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Area Infanzia

Conoscere attraverso il corpo: Le rime delle mie dita di Elisa Mazzoli

Cosa c’è di più universale del corpo? Un saggio sulle filastrocche gestuali e sul loro impiego nell’apprendimento

Tempo di lettura: 6 minuti

logo redazioneRedazione
hands child who smeared Freepik

Le mie rime delle dita. Diamo una mano all’infanzia! di Elisa Mazzoli è un saggio di Leone Verde Edizioni che esplora il profondo valore educativo, terapeutico e narrativo delle filastrocche gestuali. Rivolto a genitorieducatoriprofessionisti dell’infanzia, il libro illustra come le mani possano trasformarsi in potentissimi strumenti di connessione affettiva e di sviluppo cognitivo per i bambini. Intrecciando pedagogianeuroscienzestoria della letteratura infantile ed esperienze sul campo, l’autrice offre un ricco repertorio pratico di rime originali e tradizionali che si trasformano in un invito prezioso a riscoprire la voce, il contatto fisico e il gioco condiviso per nutrire il benessere emotivo dei più piccoli.

Narrare con il corpo

 Il saggio riafferma la centralità del corpo, e in particolare delle mani, come primo e fondamentale strumento di narrazione e apprendimento.

È l’autrice stessa a raccontare a Dire, fare, insegnare il motivo e il valore di questa ritrovata importanza del corpo nel processo di apprendimento, condividendo quale sia la ragione e l’aspetto più importante di questa restituzione al corpo di una funzione ludica e di apprendimento in un momento in cui gli stimoli e gli strumenti esterni abbondano.

Abbiamo risorse naturali potentissime: il corpo e la mano sono “mediatori immediati” che aumentano la capacità comunicativa e accorciano le distanze. Da sempre l’umanità usa il corpo per comunicare, contare, raccontare, andare oltre le barriere della lingua. Troppa complessità e troppi stimoli esterni ci alienano da ciò che siamo. Torniamo a noi, ripartiamo da noi. Lo possiamo e lo sappiamo fare, e lo dobbiamo all’infanzia di cui ci prendiamo cura!

Un approccio che unisce esperienze personalipedagogia modernaanalisi della letteratura e neuroscienzepermette all’autrice di dimostrare come le rime delle dita non siano semplici passatempi, ma veri e propri “dispositivi pedagogici” capaci di connettere emotivamente adulto e bambino. 

Abbiamo chiesto quindi a Elisa Mazzoli dove nasce l’idea di creare uno strumento teorico e pratico per le filastrocche testuali.

L’idea nasce dall’esperienza di narrazione sul campo, dal confronto con chi vive e opera con l’infanzia, dal mio lavoro di autrice di rime in cui uso tanto la mediazione delle mani e del corpo, da uno studio personale su Emilie Poulsson, dalla mia infanzia e dalla mia esperienza come mamma.

Tra teoria e sperimentazione

Proseguendo nell’esplorazione dell’opera, scopriamo un affascinante excursus storico, dalle intuizioni ottocentesche di Friedrich Fröbel sulle mani come motore dell’intelligenza, fino alle evidenze scientifiche contemporanee. Queste confermano come il gioco gestuale condiviso stimoli l’acquisizione del linguaggio, l’autoregolazione e il rilascio di ormoni del benessere

La mano diventa così un palcoscenico inclusivo, un ponte comunicativo universale che supera le barriere linguistiche e fisiche, rivelandosi preziosa persino in contesti riabilitativi o di povertà educativa

Oltre alla cornice teorica, il volume offre un ricco e vivace repertorio pratico. Mazzoli affianca antiche filastrocche della tradizione popolare europea, riadattate con sensibilità contemporanea per renderle rassicuranti, a componimenti originali pensati per i diversi momenti della giornata: dal gioco per focalizzare l’attenzione, alla gestione delle piccole crisi, fino al rito distensivo della nanna. 

