il lessico.
Questo processo di rifinitura ha sviluppato in ragazzi e ragazze un solido pensiero critico: l’IA non sostituiva la loro fantasia, ma la stimolava ad argomentare, confrontare e verificare costantemente la corrispondenza tra scrittura originale e restituzione visiva.
Cooperative learning, inclusività e metodologie attive
L’impianto metodologico del progetto ha poggiato saldamente sul learning by doing e sul cooperative learning. Lavorando singolarmente o in piccoli gruppi, ciascuno studente ha trovato il proprio ruolo ideale.
- Analisti del testo: incaricati di estrarre le citazioni e i vettori descrittivi.
- Prompt designer: responsabili della traduzione del testo in istruzioni per l’AI.
- Digital editor: dediti al layout grafico e all’impaginazione dell’e-book.
Le metodologie attive hanno garantito l’inclusività, valorizzando gli stili cognitivi e i talenti di tutti. Gli studenti con Bisogni Educativi Speciali e DSA hanno potuto esprimere le proprie competenze concettuali ed estetiche attraverso canali visivi e operativi, contribuendo alla realizzazione del prodotto finale richiesto.
L’e-book collettivo come sintesi d’apprendimento
La realizzazione dell’e-book non rappresenta solo la fase conclusiva e il prodotto finale: l’intero processo testimonia un apprendimento profondo. L’integrazione consapevole dell’IA nella didattica dell’italiano dimostra così come le nuove tecnologie, se guidate da una chiara intenzione pedagogica, non impoveriscono la letteratura, ma si trasformino in un potente amplificatore di comprensione testuale, cooperazione e creatività.

In allegato trovate alcuni esempi di prompt usati per realizzare l’immagine con l’IA. Perché l’attività sia efficace, tuttavia, è bene costruire i prompt in classe, sulla base di una lettura scrupolosa del testo, per creare un e-book che rispecchi la creatività e l’analisi testuale di studenti e studentesse.
Maria Teresa Giuliani
Katja Battaglia
Iva Francese
Daniele Dapiaggi
Simone Divincenzo
Angela Schisa - DFI Books
Roberto Castaldo - DFI Books