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Area Secondaria II grado

Lisistrata 2025: educare alla pace attraverso il radiodramma e i classici

Un percorso di Educazione civica, Lisistrata 2025, che trasforma la commedia di Aristofane in un radiodramma contemporaneo.

Tempo di lettura: 7 minuti

Maria Concetta AmmiratiMaria Concetta Ammirati
statua classica

Questa attività fa parte del percorso nato dalla collaborazione di Dire, fare, insegnare con Emergency, all’interno della campagna R1PUD1A LA GUERRA. Trovi qui alcuni consigli di lettura contro la guerra; qui la lezione di Pierpaolo Scaramuzza su Günther Anders; qui la lezione di Silvia Giordano su Marie Curie tra scienza, stereotipi di genere e guerra; e qui la sua lezione sul fosforo, un elemento versatile e pericoloso. 

Per scoprire di più sui progetti di Emergency nelle scuole, scrivi a eventi.scuola@emergency.it.

Il classico come strumento per leggere il presente

Τί δ᾽ οὐ διηλλάγητε; Φέρε, τί τούμποδών;

Perché non fate la pace? Vediamo: cosa ve lo impedisce?

Τί κα λέγοι τις; Ἀλλ᾽ ὅπα σέλει

παντᾶ τις ἐλσὼν ἁμὶν εἰράναν σέτω.

A tutti i costi, bisogna ottenere la pace.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consentire, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 11.

In un tempo attraversato da conflitti, guerre e comunicazioni polarizzate, la scuola è chiamata a interrogarsi sul proprio ruolo formativo rispetto ai temi della pace, della cittadinanza e della responsabilità civile. Da questa esigenza nasce Lisistrata 2025: la pace (im)possibile, un percorso didattico realizzato con la classe IV A del Liceo Classico “Diodato Borrelli” di Santa Severina nell’ambito delle attività di Educazione civica per l’anno scolastico 2025-2026.

L’esperienza ha preso avvio dalla rilettura della Lisistrata di Aristofane, affrontata non esclusivamente come testo da studiare in prospettiva storica e filologica, ma come opera capace di dialogare con il presente. La domanda da cui studenti e studentesse sono partiti è stata semplice e, allo stesso tempo, profondamente provocatoria: che cosa farebbe oggi Lisistrata in un mondo segnato da guerre combattute non soltanto con le armi, ma anche attraverso propaganda, disinformazione, pressioni economiche e tecnologie digitali?

Dalla lettura del testo alla riscrittura contemporanea

Ἐγὼ γυνὴ μέν εἰμι, νοῦς δ᾽ ἔνεστί μοι. Αὐτὴ δ᾽ ἐμαυτῆς οὐ κακῶς γνώμης ἔχω.

Non sono che una donna, ma possiedo la ragione. La posseggo per conto mio.

L’analisi del testo antico ha consentito di individuare alcuni nuclei tematici ancora straordinariamente attuali: il rapporto tra potere e violenza, il peso economico dei conflitti, la possibilità del dissenso civile e il valore della parola come strumento politico. Studenti e studentesse hanno riflettuto sul modo in cui Aristofane riesce a trasformare la comicità in uno spazio di critica sociale e politica, mostrando come il teatro possa diventare un luogo privilegiato di elaborazione collettiva delle crisi storiche. A partire da queste riflessioni, la classe ha elaborato una riscrittura contemporanea dell’opera. Nella versione ideata dalla classe, Lisistrata diventa una giornalista d’inchiesta che organizza uno sciopero globale delle comunicazioni e delle relazioni attraverso piattaforme digitali criptate, costringendo i leader mondiali a confrontarsi con la necessità del dialogo e del disarmo. La trasposizione nel presente ha permesso ai ragazzi di confrontarsi con i linguaggi della contemporaneità e con il ruolo che i media svolgono nella costruzione delle narrazioni belliche.

Il radiodramma come esperienza laboratoriale

La scelta del radiodramma come forma espressiva si è rivelata particolarmente significativa sul piano pedagogico. Lavorare esclusivamente attraverso il suono ha spinto ragazzi e ragazze a riflettere sulla forza evocativa della voce, dei silenzi e del paesaggio sonoro. Privati del supporto dell’immagine, studenti e studentesse hanno dovuto costruire emozioni, tensioni e atmosfere attraverso la parola e l’ascolto reciproco, sperimentando una modalità comunicativa profondamente diversa da quella abituale. La fase di registrazione e montaggio audio ha rappresentato un importante momento di collaborazione. Ragazzi e ragazze hanno lavorato alla costruzione di un ambiente sonoro capace di restituire la complessità del mondo contemporaneo: notifiche digitali incessanti, rumori di droni, frammenti di cronache radiofoniche e improvvisi silenzi si alternano nel radiodramma, creando un forte contrasto tra la violenza del conflitto e la ricerca della pace. Questo lavoro ha favorito una riflessione critica sul ruolo dei media e sul modo in cui i linguaggi sonori influenzano la percezione della realtà.