L’autrice stessa ci racconta come ha sviluppato l’idea di una filastrocca recitata in cui teatralità e gestualità diventano strumenti educativi per avvicinarsi alle parole, alle emozioni e alla loro gestione. 

Le filastrocche che propongo in questo libro sono 101: 77 scritte da me, 34 della tradizione anglosassone e italiana. Questa modalità aumenta l’interesse, la concentrazione, l’attenzione, l’autostima, la coordinazione, la regolazione emotiva, la memoria, l’immaginazione, la fiducia, la gioia dei bambini.

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Le rime delle mie dita, Elisa Mazzoli – Il Leone Verde Edizioni®

Un gioco anche per i grandi

Tra formichine, ragnetti, solletico e giochi del trotto sulle ginocchia, Le mie rime delle dita è anche un invito appassionato agli adulti: riscoprire la propria voce e il contatto fisico sicuro per donare a bambine e bambini una narrazione vissuta che nutre la mente e scalda il cuore.

Il saggio è infatti pensato non solo per le più piccole e i più piccoli, ma anche per i grandi, che hanno una parte attiva in questo processo. L’uso delle filastrocche gestuali influisce inoltre sulla solidità e profondità del rapporto che si instaura tra bambina, bambino e adulto, come ci spiega Elisa Mazzoli.

Noi adulti siamo mediatori e responsabili e gestiamo le narrazioni che sono linguaggi ma anche azioni, gesti, fatti. Con la formula della filastrocca, con il suo ritmo e il suo suono, si attua un canto, una danza, si riproduce un battito del cuore, qualcosa di conosciuto, rassicurante, “affratellante”, in un cerchio di narrazione dentro il quale non ci sono aspettative né performance. Non ci sono ansie da prestazione, richieste di esibizione, obblighi, insegnamenti o verifiche. Si sta semplicemente insieme ad ascoltare, dire e fare, solo se si vuole. Si va bene come si è. Ci si sente più accolti, rassicurati, tenuti in considerazione e compresi. E quando il cerchio si scioglie, la narrazione rimane nelle mani, nella mente e nel cuore. 

Proposte didattiche

Il testo di Elisa Mazzoli offre tantissime proposte didattiche per le Scuole dell’infanzia, trasformando il gioco gestuale in un vero strumento di apprendimento. In primo luogo, le rime delle dita si rivelano preziose per creare rituali di transizione e favorire la regolazione emotiva: filastrocche ritmate aiutano gli educatori a gestire con serenità momenti critici come l’inserimento, le attese o il delicato passaggio verso il rilassamento.

Sul piano cognitivo, i componimenti basati sul conteggio e sull’accumulo diventano eccellenti veicoli per lo sviluppo logico-matematico, permettendo ai bambini di visualizzare le quantità in modo concreto. 

L’impiego di onomatopee e giochi di parole stimola la consapevolezza fonologica e arricchisce il vocabolario in modo spontaneo. 

Dal punto di vista psicomotorio, la narrazione diventa esplorazione tattile. Attraverso esercizi ludici di coordinazione oculo-manuale, piccole e piccoli allenano l’indipendenza delle dita, competenza essenziale per preparare la mano alla futura scrittura, e rafforzano la percezione del proprio schema corporeo

Infine, le rime si prestano perfettamente alla drammatizzazione: trasformando i testi in brevi performance teatrali corali, i bambini sperimentano la socializzazione, il rispetto del turno e l’empatia in un clima di gioiosa cooperazione.

Questo contributo è realizzato in collaborazione con Leone Verde Edizioni, parte di PublishinPiemonte, il Progetto di promozione internazionale delle imprese piemontesi della filiera editoriale e di produzione e distribuzione del contenuto

PublishinPiemonte è un Progetto finanziato dalla Camera di commercio di Torino e gestito dal Ceipiemonte. 

20 Luglio 2026

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