Dire, fare, insegnare
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Un percorso didattico su Artemis I e le esplorazioni spaziali

Silvia Giordano ha condiviso con noi un percorso didattico in due parti dedicato alle esplorazioni spaziali, agli atterraggi sulla Luna e alla missione Artemis I: qui vi presentiamo la prima.

Secondaria 
24 novembre di: Silvia Giordano
copertina

Impossibile in questi giorni non aver sentito parlare della missione Artemis I e del volo della navicella Orion verso la Luna. Possiamo sfruttare questo avvenimento di attualità come occasione per una lezione coinvolgente e multidisciplinare in cui raccontare quello che sta succedendo tra la Terra e il suo satellite in questi giorni, cosa è successo nel passato e cosa succederà, forse, nel futuro.

La proposta di attività didattica è destinata alle classi della scuola secondaria di primo e secondo grado e tocca diverse discipline: le Scienze, la Matematica e la Tecnologia, ma anche la Storia, la Musica e l’Educazione civica. La prima delle due parti dell’unità, presentata qui sotto, tratta della Luna, delle sue caratteristiche peculiari e della sua esplorazione; la seconda, presto disponibile su Dire, fare, insegnare, si focalizza invece sulla missione Artemis I.

Per accompagnare questa prima parte, che si può svolgere in 2 ore, è disponibile a questo link o in fondo all’articolo una presentazione da proiettare sulla LIM e contenente le immagini, i link e gli spunti di discussione lungo l’attività. L’unità comprende anche approfondimenti su specifiche discipline, anche in lingua inglese, adatti a soddisfare le esigenze degli studenti con plusdotazione ma anche a essere assegnati come compiti per casa all’intera classe. Iniziamo quindi con un piccolo brainstorming per fare il punto della situazione insieme alla nostra classe, ponendo loro le seguenti domande.

Come mai gli scienziati sono tanto interessati alla Luna?

Raccogliamo le idee su quali sono i motivi che fanno nascere così tanto interesse per il nostro satellite, da quelli più scontati (come ad esempio abitarci), a quelli prettamente economici (sfruttamento delle risorse) e a quelli scientifici (test per la vita fuori dalla Terra, prove generali per Marte). Non dimentichiamoci di sottolineare qual è il motore principale che ha spinto l’umanità a esplorare la realtà attorno a sé: la curiosità. Leggiamo insieme le citazioni di scienziati e scrittori famosi, riportate nella presentazione, relative a quest’argomento.

Quanto abbiamo esplorato del nostro Pianeta?

È chiaro che siamo una specie che ama esplorare. È sempre stato così? Un viaggio tra le esplorazioni compiute dagli uomini, dalle marce dei primi ominidi alle traversate compiute con le imbarcazioni, passando per le spedizioni nelle profondità della Terra, renderà chiaro agli studenti che muoversi verso mete lontane è una necessità insita nell’essere umano.

APPROFONDIMENTO

Il pozzo superprofondo di Kola, in Russia, è un esempio di desideri esplorativi che devono fare i conti con le limitazioni della tecnologia a nostra disposizione; questo video didattico sulla struttura della Terra (in inglese, con sottotitoli in italiano che si possono attivare) rende immediatamente l’idea di quanto poco in profondità siamo riusciti a spingerci in realtà. Possiamo poi affidare agli studenti più curiosi la lettura questo articolo, che parla proprio di questa curiosa sfida scientifica, e chiedere loro di prepararsi a raccontarla al resto della classe.

Quanto abbiamo esplorato dell’Universo?

Nelle nostre esplorazioni dell’Universo, quanto lontano siamo davvero già arrivati? Un percorso per immagini sottolinea la questione in termini numerici: partendo dall’altezza a cui si vola quando ci si imbarca su un aereo di linea (altitudine media: 12 km), passando per l’incredibile impresa da Guinness dei primati dell’uomo che si è lanciato da 40 mila metri di altezza solo con un paracadute (che si può vedere qui), arriviamo a definire l’altitudine a cui finisce la nostra atmosfera e inizia invece lo spazio (100 Km).



Siamo quindi pronti per parlare dell’eccezionale avventura del primo uomo che, solo e chiuso in una navicella davvero angusta, è uscito dall’atmosfera terrestre e ha compiuto un giro attorno al nostro pianeta, a un’altezza massima di 327 km dal suolo: Yuri Gagarin (la cui impresa è raccontata in questo video). Infine, scopriamo che la ISS (Stazione spaziale internazionale) e gli Space Shuttle viaggiano rispettivamente a 400 e 650 km di altitudine sopra le nostre teste, più o meno all’altezza a cui si forma l’aurora boreale.