Metodologie e competenze

Dal punto di vista metodologico, il progetto ha integrato analisi testuale, scrittura creativa, cooperative learning e didattica digitale, trasformando il gruppo classe in una vera e propria officina laboratoriale. Studenti e studentesse hanno assunto ruoli differenti nella progettazione del radiodramma, sperimentando forme di collaborazione autentica e sviluppando competenze trasversali legate alla comunicazione, all’ascolto e alla gestione condivisa del lavoro. L’esperienza ha avuto ricadute significative anche sul piano educativo e relazionale. Il percorso ha contribuito a sviluppare in ragazzi e ragazze una maggiore consapevolezza rispetto ai conflitti contemporanei, favorendo il passaggio da una fruizione passiva delle notizie a una comprensione più critica dei meccanismi politici e comunicativi che regolano la guerra. Attraverso il lavoro drammaturgico, studenti e studentesse hanno inoltre potuto confrontarsi con il tema dell’empatia, imparando a riconoscere la complessità del dolore umano e a superare rappresentazioni stereotipate del “nemico”.

Inclusione e partecipazione

Particolarmente rilevante è stato il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse più riservati, che hanno trovato nella dimensione radiofonica uno spazio espressivo inclusivo e meno esposto rispetto alla performance scenica tradizionale. La centralità della voce e della scrittura ha permesso a ciascuno di contribuire secondo le proprie inclinazioni, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione del gruppo classe. Il progetto ha inoltre favorito una riflessione sull’uso consapevole delle tecnologie digitali. Studenti e studentesse hanno compreso come i media possano diventare strumenti di propaganda, ma anche occasioni di sensibilizzazione e costruzione di una cultura del dialogo.

Conclusioni

Il titolo del progetto, La pace (im)possibile, sintetizza il nucleo profondo dell’intero percorso educativo. Gli studenti hanno compreso come la pace non possa essere considerata una condizione stabile e definitiva, ma una costruzione fragile che richiede responsabilità, dialogo, partecipazione e consapevolezza critica. In questa prospettiva, il lavoro sui classici si è rivelato uno strumento efficace per educare alla cittadinanza attiva e alla complessità del presente, mostrando come i testi antichi continuino a interrogare il nostro tempo e a offrire chiavi di lettura per interpretare le crisi contemporanee. L’esperienza si inserisce pienamente nel quadro dell’insegnamento dell’Educazione civica, intesa non come disciplina separata, ma come pratica trasversale di formazione della cittadinanza. Attraverso la riscrittura della Lisistrata e la realizzazione del radiodramma, studenti e studentesse hanno sviluppato competenze legate alla partecipazione democratica, all’uso consapevole dei media, al rispetto dell’altro e alla cultura della pace, sperimentando concretamente il valore del confronto e della cooperazione.

Particolarmente significativo è stato il riferimento all’articolo 11 della Costituzione italiana, che afferma che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Tale principio costituzionale non è stato presentato come un semplice contenuto teorico da apprendere, ma come un valore vivo da interrogare criticamente attraverso il dialogo con la letteratura classica e con l’attualità. In questo senso, il progetto ha permesso a studenti e studentesse di riflettere sul significato concreto della pace, sul ruolo delle istituzioni democratiche e sulla responsabilità individuale e collettiva nella costruzione di una società fondata sul dialogo e sulla giustizia.

Lisistrata 2025 ha mostrato come il patrimonio culturale antico possa essere riattivato attraverso pratiche didattiche partecipative e interdisciplinari, capaci di coniugare sapere umanistico, Educazione civica e linguaggi contemporanei. Il radiodramma realizzato dalla IV A non rappresenta soltanto un prodotto creativo, ma testimonia la possibilità di fare della scuola un luogo di riflessione critica, ascolto, inclusione e costruzione condivisa del futuro.

Di seguito i link a Spotify su cui si possono ascoltare le puntate di Lisistrata 2025: la pace (im)possibile.

Bibliografia essenziale

  • Aristofane, Lisistrata, a cura di G. Paduano, Rizzoli Ed., Milano 2004

  • G. Guidorizzi, Letteratura greca, da Omero al secolo VI d.C., Mondadori, Milano 2002

  • Ministero dell’Istruzione e del Merito, Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica

  • Organizzazione delle Nazioni Unite: Agenda 2030, Obiettivo 16: Pace, giustizia e istituzioni solide

  • S. B. Pomeroy, Donne in Atene e Roma, Einaudi, Torino 1978

  • B. Zimmermann, La commedia greca, Carocci, Roma 2010
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21 Settembre 2026

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