Quanto lontano dobbiamo spingerci invece per arrivare sulla Luna? Una immagine in scala reale della distanza Terra-Luna (disponibile nella presentazione) renderà immediatamente l’idea di quanto questa distanza sia enorme e del perché queste imprese esplorative siano così eccezionali: 380.000 km è la distanza media tra la Terra e il suo satellite, a cui si sono trovati tutti i 12 astronauti che sono sbarcati sulla Luna. Il record però di distanza massima dal suolo terrestre raggiunta dagli uomini non appartiene però dell’equipaggio dell’Apollo 13, che per motivi tecnici mancò l’allunaggio e arrivò a toccare i 400 mila km di distanza dal nostro pianeta. Il bellissimo film Apollo 13, con Tom Hanks (qui il trailer), può far vivere alla classe tutte le emozioni di questa famosa missione.

L’esplorazione dell’Universo non è condotta solo attraverso le missioni degli astronauti. È dal lontano 1957, anno in cui i russi lanciarono nello spazio il loro Sputknik 1, che esploriamo l’universo con attrezzature prive di equipaggio: le sonde spaziali. Attualmente, la più lontana da noi è la sonda Voyager 1, lanciata nel lontano 1977 dagli Stati Uniti, e che attualmente si trova alla stupefacente distanza di 20 miliardi di km dalla Terra, ancora funzionante e in grado di inviarci segnali radio. Si trova ben oltre Plutone, quasi all’esterno della eliosfera, nella parte di spazio che tecnicamente chiamiamo “spazio interstellare”.

Siamo già stati sulla Luna?

In questa parte della lezione facciamo una veloce carrellata storica sulle esplorazioni lunari avvenute in passato. Partiamo dall’anno 1959 e dalle prime sonde lunari russe che non solo sono atterrate sulla Luna, ma che hanno fotografato per la prima volta la sua faccia nascosta: cogliamo l’occasione per fare una piccola digressione sul perché ci resti celata, usando questo video in italiano o questo in inglese. Possiamo anche coinvolgere l’insegnante di Musica per parlare del famoso album dei Pink Floyd The dark side of the moon uscito qualche anno più tardi.

Arriviamo poi al programma Apollo e alla corsa allo spazio degli anni Sessanta, magari collaborando con l’insegnante di Inglese per visionare il discorso sulla luna del presidente Kennedy (di cui si trova una trascrizione tradotta qui). Oltre ad approfondire le vicende degli Apollo 11, 12 e 13, che effettivamente sbarcarono sulla Luna, possiamo anche affidare alla classe una ricerca in rete che risponda alle domande: che cosa ne è stato delle precedenti missioni Apollo? Perché sono state interrotte? Qual è stata l’ultima? In alternativa possiamo riflettere su chi abbia infine realmente vinto la corsa allo spazio, rivedendone tutte le tappe nel bellissimo video di TedEd, (con sottotitoli in italiano), e parlare anche delle sonde americane e russe che, successivamente all’abbandono delle missioni Apollo, hanno continuato per qualche anno a esplorare da vicino il nostro satellite.



L’ultima parte di questa lezione può chiudersi su una domanda che tocca l’Educazione civica e l’Agenda 2030: quanti uomini e quante donne sono stati sulla Luna? L’argomento si presta molto a parlare di stereotipi e (mancata) parità di genere nel mondo scientifico e può concludersi con la visione del divertente film Il diritto di contare, che racconta delle matematiche nere che permisero all’America di arrivare sulla Luna e delle discriminazioni che subivano non solo le donne, ma tutta la comunità afroamericana in quegli anni (qui il trailer).

Per fortuna la missione Artemis I è nata in tempi più felici e nel suo programma è previsto che parte del suo futuro equipaggio sia femminile. Del resto il nome stesso della missione prende ispirazione da Artemide, la dea greca gemella di Apollo. La Nasa ha già pubblicato un fumetto, con podcast associato, su questo evento senza precedenti: si chiama “First Woman” e potete scaricarlo, ascoltarlo o leggerlo online da questo sito (ovviamente in inglese, perfetto per un bel progetto CLIL!).